Atene isolata
«L’atteggiamento del Governo greco obbliga gli Alleati a prendere certe precauzioni». Testi e musica del Ministero degli esteri britannico. Ma la vera perla ci è offerta dalla stampa russa: «Saremmo propensi a consigliare a Re Costantino un riposo di qualche tempo, sotto un clima più favorevole alla sua salute di quello ateniese». No, all’Intesa non è piaciuto come la Grecia abbia ignorato l’invasione bulgara, credendo alle promesse tedesche sulla futura restituzione dei territori occupati. Il 6 giugno gli Alleati proclamano il blocco “pacifico” delle coste greche. Viene proibita la navigazione mercantile, nessuno entra e nessuno esce dai porti. Povera Atene, ora rischia il collasso.
Sul fronte occidentale i tedeschi martellano senza sosta il forte di Vaux. I francesi sono allo stremo delle forze, sopraffatti dai gas, dai lanciafiamme e da tutta la furia nemica. Di contro, sul fronte orientale le difficoltà sono tutte austro-ungariche: i russi continuano a incamerare prigionieri a pioggia, attraversano l’Ikva e lo Styr, avanzano a sud del Dnestr e si prendono Lutsk, cuore regionale delle comunicazioni.
I russi impegnano anche gli ottomani: a Diyarbakır le sorti dello scontro sono incerte, mentre sul Gran Zab, nella regione di Rawanduz, in Mesopotamia, la vittoria sorride a Pietrogrado. A Medina la guarnigione turca respinge i primi assalti dei ribelli arabi. Gli insorti sono tanti, un esercito di circa 50.000 uomini, ma sono male armati e ancora poco organizzati.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- L’Intesa proclama il “Blocco pacifico” della Grecia come risultato dell’arrendevolezza greca ai bulgari per l’attraversamento delle frontiere. Proibita la navigazione mercantile.
- Ordine del giorno di Re Giorgio in cui si annuncia la morte di Lord Kitchener alle truppe britanniche.
- Pubblicato il rapporto di Taylor sul campo di prigionia di Ruhleben.
- Muore Yuan-Shikai, Li-Yuan-Hung viene eletto Presidente cinese.
Fronte occidentale
- Battaglia di Ypres: i tedeschi attaccano nuovamente guadagnano terreno ad Hooge.
Fronte orientale
- I russi prendono Lutsk (Volinia), attraversano l’Ikva e lo Styr e fanno progressi a sud del Dnestr: 15.000 prigionieri.
Fronte asiatico ed egiziano
- I russi trattenuti a Diyarbakır.
- I russi infliggono una disfatta ai turchi sul Gran Zab (Rawanduz).
- Medina: la guarnigione turca respinge un attacco dei rivoltosi arabi.
Fronte d’oltremare
- Le truppe rodesiane spingono i tedeschi verso Iringa, nord-est del Lago Nyasa (odierno Malawi); i belgi avanzano a nord-ovest del Lago Tanganyika.
Parole d'epoca
Paura del siluro
di Giuseppe Battistel, 56° reggimento fanteria, brigata Marche
Alle 7 il piroscafo leva le ancore assieme ad altri 2 carichi di truppa e materiale da guerra scortati da torpediniere cacciatorpediniere e sottomarini si dirigemmo verso l'Italia la notte aveva calato le sue tenebre i comandanti ci dissero di andare giù delle scalette per dormire nei letti, ma molti dei più paurosi dormirono in coperta, questo convolio, come già noi ci immaginammo, ci dissero che si dirigeva per Taranto, verso le 11 appena passata l'isola di Sasseno un rumore di ferri che si urtavano assieme a una sbandata del piroscafo tutti i militari nel scompartimento dove ero io si svegliarono di soprasalto e aggiungendo il proprio rumore a quello del piroscafo si misero a gridare si va a fondi il siluro ci a colpiti tutti presero il salvagente che si aveva, sotto il guanciale e infilammo la scaletta stringendosi con forza per arrivare in coperta, arrivati sopra con nostra meravilia trovammo che tutti dormivano saporitamente solo i comandanti del piroscafo e quello della torpediniera di destra si parlavano per mezzo degli imbuti le catene del timone si muovevano facendo rumore e il piroscafo era ancora sbandato il comandante del piroscafo avertito da quello della torpediniera doveva aver cambiato rotta sferando il timone tutto da una parte tutti ritornammo giù a dormire nei nostri letti alla mattina all'alba arrivammo a Taranto i marinai di bordo ci dissero che le torpediniere alla notte avevano avvistato dei sottomarini Austriaci e forse quel cambiamento di rotta avrà evitato il siluro.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Nella zona di Valle d' Adige la notte sul 5, durante una tempesta di neve, l' avversario tentò azioni di sorpresa contro le nostre posizioni, nell' Alta Vallarsa e sul Pasubio: fu dovunque ricacciato. Ieri dopo intensa preparazione delle artiglierie, colonne nemiche avanzarono all' attacco di Coni Zugna; bersagliate dai nostri tiri calmi e precisi, ripiegarono subito in disordine. Lungo la fronte Posina-Astico, la notte sul 5, imperversando la bufera, l' avversario lanciò ancora ingenti masse di fanteria, sostenute da violento fuoco di batterie di ogni calibro, contro le nostre posizioni fra Monte Ciove e Monte Brazome. Il rapido intervento delle nostre artiglierie e il fermo contegno delle fanterie valsero a respingere completamente l' attacco con gravi perdite per gli assalitori. Nella stessa notte un nostro felice contrattacco riuscì a guadagnare alquanto terreno sulle pendici occidentali del Monte Cengio. Sull' Altipiano di Asiago il nemico, durante la notte sul 5 e il mattino successivo, mantenne sotto violento fuoco di artiglieria e di mitragliatrici le nostre posizioni lungo la valle di Campomulo. Nel pomeriggio pronunciò contro di esse vivi insistenti attacchi che furono ogni volta vigorosamente respinti. Nell' Alto Cordevole, una colonna nemica in marcia da Pralongia verso il Sief fu dispersa dai tiri aggiustati da una nostra batteria. In Valle Pusteria bombardammo coi grossi calibri le stazioni ferroviarie di Toblach e Innichen. Sull' Isonzo continuano ardite irruzioni di nostri reparti contro le linee dell' avversario. Velivoli nemici lanciarono bombe su Ala e Verona: tre feriti e qualche danno.
Firmato: CADORNA




