Raid a Trieste di Nazario Sauro
Arditi, valorosi, intrepidi. Sono gli ultimi aggettivi spesi per i nostri soldati nei bollettini ufficiali. Ma dietro al sipario la realtà è un’altra. Qualcosa si spezza il 28 maggio, quando gli austro-ungarici sfondano le nostre linee sull’altopiano di Asiago. Ora siamo nei guai per davvero. Il Generale Cadorna sente il fiato sul collo, è intrappolato in una pentola a pressione. Il suo esercito è alle corde e lui fa quello che un Comandante non dovrebbe mai fare: la vista si offusca e cerca un capro espiatorio. Accusa i suoi soldati di scarso valore e per punizione ordina una lunga serie di fucilazioni sommarie.
A restituire un po’ di morale ci pensa un’operazione secondaria. In piena notte una torpediniera italiana si affaccia al porto di Trieste, silura un piroscafo asburgico e svanisce nel nulla, illesa. L’audace raid “dietro le linee nemiche” poggia sulle solide competenze di Nazario Sauro. È nato a Capo d’Istria, è un marinaio esperto ed è un irredentista da sempre. Conosce ogni centimetro di costa e fondale adriatico, ogni corrente, tutto. È stato un contrabbandiere di successo, arruolatosi nella Regia Marina allo scoppio della guerra.
La sua visione è rivoluzionaria per il tempo: vuole replicare le tattiche di guerriglia sul mare; missioni brevi, incursioni improvvise. È un altro precursore delle odierne forze speciali.
In Grecia l’invasione bulgaro-tedesca a Rupel suscita scalpore, soprattutto perché non si ferma lì. I venizelisti rialzano la testa, ma Atene non ha in mente reazioni diverse dalla protesta formale.
In Mesopotamia continua l’avanzata russa verso Mossul.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Fermento da parte dei greci per via dell’incidente di Fort Rupel.
Fronte occidentale
- I tedeschi bombardano le linee britanniche tra il Canale di La Bassée e Arras.
Fronte italiano
- Gli austro-ungarici vicini ad Asiago; respinti in Vallagarina.
Fronte asiatico ed egiziano
- I russi avanzano verso Mossul.
Operazioni navali
- Una torpediniera italiana, con a bordo Nazario Sauro, entra nel porto di Trieste e vi silura un piroscafo austro-ungarico.
Parole d'epoca
Un encomio solenne
di Efisio Atzori, sottotenente 4° reggimento alpini, battaglione Aosta
Per un’azione sull’Adamello ero stato proposto per la medaglia al valor militare. Io siccome già sapevo le difficoltà che avrebbe messo il colonnello non ve ne ho dato notizia affinché la disillusione fosse riservata solo a me. Mentre meno me l’aspettavo ieri riceviamo un foglio diretto al Comando in cui comunicava, un encomio solenne all’Asp. Uff Efisio Atzori vale a dire il sottoscritto. Benché meno importante della medaglia sono contentissimo, perché questo verrà segnato nel mio libretto personale e sarà un forte aiuto per il passaggio a effettivo. Questo premio mi porta il pagamento di diverse bottiglie di champagne che i miei colleghi mi hanno condannato insieme alle strette di mano e i complimenti durati una serata intera. Speriamo di aver presto l’occasione di guadagnarci anche la medaglia. Vi basti sapere che benché in compagnia ci sia un ufficiale più anziano di me il posto d’onore spetta precisamente al sottoscritto perché il capitano ripone in me la più grande fiducia. State allegri, io non faccio molto di più del mio dovere ma cerco di farlo scrupolosamente e nel miglior modo possibile. Se potrò vi manderò il foglio dove comunicano il mio encomio e così saprete tutto.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
In Valle Lagarina, l' avversario moltiplica gli sforzi accumulando perdite dinanzi alle nostre posizioni, senza menomamente scuotere la salda resistenza delle nostre valorose truppe. La sera del 26, respingemmo un violento attacco contro le nostre linee a sud delRio Cameras. Nella notte sul 27 ed il mattino successivo altri tre attacchi in direzione di Passo Buole furono parimenti ribattuti. Lungo la rimanente fronte fino all' Astico azioni prevalentemente di artiglierie. Le nostre dispersero in più punti ammassamenti di truppe nemiche e colonne in marcia. Furono respinti due attacchi contro le nostre posizioni sul torrente Posina. Nella zona di Asiago, continuò ieri forte pressione nemica ad oriente della Valle di Assa e di Valle Galmarara. In Valle Sugana fu respinto un piccolo attacco nemico nella Conca di Strigno. Il numero dei prigionieri presi al nemico dagli alpini nel combattimento del 26 ad est del Torrente Maso, sale a 157. I battaglioni dell' 8° ungherese e del 101° ungherese che condussero l' attacco furono completamente rotti ed abbandonarono sul terreno dell' azione più di 300 fucili ed una sezione completa di mitragliatrici tosto rivolta contro il nemico. Nella zona del Monte San Michele una nostra mina sconvolse esteso tratto dei trinceramenti nemici ad est di Peteano. I difensori in fuga caddero sotto il nostro tiro di inseguimento di artiglierie e di fucileria.
Firmato: CADORNA





