Londra: la coscrizione è legge
Le due “chicche” di giornata arrivano da Parigi ed entrambi i protagonisti non sono nuovi al pittoresco. La prima fanfaronata è targata Gustave Hervé, ex socialista diventato ultranazionalista e reazionario, il suo percorso è identico a quello di Mussolini, ma la Francia si guarderà bene dall’affidargli il paese. Hervé ha la soluzione a tutto: per chiudere la guerra non c’è posto migliore dei Balcani, «dove la breccia è bella e pronta, la vittoria possibile senza troppe perdite». Da qui a proporre una fantasiosa avanzata da Salonicco il passo è brevissimo: con due fucilate si arriva a Sofia, con quattro prendi Vienna e tanti saluti. Facile, rapido e indolore. Già, scemi gli altri a non averci pensato prima.
La seconda perla è dell’unica, grande e impareggiabile Madame de Thèbes. L’infallibile indovina ci riprova: «La guerra terminerà a settembre in eccellenti condizioni. Garantito». Peccato dovesse finire già a marzo e prima ancora nel 1915. "Bene, ma non benissimo".
Accantoniamo le notizie di colore per qualcosa di più serio: il 16 maggio la coscrizione obbligatoria viene approvata ai Comuni anche in terza lettura e diventa legge; per la Gran Bretagna è una svolta storica.
Dall’altra parte dell’Atlantico il Chicago Daily News pubblica un’intervista a Sir Edward Grey. Il Ministro degli esteri britannico espone, ancora una volta, il concetto di “pace” secondo gli Alleati e ne ribadisce le condizioni. La forbice con le proposte tedesche non è ampia, sono piuttosto due dimensioni diverse, un altro mondo. Il perché è contenuto in un monito per il futuro: «Da questa guerra l’umanità deve apprendere come evitare altre guerre, altrimenti questa lotta sarà stata vana».
Non lo capiremo, è evidente.
Immancabile l’affondo sulla doppiezza tedesca: «Bethmann-Hollweg già riconobbe il torto fatto al Belgio e promise che, raggiunti i suoi scopi, la Germania avrebbe provveduto alla restaurazione del Belgio. Ma ultimamente il Cancelliere disse anche di non poter ammettere nessun ritorno allo status quo ante».
Mentre il fronte occidentale vive l’ennesima pausa di riflessione, ad attirare l’attenzione è quello trentino. Rettificate le posizioni su nuove linee difensive, gli italiani riescono ad arrestare l’avanzata austro-ungarica a Zugna Torta, in Vallagarina. Al contrario continuiamo a ripiegare nell’alto Astico, mentre incassiamo abbastanza bene in Valsugana.
Nei combattimenti sul Coni Zugna l’esercito asburgico stana da una grotta e cattura Mario Angelotti, ma quello non è il suo vero nome e qualcuno se ne accorge presto. Sono tutti soldati di Rovereto, suoi concittadini: “Quello è Damiano Chiesa, il figlio di Gustavo, Deputato alla Dieta del Tirolo”. Rovereto ai primi del ‘900 è un paesone, conta poco più di 10.000 abitanti, si conoscono tutti o quasi, soprattutto Damiano, uno che tornato a casa dopo il diploma aveva esclamato: «E adess basta per sempre col todesch!». Già, Damiano Chiesa è un irredentista trentino. All’inizio della guerra ha lasciato l’Austria-Ungheria e, appena ha potuto, si è arruolato nell’esercito italiano. Questo però fa di lui non un qualsiasi prigioniero di guerra, ma un traditore. A questo punto può finire in un solo modo: sarà fucilato tre giorni dopo al Castello del Buonconsiglio di Trento. Solo uno dei roveretani non se la sentì di denunciare e confermare l’identità del ventiduenne: Rodolfo Bonora, Assessore comunale.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- La legge sul servizio militare (coscrizione generale estesa ora anche agli uomini sposati) è approvata dalla Camera dei Comuni inglese in terza lettura.
Fronte italiano
- Fermata l’avanzata austro-ungarica a Zugna Torta.
- Damiano Chiesa, irredentista trentino, viene fatto prigioniero dagli austro-ungarici sul Coni Zugna. Sarà fucilato per alto tradimento il 19 maggio.
- Aviazione italiana attiva sul Carso.
- L'aviazione asburgica attacca Udine, quindi viene intercettata dagli aviatori italiani, fra cui Baracca.
Fronte asiatico ed egiziano
- Assalto degli ANZAC al campo turco di Bayud (Sinai).
Operazioni navali
- Sottomarino russo silura tre navi tedesche al largo della Svezia.
- Cacciatorpediniere e ricognitori inglesi si scontrano con cacciatorpediniere tedeschi davanti alla costa belga.
- L’S.S “Batavier V.” olandese esplode nel Mare del Nord.
- L'italiana Sant'Andrea viene affondata da un sottomarino tedesco a largo di Porto Torres (Maiorca)
Parole d'epoca
Allarme improvviso
di Costantino Giordano, militare, 80° reggimento fanteria, brigata Roma
Il 14 maggio mi trovavo col mio plotone in un posto di seconda linea in mezzo ad un boschetto dove vi era un gruppo di case isolate denominate Case Castelli. Queste si trovavano sulla Costa della Val Terragnolo a qualche centinaio di metri dal fiume omonimo.
Dalla parte opposta della valle ma più in alto proprio sotto le pendici del Monte Finocchio stava la nostra prima linea. Quel giorno io ero di guardia in una trincea sulla sinistra delle case a circa 500 metri di distanza. Sin dalle prime ore del mattino l'artiglieria nemica aveva cominciato a bombardare i paesi di Lisi Moschieri e Toldo continuando ininterrottamente quasi tutto il pomeriggio. Alla sera verso le dieci ci venne il cambio della guardia ed io ritornai alle case dove c'era la riserva.
Appena giunto trovai il rancio pronto mangiai con appetito e dopo aver fumato una sigaretta e fatto qualche chiacchera coi compagni essendo l'ora tarda ci avviammo a dormire. Era appena mezzanotte che un improvviso allarme ci desta ed ancora mezzi addormentati ci si domanda l'uno con l'altro che cosa succeda. Ma in quel mentre ai colpi di fucile che si sentivano continuamente giorno e notte si aggiungono scariche a comando e il crepitio violento delle mitragliatrici e lo scoppio assordante delle bombe le pallottole passano nell'aria con fischi sibilanti.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Sulla frontiera del Trentino all' intenso bombardamento della giornata del 14, l' avversario fece ieri seguire l' attacco con ingenti masse di fanteria contro il tratto di nostra fronte tra Valle Adige e l' Alto Astico. Dopo una prima resistenza, durante la quale furono inflitte al nemico gravissime perdite, le nostre truppe dalle posizioni più avanzate ripiegarono sulle linee principali di difesa. Lungo tutta la rimanente fronte insino al mare l' attività del nemico si esplicò con intenso fuoco di artiglieria e con attacchi di fanteria di carattere diversivo. Tali furono le azioni svolte in Val Sugana tra Monte Collo e Sant' Anna; nell' Alto Seebach; sulle alture a nord-ovest di Gorizia; sulle pendici settentrionali del Monte San Michele. Ovunque l' avversario venne prontamente respinto. Più accaniti furono i combattimenti nella zona di Monfalcone ove, dopo alterna vicenda di lotta, l' avversario contrattaccato con successo, lasciò nelle nostre mani 254 prigionieri tra i quali alcuni ufficiali e due mitragliatrici. Sono segnalate incursioni di velivoli nemici su località della pianura del Basso Isonzo nella notte sul 15; su Venezia e Mestre la sera del giorno stesso; su Udine all' alba del 16. Si ebbero in complesso poche vittime e danni lievissimi. Una squadriglia di nostri Caproni bombardò stamane all' alba la stazione ferroviaria di Ovcia Draga e accantonamenti nemici in Kostanjevica, Lokvica e Segeti, sul Carso. Furono lanciate sui bersagli 50 bombe con risultati efficacissimi. Fatta segno al fuoco di numerose batterie ed assalita da torme di velivoli nemici, la nostra squadriglia ritornava incolume dopo aver abbattuti due velivoli dell' avversario, caduti in territorio proprio nel pressi di Gorizia.
Firmato: CADORNA





