Fibrillazione ungherese
Atmosfera frizzante in Ungheria, o almeno questo trapela dai giornali svizzeri. Il comunicato ufficiale asburgico è diverso dal solito, esplicito: «A sud-est di Tatarov, minacciati da un forte attacco russo, abbiamo ritirato le nostre truppe combattenti verso la cresta dei Carpazi».
A Budapest l’opinione pubblica si scalda, si respira un’eccitazione rara, preoccupata. In Parlamento ci sarebbe stata una discussione abbastanza vivace: «La nostra situazione militare è molto peggiorata nelle ultime settimane e nessuno può negarlo». Qualcuno avrebbe estratto la parola “disastro”. No, troppo pericoloso continuare, siamo sul filo del rasoio; la seduta viene sospesa e l’argomento rimandato. A dar respiro agli eserciti austro-ungarici ci ha pensato la piena del Dnestr, una mano santa per Vienna.
L’Impero asburgico deve contrastare anche la rinnovata iniziativa italiana: «Nella regione delle Dolomiti i nostri conquistarono le forti posizioni della Cavallazza e di Colbricon». Questo è quanto pubblicato il 24 luglio.
Sono segnalati anche bombardamenti reciproci di paesi inermi; difficile stabilire chi abbia iniziato e chi si sia arrogato il diritto di rappresaglia. Di certo l’esercito italiano è tornato a farsi sentire sull’altopiano dei Sette Comuni.
Sul fronte occidentale la lotta prosegue violentissima a Pozières: i britannici guadagnano terreno, ma i tedeschi contrattaccano ogni volta. È snervante, una sofferenza infinita.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Pubblicato un memorandum inglese in risposta ai reclami americani sulla censura delle lettere dai paesi neutrali.
- La Camera dei Comuni vota un nuovo credito di guerra di 450 milioni di sterline.
Fronte occidentale
- Continua la lotta per Pozières: i britannici guadagnano vantaggi importanti.
- Vicino Estrées i francesi catturano una batteria nemica.
- Persistenti contrattacchi tedeschi ad High Wood e Guillemont.
- I francesi occupano le postazioni fortificate a ovest di Thiaumont (sud-ovest di Douaumont, Verdun).
Fronte orientale
- I russi respingono I tedeschi da Üxküll a Riga.
Fronte italiano
- Continua l’avanzata italiana sull’altopiano di Asiago e sul confine trentino; dopo un attacco notturno viene catturato Monte Cimone.
- La lotta si intensifica sul fronte fra l'Adige e il Brenta, specialmente sull’altopiano dei Sette Comuni: risultati favorevoli agli Italiani.
Fronte d’oltremare
- In Africa orientale il Generale Northey sconfigge il distaccamento sud dei tedeschi a Malangali, spingendo i nemici verso Iringa.
Parole d'epoca
"Un eroe"
di Arturo Busto militare, 88° reggimento fanteria, brigata Friuli
La mia compagnia doveva far uscire una pattuglia di un graduato e 4 uomini per tentare di raggiungere le trincee nemiche. Era semplicemente pazzesco pensare alla realizzazione di un tale obbiettivo; ma gli ordini erano tassativi e non ammettevano obiezioni. Tutti i superiori erano come me convinti di un tale stato di cose, ma nessuno aveva il coraggio di protestare presso i capi più elevati. Sta di fatto di dovere senz’altro eseguire l’ordine che significava il sacrificio sicuro dei miei uomini. In base ai turni da me scrupolosamente tenuti, stabilii a chi toccava il pericoloso servizio e diedi le disposizioni del caso. Uno dei componenti della pattuglia, un soldato con moglie e figli, sapendo di andare a certa morte, implorò la mia pietà per la sua famiglia. Evidentemente io non potetti concedergli quanto egli voleva senza esporre, al posto suo un altro soldato. E fui perciò rigido nel pretendere l’esecuzione dell’ordine del quale potevo avere nessuna responsabilità.
Quando la pattuglia, ormai rassegnata alla sua sorte fatale, stava per uscire dalla nostra trincea, un soldato, da poco assegnato alla compagnia, si presentò a me e chiese di sostituire il compagno ammogliato che conosceva appena. Fu un atto veramente generoso e dimostrava l’animo nobile dell’oscuro soldato, già ferito sul Pergon. La sua volontaria offerta commosse tutti noi ed i nostri voti fervidi li accompagnarono nell’odioso servizio. Appena usciti di trincea la pattuglia fu fatta segno al tiro preciso delle vedette austriache che colpirono quasi tutti i suoi componenti. Soltanto il soldato volontario, il più animoso fra tutti, riuscì a raggiungere il reticolato nemico e ne iniziò il taglio con la pinza di cui era munito. Ma una pallottola esplosiva lo ferì gravemente. Nonostante il dolore della lacerante ferita e la forte perdita di sangue, egli, senza un lamento, tentò di continuare il taglio del reticolato, finché colpito a morte da una seconda fucilata, dovette desistere dal suo generoso tentativo. Sgomberato poco dopo indietro, egli volle venire a consegnarmi un pezzo del robusto reticolato nemico da lui reciso. Ricordo ancora il suo pallido viso, il suo corpo esangue, il suo parlare tranquillo nel dirmi, quasi scusandosi, di aver fatto di tutto per eseguire l’ordine ricevuto, ma di essersi trovato di fronte a difficoltà insormontabili. Rivedo nel suo sguardo un non so che di celestiale e puro proprio degli eroi, inconsapevoli della grandezza del loro animo e della sublimità dei loro atti. Giunto al posto di medicazione spirò senza un lamento.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Dallo Stelvio a Valle Lagarina vive azioni delle artiglierie. Nella zona dell' Astico proseguirono con buon successo i nostri attacchi accerchianti contro le posizioni di Monte Cimone. Nella giornata di ieri fu espugnato un trinceramento di poco sottostante alla vetta del monte. Sull'Altipiano dei Sette Comuni l' avversario lanciò due attacchi contro i trinceramenti da noi conquistati il giorno 22 sulle pendici di Monte Zebio. Fu respinto con perdite gravi. Tra Cismon e Avisio i nostri completarono il possesso delle valli di Travignolo e di San Pellegrino, occupando Cima Stradone a nord del Colbricon e nuove posizioni sulle pendici settentrionali di Cima di Bocche. Continuarono ieri i tiri delle artiglierie nemiche su Cortina d' Ampezzo e delle nostre sull' abitato di Valle Drava. Nell' Alto Fella e nella zona di Monte Nero l' artiglieria nemica rivelò particolare attività.
Firmato: CADORNA





