Crisi energetica e alimentare
I boulevard parigini si animano, ma non c’è da rallegrarsene. Il termometro è sceso a nove sotto zero, la città non ha abbastanza combustibile per il riscaldamento e la popolazione protesta in strada, al grido di: “Si muore di freddo”. Ancora più chiassose le periferie, dove l’emergenza è, come al solito, più sentita. E se persino i giornali ne parlano, con malcelata preoccupazione, allora il clima dev’essere molto meno idilliaco di quanto dipinto finora. Il gelo però non è l’unico problema. Anche la Francia accusa un deficit alimentare: molti negozi, per esempio le pasticcerie, sono costrette a restar chiusi per due giorni alla settimana, il martedì e il mercoledì. Urge limitare i consumi: nei ristoranti non verranno servite più di due portate.
La crisi si avvicina anche all’Italia. La mancanza di carbone è già un problema cronico e La Stampa se ne serve per muovere qualche critica pesante. Il primo siluro è per il precedente Governo: “Come si è potuto entrare in guerra senza aver prima stipulato accordi preventivi?” Leggerezza effettivamente imbarazzante.
Ma siccome il carbone non è il nostro unico problema, ecco un secondo siluro, questo però è diretto all’attuale amministrazione: «Si nominano Commissioni, si studiano le carte, eppure non si prende nessun provvedimento, come se la situazione potesse sbrogliarsi da sé». Già, anche l’Italia viaggia verso le ristrettezze alimentari: il grano scarseggia, lo zucchero forse l’avremmo avuto, ma ne abbiamo esportato a dismisura. In più abbiamo tolto troppe braccia all’agricoltura. “Servivano al fronte”, sì, ma ora chi coltiva la terra?
Il 25 gennaio i tedeschi tornano a farsi sentire sul fronte occidentale: lanciano quattro attacchi nel settore di Verdun, conquistando trincee verso Le Mort Homme, sulla collina 304.
Sul fronte orientale continuano i furiosi combattimenti nella regione di Riga: i contrattacchi russi sono respinti.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Conferenza navale interalleata a Londra: Gran Bretagna, Francia e Italia prendono accordi per azioni meglio unificate e più strettamente coordinate nel Mediterraneo.
Fronte occidentale
- I tedeschi attaccano 4 punti a nord-ovest di Verdun e caricano le trincee francesi sulla Hill 304.
- La costa del Suffolk (Southwold) bombardata di notte da cacciatorpediniere tedeschi; nessuna perdita.
Fronte meridionale
- Duri scontri vicino al lago Babītes; i russi falliscono nel contrattacco.
Fronte asiatico ed egiziano
- Trincee ottomane catturate sul saliente di Hay (sud-ovest di Kut al-Amara); Il contrattacco turco fa recuperare poco terreno.
Operazioni navali
- H.M.S. “Laurentic”, incrociatore ausiliario, affondato da una mina a largo dell’Irlanda
- Il trasporto francese "Admiral Magon", carico di truppe destinate a Salonicco, è affondato da un sommergibile tedesco: dei 900 uomini imbarcati ne muoiono un centinaio.
Parole d'epoca
Le scarpe al sole
di Paolo Monelli, alpino
Non siamo puri nemmeno noi.
Blaterare, versare veleno da lingue biforcute.
Egoismo atteggiato a furbizia.
Paura di morirci velata da mille inganni.
Il tuo lanternino, Diogene, die io spii nel cuore
dei colleghi a cercare ciò che mi sfugge, la santità
d'ideali, la purezza dell’olocausto. . . e non guardo
nemmeno nel mio cuore, per paura di scoprirvi abissi
troppo oscuri.
DAL FRONTE
Nella zona del Tonale (Val Camonica) insolita attività delle artiglierie nemiche, vivamente controbattuta dalle nostre.
In valle di Posina (Astico) un nostro drappello circuì e prese prigioniera una piccola guardia nemica.
Su tutta la rimanente fronte copiose nevicate limitarono le azioni delle artiglierie a tiri intermittenti, più vivaci in valle di Cismon, nell' Alto Travignolo (Avisio) e nella zona ad est di Gorizia.
Firmato: CADORNA





