In fiamme la corazzata Leonardo da Vinci
Tornano a movimentarsi le giornate di Verdun, comunque nulla di paragonabile alla furia passata. Operazioni favorevoli ai francesi a Thiaumont e Fleury; piccolo vantaggio tedesco nel bosco di Vaux-Chapitre. Sulla Somme «la situazione generale resta immutata». Il carnaio prosegue indisturbato, a corrente alternata. Le armate del Kaiser vendono cara la pelle, contrattaccano, ma sono respinte nella foresta di Delville e a Estrées.
Dopo Guglielmo II e Francesco Giuseppe, tocca allo Zar Nicola II parlare dell’anniversario bellico: «Non firmerò la pace finché l’ultimo fantaccino tedesco non avrà lasciato il suolo russo». Gli fa eco il Presidente del Consiglio Štjurmer: «In due anni di guerra la fratellanza d’armi, l’eroismo e il sangue versato hanno unito gli Alleati».
Giornata dura per la Marina Italiana. Il 2 agosto un incendio divampa sulla corazzata Leonardo da Vinci, ormeggiata nel Mar Piccolo di Taranto; quando le fiamme raggiungono il deposito delle munizioni salta tutto in aria: degli oltre mille uomini ne muoiono 248, compresi il Comandante e il suo vice. Si pensa subito a un sabotaggio, ma non verrà mai dimostrato.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Pubblicati due rapporti sulla barbarie dei tedeschi.
- Asquith spiega la posizione del Governo britannico in relazione alle risoluzioni Alleate della Conferenza economica.
- Solenne dichiarazione dello Zar: "La pace non sarà fatta che quando l'ultimo soldato tedesco avrà lasciato la Russia".
Fronte occidentale
- Respinto l’attacco tedesco nella foresta di Delville.
- Respinto dai francesi un contrattacco tedesco a Estrées (a sud della Somme).
- Occupate trincee tedesche a sud di Fleury (Verdun). Catturati 800 prigionieri.
- Con un attacco, preceduto da emissione di gas asfissianti, i tedeschi guadagnano terreno nel bosco di Vaux-Chapitre (Verdun).
- Raid aereonavale inglese vicino Gand (Belgio).
Fronte orientale
- Respinto l'attacco con gas tedesco nella regione di Smarhoń (a est di Vilnius).
Operazioni navali
- A Taranto, a causa di un incendio e della seguente esplosione, è distrutta la corazzata italiana “Leonardo da Vinci”: 248 le vittime.
Parole d'epoca
Le scarpe al sole
di Paolo Monelli, alpino
Gli alpini del Val Dora venuti di rinforzo con la loro sezione cantano la Canzone del Momtenero. Chi ha inventato le parole rozze, chi ha trovato il ritmo doloroso. È la più bella canzoncine militare nata dalla guerra, destinata a diventare leggenda, ad essere cantata sempre, quando saranno reclute i nipoti di questi ragazzi — quelli che faranno a tempo ad andare a casa e sposarsi l'amorosa. E c'è dentro tutto lo scontroso spirito di corpo del soldato di montagna, ruvido e ubbidiente, che accetta la guerra come un castigo giusto ed inevitabile.
Spunta l’alba del sedici giugno
comincia il fuoco l' artiglieria
il terzo alpini è sulla via
Montenero per conquistar.
Quando fummo a venti metri
dal nemico ben trincerato
un assalto disperato
il nemico fu prigionier.
Montenero Montenero
traditor della patria mia
ho lasciato la mamma mia
per venirti a conquistar…
Deve essere stata composta la sera stessa dopo la battaglia — sotto un cielo povero come questo, dopo che il sergente ha cancellati dal ruolino i nomi dei morti ed ha fatto portare i loro zaini nel magazzino.
DAL FRONTE
Ulteriori notizie sul combattimento in valle Astico nella sera del 31 luglio mettono in rilievo la gravità dello scacco sofferto dal nemico. Dopo intenso bombardamento contro tutta la nostra fronte fra Valle di Tovo e val D' Assa l' avversario lanciò attacchi diversivi su Monte Seluggio e sul Pianoro di Castelletto, mentre con ingenti forze assaliva il Monte Cimone. Fu dovunque respinto con gravissime perdite.
Nella zona della Tofana il nemico rinnovò ieri vani sforzi contro la nostra posizione di Forcella Bois. Indi le sue artiglierie aprirono il fuoco su Cortina d' Ampezzo, cui i nostri grossi calibri risposero bombardando gli abitati di Valle Drava.
Nell' alto Degano le artiglierie nemiche lanciarono altre granate incendiarie su Forni Avoltri; le nostre di rimando distrussero una parte dell' abitato di Mauthen, in Valle del Cail.
Mentre velivoli nemici il 27 luglio avevano senza alcuno scopo militare assalito nostre città indifese sul basso Adriatico, nella mattinata di ieri una forte squadriglia di nostri Caproni bombardava sul golfo di Fiume il silurificio e la fabbrica di torpedini e di sottomarini Whitehead, a tre chilometri ad ovest dalla città.
Fatti segno ad intenso fuoco delle artiglierie controaeree ed aggrediti da numerosi velivoli nemici, i nostri arditi aviatori lanciarono sull' obbiettivo quattro tonnellate di alto esplosivo, provocando vaste rovine e numerosi incendi. In combattimenti aerei un velivolo nemico fu abbattuto nel cielo di Muggia; un nostro Caproni fu visto ad atterrare presso Volosca. I rimanenti ritornarono incolumi.
Firmato: CADORNA





