25 Maggio, 1915

Non si parte con il sorriso, ma si parte

Sembra quasi che si sia spento un interruttore; la tensione sociale evapora in breve, non sempre l’entusiasmo: davanti alle redazioni dei giornali continuano ad affollarsi persone a caccia di notizie, in giro si vedono tricolori e si continuano a sentire gli echi di qualche «Viva l’Italia!», ma è niente rispetto alle ultime settimane. La dichiarazione di guerra ha soddisfatto gli interventisti e rassegnato i neutralisti.
La maggioranza del paese resta contraria alla guerra; l’avevamo già detto, i guerrafondai erano meno numerosi, ma più rumorosi. Hanno saputo farsi sentire meglio, hanno saputo plasmare la malleabile percezione del consenso.
Ma c’è un motivo preciso per le mancate rivolte neutraliste, per la relativa tranquillità e mansuetudine della “maggioranza silenziosa”. Non bisogna scordare il contesto 1915, l’atmosfera: ci avviciniamo agli anni dei nazionalismi e veniamo dagli anni del Risorgimento. Tutti gli italiani respirano, sono intrisi, di una spiccata morale patriottica. Nessuno è felice di andare in guerra, ma ci si va lo stesso, perché è giusto così, perché l’Italia lo chiede.

Il 25 maggio a tutti gli italiani non resta che compiere il proprio dovere: dimostrare amore, lealtà e fedeltà alla Patria, allo Stato, al Governo. Non si parte con il sorriso, ma si parte comunque.
A cent’anni di distanza è difficile capirlo, sembra tutto un po’ assurdo, esagerato. Ma giusto o sbagliato, nobile o sciocco, non importa. È così e basta. Tutti i giudizi di un secolo dopo restano personali, fuori tema.
Nell’Adriatico già si è sparato, così come al confine nord-orientale: il nostro esercito fa progressi sul medio Isonzo e in Trentino, dove cattura la vetta di monte Altissimo di Monte Baldo.

Sul fronte occidentale si è esaurita la seconda battaglia di Ypres: i guadagni territoriali sono stati minimi, tutto si è concluso con un sostanziale nulla di fatto; ma la città e i suoi dintorni sono interamente distrutti, rasi al suolo. E i gas e le brutalità hanno lasciato cicatrici invisibili, ma ancor più profonde. Le trincee sono sudice, pullulano di parassiti, insetti e topi e «l’acqua sul fondo è rossa di sangue».
Anche la battaglia di Festubert, nell’Artois, si esaurisce. Uso il verbo “esaurirsi” non a caso: la prima guerra industriale della storia consuma più di quanto le fabbriche riescano a produrre; c’è un’endemica penuria di risorse e munizioni. La “Shell crisis” è appunto il fattore scatenante le recenti “difficoltà” politiche a Londra: il Premier Asquith forma il nuovo Governo di coalizione.

Davide Sartori

 

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Papa, in una lettera al Decano del Sacro Collegio, deplora gli orrori della guerra, condanna i mezzi di offesa contrari alle leggi dell’umanità e al diritto internazionale, rammaricandosi che il terribile incendio si sia esteso anche alla “diletta Italia“. Annuncia di avere fornito i cappellani militari di ampie facoltà spirituali.
  • Il Governo italiano vieta ogni e qualsiasi specie di traffico con la Monarchia austro-ungarica. 
  • Scambi di telegrammi d'augurio e felicitazione per l’entrata in guerra fra il Re d’Italia, il Presidente della Repubblica francese e i sovrani di Russia, Belgio e Inghilterra.
  • Partono da Vienna e da Berlino gli Ambasciatori d’Italia. La Svizzera e la Spagna accettano di rappresentare rispettivamente gli interessi tedeschi, bavaresi e asburgici in Italia e italiani in Germania e Austria-Ungheria. 
  • I governi degli Imperi centrali comunicano al Consiglio federale svizzero che mantengono inalterate, anche dopo l'entrata dell’Italia in guerra, le dichiarazioni già fatte di rispettare strettamente la neutralità della Svizzera.

  • Il Re d'Italia parte per il campo e nomina suo luogotenente generale durante la guerra il Duca Tommaso di Genova, suo zio.
  • La Società nazionale italiana “Dante Alighieri“ pubblica un nobilissimo manifesto per i suoi 60.000 soci, invitandoli a stringersi insieme al popolo intorno al Re per cooperare alla vittoria e alla grandezza dell’Italia.
  • La “Shell Crisis” mette in risalto il fallimento del Governo inglese riguardo il supporto delle truppe al fronte. Gli scontenti crescono e viene formato un Governo di coalizione dal Primo Ministro Asquith nel tentativo di mantenere il controllo del Parlamento. I nazionalisti approvano il rifiuto di John Redmond di entrare nel Gabinetto.
  • Firmati trattati fra Cina e Giappone riguardo la provincia di Shantung, la Manchuria meridionale e l’interno della Mongolia.
  • È proclamato lo stato d’assedio nella Cirenaica.

Fronte occidentale

  • Fine della battaglia del Festubert.
  • Finisce la battaglia di Ypres del 1915.
  • I tedeschi, avanzanti con grandi forze a Neuville-Saint-Vaast, vengono respinti.

Fronte orientale

  • Gli austro-tedeschi prendono la testa di Ponte di Zagrody, sul San.
  • Una lotta impetuosa si impegna davanti a Przemysl.

Fronte italiano

  • Le truppe italiane avanzano oltre il confine, occupando importanti posizioni e occupando i paesi. Gli italiani catturano Monte Altissimo di Monte Baldo (Trentino) e conquistano il medio Isonzo.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I russi occupano Miandoab (Persia).

Operazioni navali

  • La flotta italiana comincia le operazioni nell’Adriatico.
  • Dardanelli: la corazzata inglese H.M.S “Triumph” silurata e affondata da un sommergibile al largo di Gallipoli.
  • Il piroscafo americano “Nebraskan” viene silurato.

 

Parole d'epoca

Telegramma del'ambasciatore a Washington, Macchi di Cellere, a Sonnino

Ministero Affari esteri - commissione per la pubblicazione di documenti diplomatici

Washington, ..... (per. ore 19,35 del 25 maggio 1915).

Telegramma di V. E. gabinetto n. 319 (1), essendomi pervenuto tardi nel pomeriggio, ne ho preannunziato verbalmente al segretario di stato comunicazione scritta che gli rimetterò domani. Contemporaneamente ne divulgherò testo tradotto alla stampa. In queste sfere ufficiali la partecipazione dell'Italia alla guerra è accolta con favore sia perchè se ne spera un atteggiamento della Germania più conciliante verso gli Stati Uniti ed una risposta più soddisfacente alle domande contenute nella nota relativa • «Lusitania», sia perchè è considerata tale da abbreviare durata del conflitto. La stampa mostra di apprezzare significato del nostro intervento sopratutto per quest'ultimo motivo.

Parecchi articoli sono ispirati a simpatia per la nostra causa. In alcuni altri viene espresso che l'Italia si è decisa all'azione per non avere ottenuto dall'Austria-Ungheria sufficienti concessioni territoriali e se ne deduce che fummo spinti ad agire soltanto da ragioni egoistiche. Queste varie manifestazioni concordano però tutte nel convincimento di un altro grosso errore della diplomazia tedesca e rivelano in sostanza compiacimento per il concorso che l'Italia porge agli alleati. «La Germania se lo merita» è la frase di tutti, rivelatrice del sentimento comune.

 

Dal fronte italiano

Dal Quartier Generale, 25 maggio.

Riassunto delle operazioni della giornata del 24 in Carnia e nel Friuli.
Alla frontiera della Carnia le artiglierie austriache alle ore 19 del 23 corrente hanno aperto il fuoco contro le nostre posizioni senza risultato.
Nella giornata del 24 le nostre artiglierie hanno fatto fuoco contro le posizioni occupate dalle artiglierie nemiche.
Lungo la frontiera friulana le nostre truppe sono avanzate ovunque in territorio nemico, incontrando deboli resistenze. Vennero occupate Caporetto. le alture tra l'Indrio e l'Isonzo, Cormons, Versa, Cervignano e Terzo. Il nemico si ritira distruggendo i ponti e incendiando i casolari.
I nostri cacciatorpediniere hanno aperto il fuoco contro un distaccamento nemico a Porto Buso e hanno sbarcato truppe, facendo prigionieri 70 austriaci trasportati a Venezia. Perdite nostre: un morto e pochi feriti.

Firmato: Cadorna

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori