21 Marzo, 1918

“Raus, Tommy, raus!”

Sono le 4:40 sul fronte occidentale quando si scatena, improvvisa, l’artiglieria tedesca. I colpi è inutile contarli. E con sinistra abilità alternano esplosivi e tre gas diversi, per massimizzare gli effetti.
Il primo obiettivo sono le batterie britanniche. Le testimonianze degli artiglieri inglesi sono inequivocabili: «Non potevamo garantire precisione, contava solo riuscire a sparare qualche colpo verso il bersaglio». Per la Germania è l’1 a 0, l’artiglieria nemica manca la risposta.
Il secondo obiettivo sono le linee di comunicazione. Una volta interrotte salta la coordinazione tra i reparti britannici, la confusione si prende la scena. È davvero dura per i difensori, sono storditi, senza informazioni e non possono neanche affidarsi alla vista perché è il 21 marzo e di prima mattina, nell’umida campagna francese, c’è la nebbia.

 Dopo 5 ore arriva la fanteria, truppe d’assalto, come a Caporetto. I britannici se le vedono sciamare nelle trincee dal nulla: non sanno neanche cosa li stia colpendo, se prima le bombe a mano o le fucilate. Vengono travolti come fili d’erba davanti a un fiume in piena.
«Raus, Tommy, raus!» I sopravvissuti escono con le mani alzate.

È l’inizio della battaglia della Piccardia. L’offensiva tedesca di primavera, quella pianificata con cura per spezzare lo stallo, coinvolge un’ottantina di chilometri, più o meno da Arras all’Oise, in mezzo c’è la Somme. La pressione massima si sviluppa dalle parti di Saint-Quentin.
Come tutte le offensive di questa guerra le difficoltà vere arrivano poi. Evaporata la nebbia, le batterie britanniche più arretrate rispondono al fuoco, mentre quelle tedesche devono perder tempo ad avanzare.
Lo slancio rallenta, ma in alcuni punti ha già toccato i sei chilometri. Perdite elevate e abbastanza equilibrate: ci attestiamo intorno alle 40.000 a testa; 10.000 i tedeschi morti, 20.000 i britannici prigionieri.
A fine giornata i rinforzi arrivano col contagocce e il Generale Gough pianifica la ritirata. Gli inglesi hanno limitato i danni a nord, ma a sud sono messi davvero male.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Un decreto del Luogotenente generale del Re d'Italia nomina una Commissione per studiare e proporre i provvedimenti per il futuro passaggio dallo stato di guerra a quello di pace.
  • Problema del naviglio olandese in primo piano. Decisa anche in Gran Bretagna la requisizione.
  • Dichiarazioni remissive del Premier rumeno Marghiloman sulla pace con le Potenze centrali.

Fronte occidentale

  • Grande offensiva tedesca su un fronte di circa 80 chilometri fra Arras e il fiume Oise. Iniziano la battaglia della Piccardia e la seconda della Somme.
  • Le postazioni di battaglia britanniche vengono penetrate in vari punti, specialmente vicino Saint-Quentin.

Fronte d’oltremare

  • Rapporti ufficiali del combattimento del 22 febbraio 1918 a Msalu (Est Africa portoghese) e sull’occupazione di Nampula della colonna dal Mozambico.

 Operazioni navali

  • Grande attività lungo la costa delle Fiandre: Dunkerque viene bombardata dai cacciatorpediniere tedeschi, Ostenda dai monitori inglesi; l’azione di due cacciatorpediniere britannici (uno viene danneggiato) affonda tre navi tedesche.

DAL FRONTE ITALIANO

A nord-est del Corno dei Tre Signori un nostro posto avanzato, assalito a fucilate da nuclei nemici, li respinse col fuoco. Alla testata del torrente Ornic nostre pattuglie in ricognizione fecero alquanti prigionieri. A Capo Sile arditi nuclei penetrarono nella linea opposta ed inflitte perdite all’avversario, riportarono alcuni prigionieri e bottino di armi e materiali.
Le opposte artiglierie furono attive nella zona di Prezzo (Giudicarie), in Val Lagarina e ad occidente della Val Frenzela: svolsero azioni moderate sul rimanente della fronte.
La sera del 19 un velivolo ed un idrovolante nemici vennero abbattuti dai nostri tiri contraerei a Campo di Pietra (nord-est di Zenson) e sulla spiaggia di Cortellazzo.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori