16 Settembre, 1916

Kalogeropoulos nuovo Premier greco

La prima scelta di Re Costantino era Dimitrakopoulos, ex-liberale ora slegato dai partiti. Un buco nell’acqua. Dimitrakopoulos si guarda in giro un paio di giorni, prova a ottenere prima un appoggio politico stabile, poi tenta di negoziare con gli Alleati qualche concessione, ma, incassati i due “no”, decide di non voler essere la prossima vittima sacrificale e rifiuta l’incarico. Il 16 settembre Re Costantino nomina Premier Nikolaos Kalogeropoulos, conservatore come Gounaris. Il nuovo Gabinetto è ancora un Governo d’ordinaria amministrazione, di transizione, non il massimo per provare a uscire dalla crisi. Non fa niente, Atene può salvarsi contando sull’indifferenza dei greci per la rivolta di Salonicco, percepita come una possibile soluzione solo in alcune isole come Creta, a larghissima maggioranza venizelista.

Sul fronte macedone sono i serbi a ottenere i risultati migliori: i bulgari vengono sconfitti e inseguiti a ovest del lago di Ostrovou. Il problema balcanico è sentito soprattutto in Italia per motivi politici e in Francia, principale sponsor dell’offensiva di Sarrail.

A Parigi si iniziano a sollevare dubbi sulla strategia rumena: perché Bucarest non ha attaccato i bulgari? Sulla carta è una domanda lecita: piegare Sofia sembra un obiettivo più semplice di Budapest; in più ci sarebbe il vantaggio di isolare gli Imperi centrali dalla Turchia e magari di riaprire i Dardanelli. La Romania, però, da quell’orecchio non ci sente e continua a concentrarsi sulla Transilvania, mantenendosi sulla difensiva in Dobrugia.
Sul fronte occidentale gli Alleati spingono forte sulla Somme. Hindenburg valuta la situazione e decide di non correre rischi: ordina la costruzione di un nuovo sistema di trincee e fortificazioni a difesa della frontiera tedesca e belga, tra gli otto e i cinquanta chilometri dietro alle posizioni attuali. I lavori per la “Siegfriedstellung”, la “Linea Sigfrido” o “Linea Hindenburg”, iniziano subito.

Anche le diplomazie si danno da fare. L’Intesa polemizza con la Svezia di non osservare la più rigida neutralità, in sostanza di fare figli e figliocci. Il nocciolo della questione sono sempre i sottomarini “commerciali" tedeschi. Stoccolma, con una posizione molto simile a quella di Washington, respinge le accuse di parzialità e definisce “male informati” i Governi Alleati.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Atene: formato il nuovo Governo sotto il conservatore Nikolaos Kalogeropoulos; ci si aspetta di osservare la benevola neutralità verso l’Intesa.
  • I Ministri dell’Intesa a Stoccolma si lamentano con il Governo svedese per la navigazione nelle sue acque territoriali dei sottomarini tedeschi, cosiddetti commerciali. Il Governo svedese risponde evasivamente e assicura la protezione alla navigazione degli Alleati e alle navi mercantili di tutte le nazionalità.

Fronte occidentale

  • Somme: vicino Courcelette il fronte britannico avanza di quasi un chilometro.
  • Presa la trincea “Danubio”; Mouquet Farm (Thiepval) catturata.

Fronte orientale

  • Fronte di Halych: i russi catturano una posizione sulla riva destra dello Zolota Lypa e molti prigionieri.
  • Sul fiume Narajowka (Naraivka) truppe tedesche e turche vengono catturate dai russi.

 Fronte meridionale

  • I rumeni occupano Baraolt e dominano le ferrovie da Braşov a Földvár (a una cinquantina di chilometri dalla frontiera rumena).
  • In Dobrugia il Generale Averescu (nuovo Comandante in capo dell’armata rumena) arriva al fronte.
  • I serbi a ovest del lago di Ostrovou inseguono le truppe bulgare, che si ritirano in disordine verso Monastir con gravi perdite.

Fronte d’oltremare

  • Lindi (porto a sud nell’Africa orientale tedesca) occupata dai britannici.

Parole d'epoca

Dissanguato

di Imerio Gherlinzoni, soldato 124° reggimento fanteria brigata Chieti

Ci fecero sfilare allo scoperto, per squadra per uno di corsa; come dissi l’azione era già cominciata, e la reazione nemica era terribile. Il nemico diffendeva, accanitamente, le sue posizioni, con un terribile fuoco di mitragliatrici, e fucileria, e bombe a mano, mentre le artiglierie, battevano le retrovie. Come dissi noi si andava per uno, in fila indiana, e di corsa perché, la zonna era assai batuta. Ad un tratto sentii un gran colpo al fianco destro, che mi fece traballare. Sicome che dietro di me, veniva un soldato, bergamasco che era assai burloso; in un primo tempo, credei, che questo mi avesse allungato un calcio, e feci per voltarmi per allungargli un –ceffone- ma nel fare tale movimento, perdetti l’equilibrio e anche i sensi, e caddi a terra: erano le undici del mattino. Quando ripresi i sensi il sole era presso al tramonto, feci per rialzarmi da terra, e non vi riuscii; un dolore acuto, e lancinante, alla schiena e alla anca sinistra mi fece riccadere e solo allora, mi accorsi di essere stato ferito; mi guardai attorno, e vidi che il terreno tutto seminato di corpi di soldati, qualcuno ancora si moveva e si lamentava, ma la maggior parte non si movevano più!!! 


Intanto non si sentiva più il fragore della battaglia ma le pallottole fischiavano terribilmente, e le granate passavano rombando, sopra di mè, e continuavano a passare di corsa, vari reparti di truppa di tutte le armi Genio, fanteria, finanza, Artiglieria da montagna, bersaglieri, senza curarsi dei lamenti e richiami di noi feriti e compresi che l’azione ancora continuava, e questi reparti andavano di rincalzo.  Io continuavo a raccomandarmi a quelli che mi passavano vicino: Portatemi giù, per carità!ho quattro bambini! salvatemi la vita!!!  ma quelli badavano ai casi loro, senza curarsi dei miei lamenti!!  Per caso un bersagliere, mi passò tanto vicino che riuscii, ad afferarlo, per una gamba, tanto mi agrapai, che lo feci cadere, appenna che questi si rialzò fece per prendermi per le spalle, forse per portarmi al posto di medicazione quando un –aspirante ufficiale- gridò: lasciate quel ferito, che ci sono i porta feriti apposta; e nel dire questo fece partire, un colpo dalla propria pistola, che prese di striscio, al collo del povero bersagliere, che, cacciato un urlo, mi lasciò ricadere, e raccolto il proprio fucile, seguì gli altri mentre, dal collo, gli zampillava il sangue: e di lui, non seppi più nulla.  Io ricadendo per terra, provai un dolore assai forte, ma non ostante gridai all’aspirante: vigliacco!!!  e cercai di riafferrare il mio fucile che quando sono caduto, era andato a finire un poco più in là, ma le forze mi abbandonarono, e sveni un’altra volta, e fu un bene per lui come per me; perché se arrivavo a prendere il fucile, certamente lo avrei ucciso!!

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

In Valle Sugana, nuclei nemici tentarono ieri l'attacco delle nostre posizioni fra i torrenti Coalba e Maora: furon prontamente respinti.
In Valle Fiemme (Avisio), scalate le ripide rocce a no:rd-est del Cauriol, i valorosi alpini del battaglione Monte Rosa espugnarono una forte posizione in cresta a  2318  metri  di  altitudine. Il presidio nemico, composto di alpini tirolesi, restò in gran  parte  di­strutto: un centinaio di superstiti  furono  fatti prigionieri.
Alla testata del Rio Felizon (Boite) il nemico tentò un nuovo attacco contro le nostre posizioni di Punta del Forarne, ma fu ricacciato con perdite.
Sulla fronte Giulia intensa azione delle  artiglierie nella zona di Plava, e ad est di Gorizia.
Sul Carso le nostre fanterie proseguirono gli attacchi contro le linee  nemiche ad oriente del Vallone. All'ala sinistra espugnarono l'altura di San Grado fortemente presidiata dall'avversario. Più a sud, c.on brillanti assalti alla baionetta conquistarono estesi trinceramenti verso Loquizza e ad est di Oppacchiasella. Presero 1077  prigionieri  dei  quali una ventina  di ufficiali.
Nostre  squadriglie di «Farman» e di «Voisin» bombardarono ieri gli impianti della ferrovia ridotta di  Cominiano (Komen) colli risultati visibilmente efficaci. I velivoli ritornarono incolumi.

Firmato : CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori