Fine primo round
“Basta così, di più non si può fare”. Il 5 aprile Ludendorff sospende l’Operazione Michael; la prima fase dell’offensiva primaverile tedesca è chiusa. Confrontandola con le altre iniziative prese sul fronte occidentale negli ultimi anni, quelle dei sostanziali pareggi e delle distanze misurate spesso in centinaia di metri e non in chilometri, si potrebbe anche definirla un successo. Ma si può davvero parlare di vittoria? Difficile. Berlino ha seminato cadaveri su ogni zolla di terra conquistata e sì, ha percorso oltre sessanta chilometri, ma sono gli stessi che aveva deciso di abbandonare nel 1917. E non senza motivo. L’avanzata tedesca è netta, ma non ha portato a nulla di decisivo: Amiens è ancora là, gli eserciti Alleati sono ancora congiunti e i britannici sì, sono stati bastonati duro, ma no, non si arrendono.
Le perdite: per gli Alleati circa 260.000 tra morti, feriti e dispersi, o prigionieri, a grandissima maggioranza britannica; per i tedeschi qualcosa meno, circa 240.000. In sedici giorni. Londra si affanna a smentire le cifre pubblicate da Berlino, ma mente sapendo di mentire.
Dall’altra parte del mondo si sblocca la tiritera siberiana: le truppe giapponesi sbarcano a Vladivostok, seguite da un minimo contingente britannico. Negli ultimi giorni Tokyo ha ribadito di considerare impraticabile qualsiasi coinvolgimento diretto nella guerra europea, anche attraverso la Russia, ma prima di intervenire ha chiesto, ancora una volta, il parere americano: “Allora, come dobbiamo considerarli questi russi, nemici o neutrali?” Il punto di vista giapponese è chiaro, così come la risposta di Washington: “Alleati. Dovete considerarli come alleati”.
La serata è però tutta italiana. A una quindicina di chilometri da Ancona sono sbarcati, alla chetichella, una sessantina di marinai austriaci. Il loro obiettivo è di far danni nel porto militare, ma riusciranno solo a far fuori una sentinella, poi ci pensano i carabinieri.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- La 51^ riunione della Convenzione irlandese adotta un progetto di relazione. La Convenzione si aggiorna sine die.
- Pubblicato un dispaccio di Sir J. Van Deventer sull’Africa orientale.
Fronte occidentale
- I britannici prendono 200 prigionieri in un contrattacco vicino Hébuterne.
- I tedeschi attaccano nuovamente dalla Somme verso Bucquoy.
- I francesi attaccano a nord di Montdidier e vicino Noyon.
- Fine della seconda battaglia della Somme. Interrotta l’Operazione Michael. L'offensiva primaverile tedesca si ferma fuori da Amiens, mentre le forze britanniche e australiane tengono la linea.
Fronte orientale
- Siberia: i giapponesi sbarcano a Vladivostok, seguiti da un distaccamento britannico.
- Confermato lo sbarco tedesco in Finlandia. L’esercito del Kaiser marcia nell’entroterra.
Fronte italiano
- 60 marinai austro-ungarici vengono catturati a terra dagli italiani vicino Ancona.
Fronte asiatico ed egiziano
- Un telegramma da Mosca annuncia che Erzurum è stata ripresa da distaccamenti armeni.
- Van ripresa dai turchi.
DAL FRONTE ITALIANO
REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
BOLLETTINO DEL 5 APRILE 1918
Sulla fronte montana il nemico diresse insistenti tipi di molestia sulle nostre linee dell’altipiano di Asiago; noi disperdemmo sui nuclei sulle pendici occidentali dell’Ortler, colpimmo truppe in marcia nelle retrovie e carreggi in movimento da Susegana a Conegliano.
Nostre pattuglie in ricognizione fecero qualche prigioniero in Vallarsa, fugarono un piccolo posto a sud di Canove e respinsero pattuglie a fucilate in regione di Fener.
Lungo il Piave l’attività dell’artiglieria si fece a tratti più intensa. Le nostre provocarono qualche incendio nelle posizioni nemiche distrussero passerelle di fronte alle Grave.
Aviatori britannici abbatterono tre velivoli nemici nel cielo di Cismon e ne obbligarono un quarto ad atterrare presso Strigno.
Firmato: DIAZ





