Truppe asburgiche ammassate in Trentino
L’Austria-Ungheria con l’acqua alla gola, ne è convinto Il Giornale d’Italia: «Mentre la pressione italiana si farà sempre più forte e irresistibile, l’ondata russa sta per irrompere violentissima in Galizia e in Bucovina». Intanto Vienna ammassa truppe in Trentino, ma noi, dopo quasi un anno di autocelebrazioni, siamo convinti del fatto nostro, forse troppo: “Quell’armata sta lì solo a scopo difensivo”; lo pensano in molti.
I giornali italiani si occupano anche di un altro problema: quello dei prigionieri irredenti internati in Russia, ovvero tutti gli uomini inquadrati nell’esercito asburgico prima di averne “liberato” le province. La propaganda la fa semplice: quelli sono tutti italiani, ferventi patrioti pronti a combattere per Roma, contro Vienna. L’idea che qualche trentino possa simpatizzare per "Cecco Beppe", o ne abbia abbastanza della guerra, è considerata pura blasfemia. Il problema è ovviamente più complesso. Pietrogrado se ne vuole sbarazzare da tempo, ma noi non sappiamo cosa farne. Bisogna trovare un posto dove concentrarli, bisogna accudirli e soprattutto bisognerebbe fidarsi di loro, tutti ex soldati asburgici.
No, tutta questa fretta di armarli non c’è, ma a quel punto diverrebbero solo un fastidio in più.
Dalla Russia arrivano a La Stampa le parole di Virginio Gayda, osservatore del cambiamento: «Il popolo combatte, si sacrifica e muore in nome dello Stato, ma ora comincia a percepire di essere lui stesso lo Stato».
Le alte sfere sono inquiete, si accorgono di tutto questo. «La caratteristica delle classi conservatrici e reazionarie è sempre stata quella di isolarsi, di negare il movimento della Storia, i cambiamenti». Questa preoccupazione è palese in un memoriale: «Tutte le attuali correnti della vita paesana mostrano una tendenza avversa all’ordine costituito. Sintomi allarmanti si manifestano nelle varie assemblee popolari».
Sul fronte occidentale, il 13 maggio, i tedeschi vengono respinti dai francesi a nord-est di le Mort Homme e dai britannici a Ploegsteert, al confine belga.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Firmato un accordo per il trasferimento dei prigionieri di guerra inglesi e tedeschi in Svizzera.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: l’attacco tedesco a nord-est di le Mort Homme viene respinto.
- I britannici respingono l’attacco tedesco a Ploegsteert (nord di Armentières).
Fronte asiatico ed egiziano
- I russi vengono sconfitti ad Ashkale (Caucaso).
Parole d'epoca
Il 13esimo Fanteria
Giuseppe Abate
Oltre a le bombe l'austriaco ci lanciava insidiosi e menzogneri cartelli d'invito.... alla tregua, alla pace!... Più volte, durante l'offensiva del Trentino, ci disse che presto sarebbe calato ad Udine, a Venezia!... Un giorno un sasso lanciato dalla trincea nemica ci fece sapere, che se un soldato del 13.° Fanteria fosse capitato nelle loro mani lo avrebbero strozzato.... I nostri Fanti di questa minaccia risero!... Erano senza paura. A metà di Maggio il nemico sferrò il poderoso attacco di sorpresa a Mon falcone. Per il momento il suo tentativo ebbe successo; ma fu tosto ricacciato nelle sue tane da reparti di Fanti ivi accorsi con prontezza. Tra questi vogliamo ricordarne alcuni appartenenti al nostro 13.^6 precisamente al 1.^^ Reparto Zappatori, ed allora aggregati alla Compagnia del Genio Di\ isionale, comandata dal valoroso Capitano Barrea
DAL FRONTE
Continuano nella regione del Trentino i movimenti delle truppe nemiche, di carreggi e di treni, frequentemente disturbati da tiri aggiustati delle nostre artiglierie. Azioni dell' artiglieria nemica, controbattute dalla nostra produssero qualche danno agli abitati di Ponte di Legno in Valle Camonica e di San Giovanni in Valle di Ledro.
In piccoli scontri alla confluenza dei Due Leno (Adige) e presso Bisele in Valle Torra (Astico) fu di nuovo constatato l' uso da parte del nemico di proiettili di fucileria a pallottola esplodente.
Nella Conca di Plezzo insistenti tiri dell' artiglieria nemica contro le nostre posizioni di Cukla. Di rimando le nostre batterie colpirono le linee nemiche sul Rombon incendiando alcuni baraccamenti.
Velivoli nemici si aggirarono sul Basso Isonzo; ricacciati dai nostri che lanciarono qualche bomba su accampamenti di truppe di Nova Vas e di Ranziano.
Firmato: CADORNA





