21 Maggio, 1916

Rimpasto di Governo in Germania

Il 21 maggio la Gran Bretagna adotta l’ora legale, istituita per legge appena quattro giorni prima. A Londra si confida in una discreta riduzione dei consumi energetici e in una maggiore produttività.
In Germania è tempo di un rimpasto di Governo: Helfferich passa al Ministero degli Interni, Roedern prende il suo posto al Tesoro. Ma gli occhi sono puntati sulla neonata Commissione di controllo sugli approvvigionamenti alimentari, lì sono riposte le speranze di scongiurare un’eventuale carestia. La presiede von Batocki, pubblicamente riconosciuto come “il dittatore”, illuminando abbastanza bene quanto ampi siano i suoi poteri in materia.
Politica protagonista anche a Pietrogrado, da dove arrivano le prime indiscrezioni sulla riapertura della Duma. Un po’ controvoglia e con molta superficialità si è costeggiato il problema polacco: la questione è una patata bollente, le idee al riguardo sono intangibili, imprecise e piuttosto confuse. Il Parlamento russo prende tempo, fa il vago; chi parla dice poco o niente, le solite due o tre frasi di circostanza. Di proposte neanche l’ombra.


Il fronte più interessante resta il nostro. Gli austro-ungarici avanzano a sud del Brenta, l’alto Comando italiano ordina l’evacuazione dei centri abitati in Valsugana. Con la giusta “imbeccata” e leggendo tra le righe della censura, molto tra le righe, si può intravedere uno dei nostri maggiori problemi: la netta superiorità dell’artiglieria pesante asburgica.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • In Germania viene istituita una Commissione di controllo sul cibo, presieduta da Batocki.
  • Gran Bretagna: entra In vigore l’ora legale, introdotta dal Daylight Saving Bill.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i francesi catturano le cave di Haudromont e prendono due trincee sulla strada Esne-Haucourt; i tedeschi attaccano con successo il versante ovest di le Mort Homme.
  • I tedeschi attaccano a Vimy Ridge.

Fronte italiano

  • Gli austro-ungarici prendono Armentera e avanzano a sud del Brenta.
  • Il Comando supremo italiano ordina alle popolazioni della Valsugana di sgombrare i centri abitati.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I russi respingono i turchi a sud di Trebisonda
  • I russi occupano Serdasht (Persia).
  • Bombardato Port Said.
  • Le truppe italiane rioccupano Zuara in Tripolitania, mettendo in fuga i ribelli.

Parole d'epoca

Le scarpe al sole

di Paolo Monelli, alpino

Ma queste sono malinconie. Un sole chiaro è giunto d'improvviso, accompagnato da una selvaggia romba di cannonate. Tutta la valle ne è sonora, il perfetto azzurro si costella delle nuvolette bianche. E nelle pause del fragore si sente laggiù, sulla valle dell'Adige, un
ininterrotto brontolio in sordina. Notizie non giungono. Ma sappiamo che dalle vedrette alle pale dolomitiche arde il combattimento. Palpitiamo d'ansia con gli ignoti compagni, sparsi su tutte le cime, in agguato a tutte le forcelle. E quando d'improvviso ci fascia una perfetta calma che sembra insidia, ecco che assistiamo, trepidi spettatori, alla battaglia della montagna vicina, fumo di cannonate, lordume che sboccia sulla neve.

DAL FRONTE

Dallo Stelvio all' Adige situazione immutata.
In Valle Lagarina l' artiglieria nemica bombardò tutto ieri le nostre posizioni di Coni Zugna. A tarda sera lanciò all' attacco ingenti masse di fanteria che dopo accanito combattimento furono ributtate con enormi perdite. Contro le nostre linee dal Pasubio a Valle Terragnolo intensa azione delle artiglierie nemiche, controbattute dalle nostre.
Tra Valle Terragnolo e Alto Astico moderata attività delle opposte artiglierie. Continua il rafforzamento della linea di ripiegamento da noi occupata, mentre l' avversario rinsalda a sua volta le posizioni da Monte Maggio a Spitz Tonezza.
Nella zona tra Astico e Brenta continuò ieri il violento bombardamento contro le nostre linee. Nel pomeriggio e in serata seguirono intensi attacchi delle fanterie nemiche contenuti con grande tenacia dalle nostre truppe che inflissero all' avversario perdite gravissime. Alcuni fortini già espugnati dal nemico vennero riconquistati dai nostri dopo furiosi corpo a corpo, prendendo all' avversario un centinaio di prigionieri.

In Valle Sugana il nemico urtò nei nostri posti avanzati che ributtarono l' attacco; indi si raccolsero gradatamente sulla linea dei nostri rincalzi. Lungo la rimanente fronte tiri sparpagliati delle artiglierie avversarie. Le nostre sconvolsero le difese nemiche nell' Alto But e dispersero lavoratori sul Calvario e sul rovescio di Podgora. Piccoli attacchi nemici sul Sabotino e nella zona di Monfalcone furono facilmente respinti. Velivoli nemici lanciarono qualche bomba su Vicenza, Valdagno, Feltre e Fonzaso. Due morti e quattro feriti: danni lievissimi.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori