Tokyo alla finestra
Un conto sono i fedelissimi del Governo provvisorio, un altro è l’esercito austro-tedesco in casa. E se persino la grande madre Russia ha tirato i remi in barca, forse è il caso di venire a più miti consigli. Il 27 febbraio anche il Soviet ucraino si arrende e accetta la pace firmata dal Governo “borghese” della Rada con gli Imperi centrali.
Osservatore attento, preoccupato e molto interessato, il Giappone prepara un eventuale intervento, ma in un comunicato ufficioso ci tiene a precisare di volere un “mandato” dell’Intesa, diciamo l’incarico ufficiale di salvaguardare dal baratro l’Estremo Oriente.
I quotidiani di Londra, Parigi e Roma appoggiano in massa l’idea, già caldeggiata da qualche giorno. Sono convinti della perfetta comunione tra gli interessi di Tokyo e quelli Alleati, sono convinti della totale buona fede giapponese.
E magari è così, per ora. Ma a guardar bene, la struttura dell’Impero del Sol levante parrebbe più simile alla Germania e qualcuno non sembra così entusiasta.
L’eventuale intervento del Giappone potrebbe sì fermare l’influenza tedesca, ma stiamo parlando di cose ben al di là della guerra. Difficile abbia un impatto immediato sul conflitto. E poi ci sarebbero un paio di sviluppi molto preoccupanti: uno sbarco nipponico potrebbe avvicinare Russia e Germania, unirle di fronte a un comune nemico, renderle entrambe più forti, non una buona idea; o peggio, Tokyo e Berlino, entrate in contatto, potrebbero anche accordarsi e spartirsi le sfere di influenza.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Giappone propone azioni militari in Siberia.
- L’Ucraina centrale sovietica accetta la tregua conclusa dalla Rada con i tedeschi.
- Arriva a Roma una missione finlandese, ricevuta da Sonnino e dal Papa, incaricata di chiedere alle grandi Potenze il riconoscimento del nuovo Stato indipendente della Finlandia.
- In vista della situazione politico-militare sui fronti russo e rumeno, i rappresentanti italiani, polacchi, rumeni, cecoslovacchi e jugoslavi si riuniscono a Parigi, nella sede del Comitato parlamentare, sotto la Presidenza del deputato francese Franklin-Bouillon ed esaminano le condizioni di un'azione comune, raggiungendo un completo accordo.
Fronte occidentale
- Grosso raid britannico nella foresta di Houthulst (Fiandre).
DAL FRONTE ITALIANO
Attività di pattuglie esploranti nemiche, ovunque ricacciate dai nostri avamposti fra Adige e Brenta, e vivace lotta delle opposte artiglierie ad occidente della Val Frenzela e nella zona litoranea.
Nostre batterie batterono truppe nemiche ammassate a nord-ovest del Monte Grappa e carreggi in movimento sul Basso Piave.
Nei pressi di Cismon un deposito nemico di munizioni venne colpito con successo dai nostri aviatori.
Nella notte squadriglie nazionali hanno bombardato con constatata efficacia gl’impianti ferroviari di Bolzano e Pergine.
Numerosi velivoli nemici eseguirono incursioni nella pianura lanciando bombe sulle località abitate tra Treviso e Venezia, accanendosi specialmente su quest’ultima città.
Firmato: DIAZ





