La Battaglia della Somme
Se ritenete brutale la battaglia di Verdun, quella della Somme vi farà riconsiderare la vostra scala di valori, perché non avete ancora visto nulla. Gli Alleati hanno pianificato un’offensiva in Piccardia: vogliono sfondare le linee tedesche, aggirare lo stallo di Verdun e avanzare su un fronte di quasi quaranta chilometri. I bombardamenti preliminari sono durati una settimana, ma le previsioni di Sir Douglas Haig sono lontanissime dalla realtà. Londra è convinta di aver imparato dal passato, sì, ma lo ha fatto anche Berlino. Le nuove, formidabili, difese tedesche, i ricoveri, le trincee, le fortificazioni, sono state sottovalutate dal Comandante in capo inglese; il mix con la sopravvalutazione della propria artiglieria è letale: il tiro è inefficace, il bombardamento ha stordito, ma non distrutto; la resilienza tedesca è scossa, ma non spezzata. In più l’esercito britannico non ha mai affrontato nulla di simile. Sabato primo luglio, alle sette e mezza del mattino, entrano in scena le fanterie: gli uomini scavalcano le trincee e si affidano all’onnipotente. Inizia la battaglia della Somme.
Dannata guerra moderna, così inestetica. Non è più come una volta, non c’è più l’arte, non è più una giostra eroica. I Comandanti conoscono un unico modo di combattere: spedire più uomini possibile nella terra di nessuno, sperando che un numero adeguato arrivi fino alle trincee nemiche. E resista. La fanteria avanza in formazione, al passo, a ondate regolari. I soldati sono bersagli inermi, considerati semplice carne da macello. Muoiono a nugoli; non importa. Da qualche parte ottengono discreti risultati, ma i più vengono falciati a metà strada. Non ci sono ripari, il filo spinato è ancora in piedi e il terreno fangoso è quasi impraticabile. «Il baccano è tale da non riuscire a sentire nemmeno i miei pensieri».
Per i tedeschi è come sparare ai pesci in un barile.
La battaglia della Somme è un’industria, una fabbrica di cadaveri lanciata a pieno regime: ne sforna senza soluzione di continuità, ventiquattro ore su ventiquattro. Non è neanche un mattatoio, è un Armageddon, “una bestia assetata di sangue”. Calata la notte i soli inglesi avranno perso tra i cinquanta e i sessantamila uomini; fanno quasi 40 al minuto, circa il triplo di quanto avesse proposto Verdun. Non si è mai visto nulla di simile. Mai l’Impero britannico aveva perso tanti soldati in un solo giorno. Per Londra è il peggior disastro della sua Storia militare. Gli obiettivi primari, i progressi previsti, i pronostici fatti, sono stati tutti lisciati.
Al contrario i tedeschi se la cavano più o meno a buon mercato: il confronto delle vittime è impietoso, i numeri non sono paragonabili. Gli Alleati avanzano solo lungo il fiume: Fricourt e Mametz passano ai britannici, Dompierre-Becquincourt e Fay ai francesi. Guadagni comunque inadeguati a compensare tutto quel sangue. Nel settore nord gli inglesi si ritirano a pezzi, senza aver cavato un ragno dal buco.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Dopo una seduta burrascosa, per offese all’esercito di un deputato socialista, la Camera italiana vota la fiducia al Governo Boselli con 391 voti contro 45.
- Istituite nei Royal Flying Corps truppe di collegamento con la fanteria.
Fronte occidentale
- Inizia la battaglia della Somme: grande offensiva anglo-francese in Piccardia, su 40 km. di fronte a nord e sud della Somme. I britannici catturano Fricourt e Mametz e fanno irruzione a Bapaume. I francesi attaccano in direzione Péronne: raggiungono la periferia di Hardecourt e Curlu; prendono Dompierre-Becquincourt e Fay.
Fronte italiano
- Continuano i vigorosi attacchi italiani a nord dell’Isonzo.
- Le truppe italiane occupano la posizione dominante di Monte Maio, sul Posina.
Fronte orientale
- Gli austro-tedeschi fanno progressi a nord-ovest di Ternopil' (Tarnopol).
- I russi avanzano sul fiume Prut, a nord-ovest di Kolomyja.
Fronte asiatico ed egiziano
- In Persia i turchi sconfiggono i russi, inseguendoli fino a Kermanshah.
Parole d'epoca
Vittime del gas
di Antonio Ferrara, Sottotenente, tenente, capitano commissario
Il giorno successivo il Battaglione viene comandato di servizio nel Carso per coadiuvare con la Sanità al riconoscimento (quando era possibile) e alla sepoltura dei caduti che si trovano ancora sul terreno. Sono i valorosi fanti della 21° e 22° Divisione, della Brigata Pisa e Regina che il 29 Giugno sono state attaccate sul San Michele con i gas asfissianti. I superstiti venivano uccisi da squadre di soldati dell’Honved ungherese con delle grosse mazze ferrate. Lo spettacolo è terrificante, indescrivibile e incancellabile dalla memoria. Vi sono numerosi cadaveri che giacciono sul terreno in posizione diversissime frammisti ai nostri si trovano anche dei caduti austriaci. Non mi sarei mai immaginato di dover compiere un così triste e pietoso servizio. I nostri fantaccini alla vista del campo di battaglia rimangono come impietriti. A gran fatica si riesce ad indurli ad assolvere anche questo dovere. Si doveva evitare di affidare a dei combattenti un simile servizio.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Fra Adige e Valle Terragnolo nella giornata di ieri azione intensa delle artiglierie: le nostre fanterie occuparono Zanolli in Vallarsa. Lungo tutta la fronte del Posina continuò la nostra avanzata, nonostante il violento fuoco delle numerose batterie nemiche dalle posizioni dominanti il Passo della Borcola, Monte Maggio e Monte Toraro. All' ala sinistra, vincendo l' accanita resistenza dell' avversario, le nostre truppe scalarono la vetta di Monte Majo e battono ora le pendici settentrionali per scacciarne nuclei nemici annidati fra le rocce. Sull' Altipiano dei Sette Comuni le nostre truppe sono a stretto contatto con le posizioni dell' avversario. Nel terreno intricato ed oscuro la lotta si svolge con bombe a mano e violenti corpo a corpo. In Valle Sugana situazione immutata. I nostri grossi calibri rinnovarono ieri il bombardamento di Toblacco, Innichen e Sillian, in Valle Pusteria. Sono segnalati progressi delle nostre fanterie nelle alte valli di Seisera (Fella) e Seebach (Gailitza). Le nostre artiglierie bersagliarono le difese nemiche a Sella di Prasnik e nei pressi di Raibl. Lungo la fronte dell' Isonzo, attività di artiglieria. Le nostre provocarono vasti incendi nella stazione di Borgo Carinzia (Gorizia).
Nel settore di Monfalcone fu ampliata l' occupazione di Quota 70, respingendo contrattacchi nemici. In Albania: Accertata la presenza di truppe austro-ungariche presso la testa di ponte di Ciffik Idris sulla bassa Vojussa, un nostro reparto di cavalleria appiedato, nella giornata del 29 giugno, attaccò il nemico alla baionetta volgendolo in fuga e inseguendolo con fuoco di mitragliatrici e fucileria.Caddero nelle nostre mani 35 prigionieri austriaci, armi e munizioni.
Firmato: CADORNA





