Delusione londinese
Non tutti sono rimasti soddisfatti dalla soluzione della controversa tedesco-americana. Ma a sorpresa il disappunto non è degli Imperi centrali, è britannico. Londra sperava in un esito più estremo: la rottura di ogni relazione diplomatica. «Gli Stati Uniti e la Germania non hanno voluto fare il passo decisivo, si sorreggono sui trampoli verbali, sperando di non cadere. Quanto possa durare ancora questa danza sulla corda è difficile da dire».
Da Berlino giunge voce di un Guglielmo II molto arrabbiato. Al Kaiser non sono andate giù le manifestazioni di dissenso; i circoli bene informati danno per “imminenti” le dimissioni di Clemens von Delbrück, Ministro degli Interni tedesco.
Il 10 maggio un comunicato di Pietrogrado contribuisce a oliare le ipotetiche frizioni tra Italia e Serbia. Pasic è ospite in Russia, il Premier serbo rilascia un’intervista e rassicura Roma: «Sono lieto di constatare che le aspirazioni serbe di uno sbocco al mare hanno trovato un consenso unanime presso le Potenze amiche. […] La Serbia non pretende di divenire Potenza navale, né di possedere una flotta da guerra. Riconosciamo volentieri il predominio italiano nell’Adriatico».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Un comunicato ufficioso del Governo russo annuncia che il Premier serbo, Pasic, nel suo recente viaggio in Italia, ha potuto raggiungere l’accordo fra le rivendicazioni italiane nell’Adriatico e le aspirazioni serbe.
- Dibattito in Parlamento sull’amministrazione irlandese.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: respinto l’attacco tedesco a ovest di Vaux Pond.
- I tedeschi prendono le trincee britanniche a nord-est di Vermelles (La Bassée).
Fronte asiatico ed egiziano
- Kwash (Persia orientale) occupata dalle truppe britanniche.
Parole d'epoca
Un gran pericolo
di Luigi Stacconeddu, Bersagliere
Alle ore 24.00, si dava il cambio nella trincea di m. B., dove si stava non troppo bene. La sera dell’undici passai, per quanto mi sembra a me, un gran pericolo, essendo di pattuglia.
Io col mio Tenente e altri tre individui, a pochi metri di distanza dal Nemico, dentro una buca di Granata, fu buttata dal Nemico, una Bomba a mano, appoggiandosi, sotto la mia ascella sinistra. Io con sveltezza, la presi e la buttai di nuovo nella Linea Nemica, ma scoppiata contemporaneamente, restarono feriti due Bersaglieri a me vicini e per questo mi fu fatta la promessa della proposta alla Medaglia D’argento, che fù pagata con la sola promessa, forse perché fù distrutto lo scritto contenente la motivazione.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Azioni delle artiglierie più intense alla testata di Val d' Assa e nell' Alto But, ove con tiri aggiustati sconvolgemmo le difese avversarie. Nel pomeriggio di ieri batterie nemiche aprirono il fuoco sugli abitati della Conca di Drezenca (Alto Isonzo). Di rimando le nostre artiglierie rinnovarono il bombardamento di Tolmino.
Nella Conca di Plezzo, dopo efficace preparazione delle artiglierie, i nostri alpini, con vigoroso attacco espugnarono una forte e munita linea di trinceramenti e ridotte sulla vetta del Monte Cukla e sulle pendici meridionali del Monte Rombon. Prendemmo al nemico 123 prigionieri, dei quali quattro ufficiali, quattro mitragliatrici, buon numero di fucili, grande quantità di munizioni ed altro materiale da guerra.
Piccoli attacchi della fanteria avversaria contro le nostre posizioni sulla cresta del Podgora, sulle pendici settentrionali del Monte San Michele e a sud-ovest di San Martino del Carso furono dalle nostre truppe prontamente respinti.
Un velivolo nemico lanciò bombe presso la stazione di Ospedaletto (Valle Sugana) uccidendo alcuni cavalli. Nostri velivoli bombardarono la stazione di San Pietro di Gorizia e le vicinanze di Aisovizza.
Firmato: CADORNA




