La Romania si schiera
I petali della margherita sono finiti, Bucarest li ha sfogliati tutti. Sull’ultimo devono aver pesato Gorizia, Stanislau e Salonicco. Il 17 agosto la Romania sigla un accordo segreto con l’Intesa: in cambio di una prossima entrata in guerra le verranno consegnate la Bucovina, la Transilvania e il Banato; sono tanti chilometri quadrati, superficie raddoppiata e ogni desiderio esaudito.
Il Governo di Bucarest avrebbe aspettato ancora un po’, ma l’accelerata decisiva pare sia arrivata dalla Russia: “Ora o mai più”. E quel “mai più” sarebbe stato vero, una definitiva pietra tombale su ogni speranza rumena.
Allo stesso tempo anche gli Imperi centrali giocano un’importante partita politica: sarebbe ora di risolvere la questione polacca, di definirne il futuro. Tra le varie opzioni di annessione ne salta fuori una più interessante: concedere l’indipendenza a Varsavia. E qui c’è chi fa una considerazione pratica: soddisfare i polacchi potrebbe significare quasi un milione di nuovi soldati da gettare sul tavolo da gioco. Sono tanti uomini, soprattutto per chi è momentaneamente assediato. Vale la pena ragionarci su.
In Galizia Vienna e Berlino riescono a rifilare un notevole ceffone all’offensiva russa: un grosso contrattacco è vittorioso sullo Zolota Lypa e in generale l’avanzata zarista sembra incepparsi.
Dopo una partenza lenta, con i serbi a stuzzicare i bulgari, inizia a carburare anche il fronte meridionale: l’esercito di Sofia passa il confine greco; inizia la battaglia di Florina. Per gli Alleati, quasi pronti all’iniziativa, è una scomoda novità. Londra e Parigi pregustavano l’avanzata, nonostante conoscessero bene le difficoltà del terreno. Del resto l’avevano distrutto loro, per arginare il nemico e proteggere Salonicco: «Le strade della Macedonia sono fatte per camminarvi a fianco».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- La Romania conclude un accordo segreto con gli Alleati per l’intervento; manifestazioni interventiste a Bucarest.
Fronte occidentale
- Violenti scontri d’artiglieria a sud e a nord della Somme.
- Respinto un determinato attacco tedesco su un ampio fronte a nord-ovest di Pozières.
- I francesi avanzano ancora a sud di Maurepas e verso la strada di Guillemont.
Fronte orientale
- Un forte contrattacco austro-tedesco sconfigge i russi sul fronte dello Zolota-Lypa (Galizia).
Fronte italiano
- Azioni d’artiglieria su tutto l’Isonzo.
Fronte meridionale
- Attività considerevoli lungo tutto il fronte balcanico.
- Inizia la battaglia di Florina: i bulgari passano il confine greco.
Parole d'epoca
Di fratello in fratello
di Giacinto Pagliai, 208° reggimento fanteria, brigata Taro, poi 62°, brigata Sicilia
Mia cara sorella
Ti invio questa mia onde farti sapere che con molto piacere ho ricevuto la tua da me desiderata, insieme ad essa anche quella dei nostri cari. Da ambedue ho compreso che lo stato di vostra salute è ottimo, ed anche di me posso assicurarti che segue il simile.
Del consiglio che mi chiedi non saprei cosa dirti, perché lo conosco si ma soltanto di vista poi dovessi dirti che tipo è non lo s'ò dal vero, porò confrontandolo con suo caro Guido, ti assicora che poverino era uomo da rispettarlo, si, parola di onore, io ci ho lavorato insieme a lui e tanti altri e come compagno di lavoro lo tenevo per il migliore perciò vorrei dirti che anche lui può essere tuo fratello. "E se vuoi un consiglio da me comprendi il seguente".
Trattenerlo con lusinghe facendogli conoscere tante belle cose, fino al termine della guerra che a lungo non dovrebbe andare, non possiamo sapere mai come va a finire, meglio sarebbe non penzare mai a nulla ma sai anche lui trovasi in pericolo, sicché in dispiacere ci sei abbastanza non vorrei che tu andassi incontro ad altro, queste sono cose che non andrebbero mai rammentate neanche per sogno ma neanche per questo ma soltanto che quando un giorno potrai vederlo fai pratica di lui.
Vuoi non è vero? Però la miglior cosa è quella di fare di propria volontà, perché trovandosi male con il consiglio degli altri va a finire in tante impregazioni e in ogni modo bisogna subire lo sbaglio, perciò ti prego a fare di tua volontà.
Di Primetta me lo immaginavo anch'io che mi ha lasciato per essere corteggiata da tutti, ed in fatto gle l'ho scritto non sono potuto stare, con una lettera finale, ma se tu avessi sentito che lettera, sai, come se io volessi sottomettermi a lei, che fosse stata una ragazza con il cuore in seno gli sarebbe crepato di certo, non mica per niente sai non t'hai mica a credere, soltanto per vedere se mi rispondeva, ma fin qui non ho veduto nulla.In quanto a le mie condizioni, sono qua che mi godo questa fresca ed oscura ombra degli alti alberi del malga Zugna con la neve in vista, che trovasi su gli altri vicini monti cioè sul Biavena che ancora ci abita gli austriaci però soltanto guardandolo mi pare che penda.
Termino incaricandoti di salutare amici ed amiche e che domanda di me e di baciare i nostri cari genitori e fratelli ed altrittanti te li prenderai per te dal tuo affmo fratello
Pagliai ciao
Salutami Elide della viva dicendogli che gli ho inviato diverse cartoline e non mi ha contraccambiato ad una.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Sulla fronte del Basso Isonzo continuarono ieri azioni di artiglierie e di bombarde contro le linee avversarie. Sul Carso fu anche respinto un contrattacco nemico. Prendemmo un centinaio di prigionieri, dei quali 4 ufficiali.
Nella zona di Tolmino le nostre artiglierie bersagliarono ieri la stazione di Santa Lucia, ove erano segnalati movimenti di treni.
Nell' alto Cordevole e sull' Altopiano di Tonezza violenta azione delle artiglierie nemiche, efficacemente controbattute dalle nostre.
Una nostra squadriglia di «Voisin» bombardò la stazione di Reifenberg sulla linea Gorizia-Trieste con risultati efficacissimi. I velivoli ritornarono incolumi. Idrovolanti nemici nella passata notte lanciarono bombe su Venezia e sulla Laguna di Grado. Nessuna vittima e qualche danno.
Firmato: CADORNA





