Incognite
Il Primo Ministro Zaimis si dimetterà o no? La mobilitazione dell’esercito greco è davvero imminente? La guerra mondiale sta per accogliere un nuovo giocatore? Ad Atene è tana libera tutti, si può dire tutto e il suo contrario, la fantasia al potere. Definire contraddittorie le voci riportate dai vari corrispondenti esteri sarebbe un eufemismo. L’unica certezza è rappresentata dalle espulsioni: il 7 settembre le personalità “sgradite” all’Intesa vengono spedite a Kavala, verso la Bulgaria; il primo sulla black list è il Barone von Schenck.
Un’altra incognita è quella sollevata in Germania dal cambio al vertice: con Falkenhayn tutto ruotava attorno al fronte occidentale, ma con Hindenburg? Già, il Feldmaresciallo non ha cambiato idea e il suo sguardo si volge a levante: prima si mette in ginocchio la Russia e solo poi si rovescerà tutta la potenza tedesca sugli anglo-francesi. Non sarà facile, l’iniziativa è ancora in mani zariste. Mani allungatesi di fresco su Halych, ormai in fiamme.
L’altro problema è la ritirata strategica austro-ungarica in Transilvania: bisogna trovare in fretta un punto dove arrestarsi e passare alla controffensiva. Intanto gli eserciti di Mackensen hanno completato la conquista dei forti di Tutrakan, in Dobrugia. In linea d’aria sarebbero meno di sessanta chilometri da Bucarest, ma di mezzo c’è il Danubio, largo quasi un chilometro. L’ostacolo è imponente, bisogna proseguire l’avanzata e trovare un altro punto per passare sull’altra sponda.
Nelle capitali Alleate si sottovaluta il pericolo bulgaro-tedesco: gli esperti considerano la manovra di Mackensen un semplice diversivo. E questo dimostra quanto poco abbiano capito i vari opinionisti.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Barone von Schenck espulso da Atene con altri esponenti austro-tedeschi.
Fronte orientale
- Halych (sul Dnestr) in fiamme, viene presa dai russi.
Fronte meridionale
- Turtucaia (Tutrakan, sul Danubio, sud-est di Bucarest) catturata dai bulgari; gli Imperi centrali reclamano 20.000 prigionieri e 100 cannoni.
Fronte asiatico ed egiziano
- Le truppe turche si muovono da Aleppo verso la Mesopotamia, lungo le montagne Taurus, attraverso la ferrovia di Baghdad, costruita dai contadini turchi.
Fronte d’oltremare
- Kilwa Kivinje e Kilwa Kisiwani, 225 km a sud di Dar es Salaam (Tanzania), occupate dalle truppe della marina britannica.
Parole d'epoca
Ho desiderato una pallottola
di Sisto Monti Buzzetti militare, 60° reggimento fanteria, brigata Calabria
Eppure, voglio farvi una confessione: voglio manifestarvi un desiderio che solo adesso mi assale, che forse è cattivo, ma non disonesto. Quando lo sconforto mi ha assalito più forte ho desiderato una pallottola che mi ferisse, che mi portasse lontano di qua, per un po’ di tempo almeno, in un ospedale ed anche mi sono esposto per averla. Ma il buon Dio mi ha protetto; ed ora vedo che fu una sciocchezza, un momento di debolezza. Forti si deve essere, forti nel soffrire finché la fibra resiste. Prego, prego e mi sento più tranquillo, più forte e la speranza si rinnova. Ma sento che la febbre mi scorre nelle vene, che il volto mi brucia e temo di non poter resistere a lungo. Le fibre più forti cadono come alberi fradici al soffio del vento, né io ho una fibra di acciaio. Ringrazio Dio di avermi dato la forza di resistere fino ad ora e lo prego sempre di darmene ancora, di non togliermela mai.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Le persistenti intemperie non impedirono ieri azioni di artiglieria, particolarmente vive nella conca di Tesino (Grigno- Brenta), sul Cauriol (Valle di Fiemme), nella zona ad est di Gorizia e sul Carso. Alla testata del Rio Felizon (Boite) un riparto nemico che tentava soprendere le nostre nuove posizioni sulla Punta del Forame restò quasi completamente distrutto dal nostro fuoco. I pochi superstiti presi prigionieri confermarono le gravi perdite subite dall’avversario nelle azioni dei passati giorni in quella zona. Albania: nella giornata del 6 le nostre artiglierie dispersero nuclei che, adunati presso Hambari (destra della Vojussa), molestavano col fuoco le nostre linee.
Firmato: CADORNA





