19 Marzo, 1918

Cattiva consigliera

La Germania era ingabbiata, imprigionata, tra le Potenze dell’Intesa. Ma il crollo russo significa rottura dell’accerchiamento, almeno in teoria. La “catena spezzata”, come l’ha chiamata Hindenburg, ha un effetto immediato su alcuni commentatori Alleati: mette fretta. «L’alleato traditore è il tempo, dobbiamo diffidarne. Saremmo spiacenti se l’Intesa si limitasse a temporeggiare. Questo buddismo strategico non può esistere nelle menti dei nostri capi. È il momento migliore per intraprendere una grande azione risolutiva, usando tutte le risorse accumulate in questo lungo periodo di stasi. Basta analizzare la situazione in oriente per convincersi delle scarse probabilità di un attacco tedesco sul fronte occidentale. Un’offensiva sarebbe stata logica in un momento più critico per Berlino, ma finché dura il lavorio di digestione e riorganizzazione dei paesi annessi non hanno interesse a disturbarlo. […] Possiamo vincere se i Comandanti sapranno formarsi e imporre quella mentalità aggressiva mancata finora»

 L’ultimo a pensarla così era stato Nivelle. Brutto precedente. Non si può aspettare in eterno, ma la pazienza è una virtù. Soprattutto in questa guerra, dove il primo ad attaccare è stato spesso svantaggiato; soprattutto ora, con i tedeschi in superiorità numerica e gli americani ancora lontani.

Però è vero, i tedeschi non sono più circondati e il 19 marzo avanzano ancora in Ucraina, alla ricerca di approvvigionamenti per loro indispensabili.
Le risorse sono un problema anche per gli Alleati, ma un problema diverso: è il trasporto il nodo da sciogliere. Gli anglo-americani telegrafano ad Amsterdam: sarebbe meglio se accettaste la nostra offerta senza riserve, ritirando le obiezioni.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Gli Alleati richiedono agli olandesi l’accettazione incondizionata delle loro richieste.
  • Dibattito alla Camera dei Lord sulla risoluzione che approva il principio della Società delle Nazioni: discussione aggiornata.

Fronte orientale

  • I tedeschi continuano ad avanzare in Ucraina.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Lieve avanzata britannica nel settore costiero della Palestina.

DAL FRONTE ITALIANO

Azioni di artiglieria saltuarie e poco intense lungo la fronte montana e più frequenti nella pianura da Zenson al mare; vivaci duelli di fuoco nella regione Valdobbiadene-Montello.
In Valtellina e ad oriente del Garda nostri posti avanzati fugarono pattuglie avversarie che tentavano sorprenderli; nella valle del torrente Ornic facemmo alcuni prigionieri; alle Grave, una nostra pattuglia, scontratasi con esploratori nemici, li costrinse a ritirarsi.
Nella giornata, in duelli aerei, vennero abbattuti sette velivoli nemici; due dai nostri aviatori in Val Lagarina, due da quelli francesi sull’Altipiano di Asiago, e tre da aviatori britannici ad oriente del Piave. Nella notte una nostra aeronave ha bombardato con constatata efficacia impianti ferroviari nemici in Val Lagarina.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori