La Polonia piange
Sul fronte occidentale si combatte ovunque, ma non esistono operazioni coordinate, nessun grande manovra. Tutto è riconducibile solo alla «quotidiana somma di piccoli episodi nei quali la lotta si è sminuzzata».
Se in Egitto i turchi sono costretti a una precipitosa ritirata, nelle acque del Mar Nero russi e ottomani si scambiano inappropriati convenevoli: l’incrociatore turco-tedesco Breslau bombarda Yalta; la flotta russa si accanisce su Trebisonda.
Ma l’attenzione del mondo resta puntata sul fronte orientale. L’8 febbraio la Germania occupa Johannisburg, sui laghi Masuri; mentre più a sud la battaglia spazza via ogni residuo di civiltà.
La realtà polacca viene raccontata da Concetto Pettinato, inviato de La Stampa: «Tombe, tombe a ogni tratto. Li hanno seppelliti a dozzine, insieme, come per far loro sentire meno il freddo e la solitudine. […] Un fanciullo dalle mani violacee mi rincorre, timido. Senza dir nulla, mi offre due schegge di granata. Non hanno più nient’altro da vendere in Polonia».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- La Commissione nominata dalla Federazione della stampa per giudicare taluni atteggiamenti della stampa italiana di fronte alla guerra, pubblica le sue conclusioni, biasimando i giornalisti italiani che parteciparono alla visita in Germania, organizzata d'accordo con le autorità tedesche.
- A Malta il Governo inglese rende obbligatorio lo studio della lingua italiana nelle scuole e la parifica a quella inglese.
Fronte occidentale
- Continuano i combattimenti a Bagatelle; nessun cambio di fronte.
Fronte orientale
- I tedeschi prendono Johannisburg.
- Gli austro-ungarici continuano ad avanzare in Bucovina.
Fronte asiatico ed egiziano
- I turchi cominciano a essere in rotta totale a est del Canale di Suez.
Guerra navale
- Il “Breslau” bombarda Yalta (Crimea) e gli incrociatori russi bombardano Trebisonda.




