Bipolarismo italiano
Come spesso capita, qui in Italia si vive di estremi. L’offensiva austro-ungarica ha forgiato due correnti di pensiero: una di sfrenato ottimismo, l’atra di altrettanto facile e pernicioso pessimismo. Per qualcuno Vienna è sfinita, questo sarebbe solo un ultimo disperato colpo, il canto del cigno; ma c’è anche chi esagera nel verso opposto, chi crede l’Austria-Ungheria ancora in forma splendida, nel pieno delle forze. Come scrive La Stampa: la verità siede nel mezzo. Nel riepilogare le prime fasi dell’offensiva i quotidiani si affannano a sminuirne gli effetti e soprattutto a smentirne l’effetto sorpresa: l’Alto Comando conosceva già le intenzioni del nemico e prese per tempo tutte le precauzioni. “Abbiamo un piano”, sì, più o meno.
La guerra italiana trova ampio risalto in Francia, dove si sprecano i paragoni, le analogie, i parallelismi con la battaglia di Verdun. A Parigi, dove censura e propaganda sono forse ancor più vigili che a Roma, si scrivono parole al miele e si confida in Cadorna: «Non è possibile che la sagacia del generalissimo italiano sia stata colta in fallo»; il Comando italiano avrà già studiato la contromossa adeguata.
Sul fronte occidentale si riaccende la fiammella a le Mort Homme: i tedeschi attaccano e conquistano la cima della collina 295.
La novità di giornata arriva dalla Mesopotamia. I turchi continuano a ripiegare su nuove posizioni, ma a catturare l’attenzione è un reggimento di cosacchi, l’avanguardia del corpo di spedizione russo: arrivano da Mahidasht e si sono appena congiunti con le forze britanniche ad Ali al-Garbi, sul Tigri; ottima notizia per gli Alleati.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: grande attacco tedesco a le Mort Homme; presa la sommità della collina 295.
- I britannici riguadagnano le posizioni a Vimy Ridge.
Fronte italiano
- L'offensiva austro-ungarica in Trentino punta l’altopiano di Asiago; le prime linee sono perdute dagli Italiani.
- In Cadore gli italiani espugnano la posizione detta “Dente del Sief”.
Fronte asiatico ed egiziano
- La riva a destra del Tigri fino a Shatt-el-Hay evacuata dai turchi.
- Un distaccamento di cosacchi, provenienti da Mahidasht (Persia occidentale), si congiunge con l’armata britannica sul Tigri ad Ali al-Garbi.
Parole d'epoca
La caduta del ridottino
di Caterino Nazari, militare, tenente di Artiglieria
Il nemico incomincia un violentissimo fuoco d'artiglieria con ogni calibro alle ore 7.30 sul Ridottino Bresolada, Marcai, Fortino e continua tutto il giorno con una intensità senza precedenti.
Tira anche sulla strada e adiacenze della mia batteria e sul Termine usando shrapnel e granate da 120 e 152. È un fuoco infernale, spaventoso. Anche le nostre batterie rispondono con intenso fuoco. La mia batteria pure tira a granata sui diversi obiettivi dal Basson a Case di Vezzena. Il fuoco delle artiglierie avversaria e nostra dura incessantemente anche durante la notte: odesi un accanito combattimento fra le fanterie: il nemico attacca e conquista il Ridottino (quota 1506).
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Nella zona dell' Ortler piccoli scontri a noi favorevoli.
Fra Adige e Valle Terragnolo furono respinti attacchi in direzione di Marco e lungo la linea ferroviaria. Indi l' avversario riprese il violento bombardamento delle nostre posizioni sul versante settentrionale del Pasubio. Fu anche qui constatato l' uso da parte del nemico di proiettili a pallottola esplodente e di granate producenti gas lacrimogeni.
Nella zona tra Valle Terragnolo e Alto Astico l' offensiva nemica è validamente contenuta dalle nostre truppe. Fu respinto un attacco contro Coston dei Laghi.
Sull' Altopiano di Asiago attacchi provenienti da Milegrobe e dalla fronte Basson-Busa Verle, benchè preparati e sostenuti da fuoco violentissimo delle artiglierie, si infransero contro la salda resistenza delle nostre truppe.
In Valle Sugana situazione invariata.
Lungo la rimanente fronte il nemico disperse il fuoco delle proprie artiglierie senza preciso obbiettivo. Le nostre evitarono di rispondere.
Una vasta incursione aerea fu tentata ieri all' alba dall' avversario in vari punti della pianura veneta. Poche vittime a Cividale e Moraro e quasi nessun danno. Squadriglie nemiche spintesi verso Udine e Casarsa furono ricacciate per il pronto intervento dei nostri aviatori.
Firmato: CADORNA





