La scalata di Foch
Già i romani avevano intuito l’importanza strategica di Amiens. Nel 1918 la città non è più solo un crocevia stradale, è anche uno snodo ferroviario e un polo industriale. Una trentina scarsa di chilometri a nord, a Doullens, una riunione d’emergenza tra i big anglo-francesi cerca il modo di tamponare l’emorragia sul fronte occidentale. Parigi è rappresentata dal Presidente della Repubblica Poincaré, dal Premier Clemenceau e dai Generali Pétain e Foch; per l’Inghilterra ci sono soprattutto il Ministro Milner, il Comandante Haig e il Capo di Stato maggiore imperiale Wilson.
Gli Alleati hanno bisogno di ridurre i tempi di reazione, quindi Foch sarà nominato coordinatore degli eserciti anglo-francesi sul fronte occidentale; è il suo primo passo verso il Comando supremo e l’effettivo Comando unico.
Terminato l’incontro, la Francia garantisce il supporto necessario ai britannici in Piccardia; Amiens va però difesa a qualsiasi prezzo.
E l’Inghilterra dovrà rivedere le politiche di Lloyd George e inviare i rinforzi tenuti a casa per avventure secondarie. Tutti contenti, tranne uno: Pétain, ignorato nelle sue obiezioni e presto scavalcato da Foch.
Non molti chilometri più a est i tedeschi non si fermano e continuano a ripercorre la strada intrapresa durante la ritirata sulla linea Hindenburg. Questa volta però in senso inverso. Lihons, Chaulnes, Roye, Noyon, Albert e Bray vengono conquistate.
Come i britannici a nord della Somme, così i francesi a sud sono costretti a cedere altro terreno; non c’è altro modo di arginare i tedeschi. «L’arretramento non significa disfatta. Qualsiasi cosa succeda non bisogna abbandonarsi e credere alle voci scoraggianti».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Conferenza franco-inglese a Doullens sull’unità del Comando per il fronte occidentale.
- Trockij pubblica un appello alla popolazione, invitandola a cooperare all’organizzazione dell’Armata rossa e preannunciando la pubblicazione di un decreto per l’istruzione militare obbligatoria per tutti i cittadini.
- Tra la Germania e la Romania sono sottoscritte, con firma provvisoria, le più importanti disposizioni politiche, territoriali e militari del trattato di pace, un trattato giuridico-politico addizionale e le basi di una convenzione petrolifera.
- Il Primo Ministro giapponese afferma che la gravità della situazione in Siberia richiede un’azione imminente.
Fronte occidentale
- Duri scontri a sud della Somme; i tedeschi catturano Lihons, Chaulnes, Roye e Noyon.
- I britannici tengono il punto a nord di Somme sulla linea Rœux-Ayette-Beaumont Hamel-Albert-Bray, ma perdono Albert e Bray.
- Continua la gigantesca battaglia in Piccardia. I britannici respingono tutti gli assalti contro Rosières, ma sono costretti a un nuovo ripiegamento. Le truppe francesi sono costrette ad abbandonare Bussy.
Fronte orientale
- Da Pietrogrado annunciano che le truppe fedeli ai Soviet dell’Ucraina, con lotta sanguinosa, hanno strappato Odessa agli austro-tedeschi e rioccupato Mykolaïv e Cherson.
Fronte asiatico ed egiziano
- I britannici superano le postazioni turche a Khan al Baghdadi (sull’Eufrate) e prendono 3.000 prigionieri.
- La cavalleria britannica avanza a est del Giordano verso Amman.
DAL FRONTE ITALIANO
Lungo tutta la frote consuete azioni di fuoco e moderata attività di reparti esploratori.
Cinque velivoli nemici abbattuti da nostri aviatori precipitarono a Valdobbiadene, Moriago, San Pietro di Fletto e Biadene, un sesto venne abbattuto da aviatori francesi presso Montebelluna.
Firmato: DIAZ





