L'attualità vista da Londra
«Rispetto a pochi mesi fa abbiamo strappato l’iniziativa al nemico a est e a ovest, ovunque eccetto in Mesopotamia. […] In una nebbiosa lontananza distinguiamo la fine. Ma non dobbiamo attenderci una vittoria troppo facile, serviranno tutte le risorse dell’Impero». Lloyd George, Segretario di Stato alla guerra inglese, riassume così il momento bellico.
Sulla Somme i britannici respingono i contrattacchi tedeschi a Thiepval; francesi sulla difensiva verso Estrées.
Ancora in divenire il fronte balcanico: gli Alleati aumentano la pressione al centro, mentre Berlino e Sofia proseguono l’azione alle due ali. Tutte queste manovre però mantengono un «carattere preliminare».
Due le probabili ragioni della pseudo-offensiva bulgaro-tedesca: quella militare è di tastare il polso Alleato e, in caso, bloccarne l’iniziativa; e poi c’è quella politica, un chiaro “noi ci siamo” rivolto ai neutri e in particolare alla Romania. In mezzo alla disputa, Atene cerca solo di assicurarsi la restituzione dei territori occupati.
Il vento cambia nella Turchia caucasica, dove una controffensiva russa neutralizza la recente avanzata ottomana.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Lloyd George fa un resoconto della situazione militare alla Camera dei Comuni e annuncia la distruzione di 35 zeppelin.
Fronte occidentale
- I britannici respingono due decisi contrattacchi a sud di Thiepval.
- I tedeschi guadagnano terreno nelle trincee francesi a sud di Estrées.
- Combattimenti aerei sul fronte della Somme.
Fronte orientale
- Respinto attacco tedesco con il gas a sud-est di Vilnius.
- I russi guadagnano alture a sud del passo di Jablonica (Carpazi).
Fronte italiano
- Successi italiani nelle Dolomiti.
Fronte meridionale
- L’offensiva Alleata fa progressi a Moglena e nel settore Dojran (Macedonia).
Fronte asiatico ed egiziano
- Offensiva russa a ovest del Lago di Van (Caucaso).
Fronte d’oltremare
- I britannici prendono Kilosa, sulla ferrovia centrale (Africa orientale). I tedeschi si ritirano a Morongoro.
Parole d'epoca
Un anno sull’altipiano
di Emilio Lussu, militare Brigata Sassari
L’assalto! Dove si andava? Si abbandonavano i ripari e si usciva. Dove? Le mitragliatrici, tutte, sdraiate sul ventre imbottito di cartucce, ci aspettavano. Chi non ha conosciuto quegli istanti, non ha conosciuto la guerra. Sentivo delle ondate di follia avvicinarsi e sparire. A tratti, sentivo il cervello sciaguattare nella scatola cranica, come l’acqua agitata in una bottiglia. Fare la guerra è una cosa, uccidere un uomo è un’altra cosa. Il caporale si rovesciò indietro e cadde su di noi. La palla lo aveva colpito alla sommità del petto, sotto la clavicola, attraversandolo da parte a parte. E il sangue gli usciva dalla bocca. Gli occhi chiusi, il respiro affannoso, mormorava: «Non è niente, signor tenente». Prima tanto forte e pieno di vita, ora era sfinito. Steso sul lettino da campo, le labbra bianche, immobile, sembrava un cadavere. Solo una contrazione della bocca, simile ad un sorriso amaro, mostrava ch egli viveva e soffriva. Non è vero che l’istinto di conservazione sia una legge assoluta della vita. Vi sono dei momenti, in cui la vita pesa più dell’attesa della morte.
DAL FRONTE
Continuano le azioni delle opposte artiglierie dirette a disturbare reciprocamente i lavori di afforzamento.
Batterie nemiche colpirono l' ospedale di Gorizia, ferendo alcuni militari di sanità.
Firmato: CADORNA




