3 Settembre, 1916

Berlino interviene contro la Romania

Il trambusto notturno sveglia i londinesi. Corrono alle finestre, o in strada, a godersi lo spettacolo: i lampi sbattono sulla nebbia, ma non è un temporale, è un massiccio raid di tredici zeppelin, i tuoni non sono tuoni, ma bombe e contraerea. A nord della capitale, a Cuffley, il cielo è limpido, i fasci dei riflettori illuminano un dirigibile: il passo da «sigaro argenteo» a «palla di fuoco» è breve, lo zeppelin si spezza in due e precipita come una smisurata torcia, lasciata cadere dal firmamento. «Era uno spettacolo incredibile. La gente applaudiva, ballava e cantava». A distruggere il colosso è il tenente William Leefe Robinson, il primo pilota britannico ad abbattere un dirigibile nei cieli inglesi.
Per la propaganda quelle fiamme vibranti nella notte sono oro colato: “Possiamo fermarli, possiamo difendere il nostro suolo”. L’imponente raid è un completo fallimento: non solo causa danni limitati, ma con 16 vittime sul groppone, Berlino patisce perdite superiori a quelle inglesi. 


Sul fronte occidentale si sono concluse le battaglie di Pozières e Delville, ma c’è l’offensiva rumena da supportare, impegnando i tedeschi. Ristabilitosi il bel tempo, il 3 settembre gli Alleati avviano la terza fase della battaglia della Somme: a nord del fiume i britannici prendono Guillemont e buona parte di Ginchy; qualche chilometro più a sud i francesi occupano Cléry-sur-Somme e il villaggio di Leforest, a est di Maurepas.
“La Germania accorcerà il fronte occidentale e si terrà sulla difensiva”. A Londra ne sono convinti. Il direttore del Daily News scrive nel suo editoriale: «Possiamo attenderci un rapido ripiegamento. Una di queste mattine potremmo benissimo svegliarci e sentir annunciare che la Francia è sgomberata». Ok pensare positivo, ma forse un po’ meno.

Anche perché i tedeschi, quelli teoricamente incapaci di intervenire contro la Romania, non hanno nessuna intenzione di mollare e proprio nei Balcani calano gli assi. Ora Bucarest ha un problema, lo stesso avuto prima dai russi e poi dai serbi. Un problema con un nome e un cognome: August von Mackensen; un problema privo di soluzione. Insieme a lui, Berlino ha spedito in zona anche l’ex Capo di Stato maggiore Falkenhayn: saranno loro a guidare la risposta degli Imperi centrali alla Romania. Il primo a muoversi è il Generale von Mackensen, spauracchio Alleato: i bulgaro-tedeschi varcano la frontiera meridionale rumena, entrano in Dobrugia e assediano la fortezza di Tutrakan.
I rumeni si mantengono all’offensiva in Transilvania, spingendo gli austro-ungarici dislocati a Orsova a ritirarsi sulla riva occidentale del Cerna.

Anche l’Italia si prepara a una nuova azione, ma prima il Comando Supremo vuole risolvere lo «scandaloso» problema delle denunce anonime: «Dilaga ogni giorno di più il mal vezzo delle lettere anonime. Queste turbano la serenità, creano un’atmosfera di sospetti e spesso si chiudono con l’accertamento dell’inconsistenza dei fatti. […] È ingiusto che chi compie il proprio dovere debba essere assillato dall’incubo di inchieste. La sistematica presa in considerazione delle lettere anonime alimenta le velleità capricciose di chi interpreta atti di giusto rigore come manifestazioni di arbitrio. […] Questo comodo e immorale sistema di denuncia mina il sentimento di lealtà. Meglio qualche abuso impunito che il vergognoso estendersi di un tale sistema. Per le anzidette ragioni il Comando Supremo distruggerà gli scritti non firmati». Firmato Cadorna. Sì, ma allora non va tutto bene come si vuol far credere: la truppa è scontenta, insoddisfatta e magari ha paura degli ufficiali.
I soldati dividono il mondo in due: c’è il fronte e c’è l’Italia. «In Italia ci sono le donne, i vecchi e i fanciulli; ci sono molti scalmanati interventisti, strateghi in marcia su Vienna e Berlino, politici che recitano discorsi, aviatori senza ali, Cassandre in vena di oracoli sibillini, i censori; al fronte, invece, non c’è che la massa anonima del popolo italiano, a combattere, a sanguinare, a morire». A incuriosire i soldati c’è la metamorfosi delle notizie: una pattuglia racconta di aver sparato un paio di “schioppettate”, un automobilista lo racconta a un amico nelle retrovie, l’amico ha un altro amico e quando i giornali arrivano al fronte il tutto si è trasformato in un micidiale assalto, in una battaglia campale. C’è da divertirsi con questa particolare versione del “gioco del telefono”.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Fronte occidentale

  • Fronte della Somme: Ginchy e Guillemont catturate dai britannici con molti prigionieri.
  • Fine delle battaglie di Delville Wood e Pozières (Somme).
  • I britannici respingono un attacco della guardia prussiana a Thiepval.
  • Il villaggio di Leforest (est di Maurepas), Cléry-sur-Somme e trincee tedesche prese dai francesi.
  • Raid di tredici dirigibili sulle contee orientali inglesi: uno è incendiato e abbattuto da un aereo britannico sopra Cuffley, Essex.
  • Una squadra aereonavale britannica attacca Ghistelles (7 km. a sud di Ostenda).

Fronte orientale

  • I russi  conquistano le posizioni vicino Brzeżany (regione dello Zolota Lypa), catturati molti prigionieri.
  • I russi hanno successo vicino Vatra Dornei (Carpazi),

Fronte meridionale

  • Bombardata Constanza (Romania).

  • Inizia la battaglia di Turtucaia (Tutrakan): le truppe bulgaro-tedesche entrano in Dobrugia.
  • Vicino Orsova (Danubio) gli austro-ungarici si ritirano sulla riva ovest del Cerna.

Fronte d’oltremare

  • Dar es Salaam, capitale dell’Africa orientale tedesca, si arrende alle truppe della marina britannica.

Parole d'epoca

Lettera alla moglie

di Giovanni Marchesini

... non voglio assolutamente che nulla pubblicate, perché l’amore si deve tenerlo nel cuore, e non ce bisogno svelarlo ad altri.
Il pubblicarlo sono cose di grandezza, io faccio il mio dovere, pensando pure a te e bimbi, qui son a che mi tocca sofrire e nessuni verebbero in cambio,
solo che tu, dunque in noi resta l’amore, fino all’ultimo momento.

 

DAL FRONTE

Continuano sulla fronte Tridentina insistenti azioni delle artiglierie nemiche. Nella giornata di ieri queste furono particolarmente attive contro gli abitanti di Valle dell’Astico e contro le nostre posizioni del Cauriol, in Valle dell’Avisio. Sulle pendici settentrionali del Cauriol i nostri alpini impegnarono ieri l’avversario in brillante combattimento, infliggendogli gravi perdite. Furono accertati più di 100 cadaveri nemici e presi 34 prigionieri. Nell’Alto But la nostra artiglieria sconvolse le trincee del nemico e ne incendiò i baraccamenti.
Nella zona collinosa ad est di Gorizia arditi nuclei delle nostre fanterie, sfondati due ordini di reticolati, lanciarono bombe nelle linee dell’avversario, provocando vivi allarmi e l’accorrere dei rincalzi, colpiti poi da raffiche aggiustate dalle nostre artiglierie.
Sul Carso attività di lavori ed intenso scambio di bombe. Un velivolo nemico lanciò bombe su Auronzo e in Valle Ansiei, senza fare né vittime né danni.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori