23 Giugno, 1916

Lo zenit tedesco a Verdun

Immagino che nel mondo del 1916 debbano esserci stati molti luoghi più salubri di Thiaumont, posti più adatti a passare una nottata tranquilla. Il 23 giugno i tedeschi provano un ultimo sforzo, sanno di rischiare molto, di andare all-in. «La battaglia si è risvegliata con improvvisa brutalità, impossibile da immaginare».
In piena notte gli eserciti del Kaiser sperimentano un nuovo tipo di gas al fosgene. Danni rilevanti. Le artiglierie di ogni calibro massaggiano con vigore le linee francesi, tormentano il terreno, aprono piaghe; potessimo guardare il paesaggio dall’alto vedremmo una costellazione di incendi celata dal fumo, una via lattea di distruzione.
Dopo un bombardamento di inaudita violenza, i tedeschi attaccano a più riprese e alla fine conquistano l’opera fortificata di Thiaumont. Riescono a occupare anche il villaggio di Fleury, ma il successo viene mozzato da un contrattacco francese.
A fine giornata la Germania avrà raggiunto lo zenit della sua penetrazione nelle linee francesi, arrivando minacciare persino la roccaforte di Souville.

Sì, ma le perdite di Berlino nella sola battaglia di Verdun hanno toccato quota 350.000.

Sul fronte orientale i russi saranno stati stoppati in Volinia, ma in Bucovina prendono Câmpulung. Nonostante gli sforzi austro-ungarici, ora le armate zariste hanno in mano più o meno tutta la regione.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Essad Pascià, Presidente del Governo albanese, è condannato a morte in contumacia dal Tribunale di guerra di Costantinopoli.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i tedeschi prendono le Hill 321 e 320, le trincee di prima linea, l’opera fortificata di Thiaumont e infine Fleury, poi ripersa; ma vengono respinti a Les Éparges.

Fronte orientale

  • I russi prendono Câmpulung (occupando tutta la Bucovina); duri scontri vicino Pinsk (Pripyat); totale dei prigionieri riportati sin dal 4 giugno 144.000 con 4.031 ufficiali e 219 pezzi d’artiglieria.

Fronte italiano

  • Bombardamento di Venezia da parte dell’aviazione asburgica.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I russi respingono diversi attacchi a sud di Trebisonda.

 Operazioni navali

  • L'incrociatore ausiliario italiano “Città di Messina”  e la torpediniera francese “Fourcher” sono affondate nello stretto di Otranto.
  • Viene catturato dai tedeschi il piroscafo inglese “Brussel”; il suo capitano, Fryatt, è giudicato e fucilato.

Parole d'epoca

Pinze tagliafili

di Alfonso Onofrii, Militare, 18° reggimento fanteria

Un pomeriggio il capitano, che era tornato da un rapporto al comando di battaglione, mi consegnò due pinze tagliafili e mi ordinò di attaccare subito la posizione nemica. Detti le istruzioni ai soldati e notai, dalle loro facce, più che della rassegnazione, dello stupore, perché si doveva attaccare una trincea protetta da reticolati, senza sapere come poterli superare. Infatti, di solito, si andava all’attacco della trincea dopo un’intensa preparazione di artiglieria, nella speranza di aprire dei varchi nei reticolati e sconvolgere la trincea. Il morale doveva essere bassissimo, perché lo stesso sergente si mise a scrivere frettolosamente una lettera e, porgendomela, mi pregò di farla inoltrare: era l’ultimo saluto ai suoi. Lo guardai in viso e lo notai sconvolto come non lo avevo mai visto. Era stato sempre sprezzante del pericolo, anche per dimostrare ai soldati che in guerra è necessario avere decisione e coraggio. Con buone parole gli feci notare che il rischio era anche mio e forse maggiore, perché dovevo uscire per primo. Lo pregai di non perdere il controllo e di aver fede: disperare prima di affrontare il pericolo, poteva significare non avere poi quella forza d’animo necessaria nei momenti difficili. Mi comprese e si rimise la lettera in tasca.

 

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

In Vallarsa le nostre truppe occuparono nuove posizioni oltre il Rio Romini (est di Cima Mezzana) e sul Costone di Lora (ovest di Monte Pasubio). Furono prese al nemico armi e munizioni e bombe. Lungo la fronte del Posina-Astico. Azioni delle opposte artiglierie: vennero respinti attacchi di nuclei nemici nelle zone di Campiglia e di Monte Spin. Sull' altipiano di Asiago continuò la nostra pressione contro le posizioni nemiche. In Carnia e sull' Isonzo attività delle artiglierie, particolarmente intensa nell' Alto But. Le nostre provocarono in più punti scoppi ed incendi nelle linee dell' avversario.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori