Belli e bravi
Quanto siamo belli, quanto siamo bravi. I giornali sbrodolano orgogliosi, rievocano le nostre «brillantissime operazioni» dell’ultimo mese. E perdendo di vista il quadro d’insieme potrebbero anche avere ragione: sull’Adamello, sulla Marmolada, sul Col di Lana sono arrivati successi notevoli, dai tratti epici, non c’è dubbio, ma sono tutti episodi minori nella complessità del conflitto. In generale siamo fermi, sempre lì; abbiamo solo ammazzato un bel po’ di austro-ungarici, così come loro hanno ammazzato un bel po’ di italiani.
Sul fronte occidentale i francesi replicano il successo dello stagno di Vaux respingendo gli assalti tedeschi anche a sud-est di Haucourt ed estendendo le proprie posizioni.
Il 12 maggio Asquith si reca a Dublino: vuole controllare la situazione di persona, saggiare l’aria prima di discutere con il Generale Maxwell l’eventuale fine dello stato d’assedio e lo scioglimento dei tribunali militari, due passi necessari a placare, o almeno smorzare, le inquietudini irlandesi.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Asquith visita Dublino.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: i francesi estendono le loro posizioni a sud-est di Haucourt e respingono gli attacchi tedeschi al centro.
Parole d'epoca
Bissolati al fronte
di Efisio Atzori, sottotenente 4° reggimento alpini, battaglione Aosta
Sono a 3325 m. e dormo in una grotta di neve lunga 1.50 m. e larga 1 m. e alta 80 cm. Una bella e spaziosa cameretta, vi pare? Gli austriaci si limitano a sparare coi cannoni. Mentre vi scrivo ogni mezzo minuto scoppia su uno shrapnel. Ma non sanno sparare, gli shrapnel scoppiano a circa 100 m d’altezza e le pallette arrivano inefficaci. Stamattina è venuto quassu il colonnello comandante il 4° Alpini accompagnato dall’onorevole Bissolati che io ho avuto l’onore di conoscere. Un vecchietto di circa 70 anni volontario fregiato della medaglia al valore venire sin quassu dove il nemico più terribile è il ghiaccio, la montagna e il freddo. Mi ha chiesto di dov’ero. Razza d’eroi – ha esclamato. Mi ha fatto gli auguri ed ha proseguito il suo giro.
Vorrei raccontarvi la bellezza della Valtellina, che io ho percorso completamente a piedi, anzi presso Cepina, mentre i soldati facevano il bagno ai piedi in riva all’Adda ho colto i primi fiori visti in questa primavera. Di violette ce n’è una quantità fenomenale. Fra violette e non ti scordar di me i campi perdono il loro verde per prendere il colore di fiori. Questi pochi fiorellini serbateli per mio ricordo. Quassù la primavera non esiste il ghiaccio e la neve c’è tutto l’anno e lo stato normale è la tormenta. Di notte il freddo tocca i 35, 40° sotto zero, ma io non lo soffro, in 2 giorni abbiamo avuto 4 soldati coi piedi congelati, da qualche giorno non mi lavo la faccia, ma in compenso sto bene di salute. Continuano a sparare cannonate, si vede che non pensano al lavoro che anche per loro il trasporto delle munizione ch’è difficilissimo. Io son contento perché nella posizione in cui ci troviamo siam penetrati per oltre 15 km in terre redente. Se si potesse salire una montagna che abbiamo difronte potremo (col cannocchiale) vedere la nostra cara Trento.
DAL FRONTE
Lungo la frontiera del Trentino, azioni delle artiglierie, più violente nella zona del Col di Lana. Nella Conca di Plezzo l' avversario tentò ieri due attacchi contro le nostre nuove posizioni. Fu ogni volta prontamente arrestato e respinto dal nostro fuoco di artiglieria e fucileria. Sul Carso lotta di mine. L'avversario fece anche uso di liquidi infiammati, senza nostro danno.
Firmato: CADORNA





