Guerra-Turchia 3 a 0
Oh no, di nuovo… hanno perso ancora. I turchi escono sconfitti dalla battaglia di Suez e sono costretti a ritirarsi nel Sinai, coda fra le gambe.
È dura da mandar giù. Costantinopoli era appena entrata nel conflitto quando all’Inghilterra bastarono un paio di comunicati ufficiali per prendersi Cipro e annullare ogni influenza ottomana in Egitto; le armate turche hanno quindi provato ad avanzare nel Caucaso: respinte con perdite; e in Persia le cose non sono andate molto meglio. Ora devono aggiungere Suez alla lista d’insuccessi.
Per Londra è una vittoria, ma oltremanica si continua a sottovalutare le minacce tedesche alla navigazione. Dopo essere stata “snobbata” dalle alte sfere britanniche, Berlino alza il tiro. Tutte le acque intorno al Regno Unito vengono dichiarate “zona di guerra”: a partire dal 18 febbraio i sottomarini tedeschi affonderanno qualsiasi imbarcazione, mercantili compresi. Non basta, a rischiare saranno anche i paesi neutrali: nessuno potrà proteggersi dietro una bandiera, la Gran Bretagna camuffa le sue navi.
In sostanza è un “girate a largo, gli incidenti possono sempre capitare”.
Siamo ben oltre il diritto internazionale. Berlino si giustifica con “occhio per occhio, dente per dente”: il blocco navale inglese violerebbe le stesse norme.
Una guerra totale in mare avrebbe conseguenze tragiche: se gli inglesi assegnassero una scorta ai piroscafi commerciali, i sottomarini tedeschi non potrebbero dare il tempo agli equipaggi civili di abbandonare la nave. È una situazione complessa per Londra: o rischia un’ecatombe di innocenti; o resta impassibile, digrignando i denti a ogni affondamento; o blocca del tutto la navigazione, servendo la propria giugulare al morso tedesco. Il sogno di Berlino.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- La Germania dichiara “zona di guerra” le acque attorno al Regno Unito. Il blocco navale tramite sottomarini comincerà il 18 febbraio. Tutte le navi mercantili nemiche raggiunte saranno distrutte, uguale pericolo correranno le navi neutrali.
- Un nuovo comunicato ufficiale tedesco giustifica le minacce navali come rappresaglia alla guerra commerciale condotta dall’Inghilterra in modo contrario al diritto di guerra navale.
- A Parigi i Ministri delle finanze di Francia, Inghilterra e Russia deliberano di unire i mezzi finanziari dei loro paesi per fare anticipazioni agli alleati minori, o a quei paesi che sarebbero disposti a entrare in guerra per la causa comune.
- Il Governo inglese presenta alla Camera un progetto per portare gli effettivi dell'esercito a 3.000.000 di uomini.
- Il Principe Hohenlohe, Governatore di Trieste e del Litorale, viene sostituito dal Barone de Fries, ex Governatore della Carinzia.
Fronte occidentale
- A oggi le perdite inglesi sul fronte occidentale sono circa 104.000.
Fronte orientale
- Continuano i pesanti combattimenti sul fronte Bzura-Rawka; I russi attraversano il fiume Bzura e prendono posizione vicino Dachowa.
- I russi si ritirano in Bucovina.
Fronte asiatico ed egiziano
- Finiscono le azioni al Canale di Suez: turchi costretti a ritirarsi nel Sinai.
Fronte d'oltremare
- Viene respinto un attacco tedesco a Kakamas (nord-ovest di Cape Colony).
- I sudafricani reprimono la "ribellione Maritz".





