31 Gennaio, 1915

La prima volta dei gas

Nascondere la verità è un esercizio complesso. La Germania riceve l’ennesima bordata diplomatica, questa è targata Pietrogrado. Il Messaggero Ufficiale russo pubblica un telegramma spedito dallo Zar Nicola II al Kaiser. Il testo non è interpretabile, c’è scritto chiaro e tondo di «rimettere la questione austro-serba al tribunale dell’Aja». È un dettaglio che Berlino si è ben guardata dal rendere pubblico ed è un’altra grossa crepa nel fragile e discreditato impianto difensivo tedesco.

Il 31 gennaio le armate teutoniche sferrano un nuovo attacco nella regione di Bolimow. Guadagnano qualche metro e poco altro, ma per la prima volta nella storia vengono utilizzate armi chimiche. L’intuizione non è tra le più apprezzabili.
Per fortuna si risolve tutto in un fallimento: le bassissime temperature minimizzano l’effetto del gas, perlopiù disperso da venti avversi, mutevoli e impertinenti. La Germania ha però imboccato una strada potenzialmente senza ritorno, una delle tante pessime idee del genere umano. L’uso di gas tossici in battaglia è vietato, ma Berlino riesce ad aggirare le regole, si aggrappa a qualche cavillo e si prende ampie licenze poetiche sull’argomento.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il “Messaggero Ufficiale” russo  pubblica il telegramma del 29 luglio 1914 con il quale lo Zar proponeva all'Imperatore Guglielmo di rimettere al Tribunale internazionale dell'Aja la questione austro-serba, circostanza che il Governo tedesco aveva taciuto.

Fronte orientale

  • I tedeschi attaccano la regione di Bolimow, guadagnando un po’ di terreno. Per la prima volta viene fatto un uso massiccio di armi chimiche.

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori