9 Maggio, 1916

Ufficiale l'accordo Sykes-Picot

Ricordate le promesse di indipendenza fatte agli arabi dall’Inghilterra? Bene, perché sono state già dimenticate. Il 9 maggio vengono apposte le firme ufficiali sull’accordo Sykes-Picot: il Medio Oriente sarà controllato da Londra e Parigi; le conseguenze restano evidenti a cent’anni di distanza.
Il Parlamento britannico deve occuparsi della questione irlandese: a Dublino continuano le fucilazioni e questo certo non aiuta a rasserenare il clima. Sul tema riferisce Redmond«Il proseguire delle esecuzioni militari in Irlanda provoca un senso di amarezza e di esasperazione in gran parte della popolazione, pur non simpatizzante per gli insorti». Al Governo viene suggerita la clemenza verso i “semplici” ribelli, la bassa manovalanza; non bisogna creare nuovi martiri. Il Premier Asquith è d’accordo: «Al Generale Maxwell venne data istruzione di confermare le sentenze di morte il più raramente possibile e soltanto quando riguardino i capi dell’insurrezione»


I disordini berlinesi non sono paragonabili a quelli di Dublino, ma restano comunque un valido argomento di conversazione. Secondo le ricostruzioni dei giornali svizzeri, i tumulti sarebbero dovuti anche alla propaganda: il Governo tedesco continua a smerciare assicurazioni sull’autarchia alimentare del paese, ma nei negozi non c’è traccia di quest’abbondanza. In più ci sarebbero gli incettatori, quelli che accumulano e nascondono i generi alimentari per farne aumentare il prezzo. Il caro viveri è sentito anche in Italia: nell’ultimo anno i prezzi sono aumentati in media del 20%; il record spetta dalla carne bovina, +47%.

Nel bel paese corre voce di un’imminente offensiva austro-ungarica. Giornali ed esperti si sbilanciano in previsioni: «Impossibile sia in Trentino, urterebbe contro difficoltà insormontabili. Più probabile un’azione sull’Isonzo e Cadorna lo sa».
Ok, questa segnatevela, ché magari ci aggiorniamo tra una settimana.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • I Governi inglese e francese firmano ufficialmente l’accordo "Sykes-Picot" per una eventuale spartizione dell’Asia Minore.
  • I membri della Duma vengono ricevuti da Re Giorgio d’Inghilterra.
  • Appello dei nazionalisti irlandesi all’Irlanda per supportare il movimento costituzionale.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i francesi hanno successo a nord-ovest di Thiaumont Farm.

Fronte meridionale

  • Il Generale Milne succede al Generale Mahon a Salonicco.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Il Generale Mahon trasferito al comando della Western Force, in Egitto.
  • I turchi sconfiggono i russi vicino Bashkeui (Caucaso).

Parole d'epoca

I monumenti italiani e la guerra

di Ugo Ojetti

Durante l'offensiva nemica del maggio 1916, si vuotarono in pochi giorni i musei di Bassano e di Vicenza, e le cento chiesine sull'Altipiano 24 dalla valle dell'Astico al Canale di Brenta. La tavola del Veda a Velo d'Astice, quella dello Speranza a San Giorgio di Velo partirono dai loro
santuari inseguite dal tiro delle artiglierie austriache del monte Cimone, e giunsero a Vicenza negli autocarri che avevano portato sulla linea del fuoco le munizioni ai nostri cambattenti.
Ma questo è quel che s'è salvato. Chi ci ridarà quello che s'è perduto? Un solo modo ha il nemico per pagare a Venezia i danni e gli sfregi volontariamente recati alle sue chiese più belle. Uno Stato che senta la dignità della sua storia e della sua civiltà, non è, nelle trattative di pace, un mercante che concorre a un'asta pubblica e misura a lire o a corone il suo danno e il suo guadagno. La pittura veneziana si paghi con pittura veneziana. Tra il Museo Imperiale e l'Accademia Imperiale, Vienna ha, se ben rammentiamo, venticinque quadri di Tiziano e quindici di Jacopo Tintoretto.

 

DAL FRONTE

Continuano lungo la fronte le azioni di artiglieria, benchè ostacolate dal maltempo. Nella zona della Tofana, a nord-est della terza vetta, un nostro riparto occupò una importante posizione a 2835 metri di altitudine. Sul Monte Nero, nostre ardite pattuglie, calatesi dal Vrata nel versante del torrente Lepenje, lanciarono bombe contro le posizioni nemiche. Nei pressi della Chiesa di San Martino del Carso la notte sull' 8 il nemico fece brillare mine provocando qualche danno in un nostro approccio ed il crollo di un tratto dei propri trinceramenti. Di rimando a sud-ovest di San Martino facemmo brillare nostre mine con sconvolgimento delle linee nemiche, completato da tiri intensi ed aggiustati delle nostre artiglierie.

Firmato: CADORNA

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori