Fallita la Strafexpedition
Posina e Arsiero tornano italiane il 26 giugno. Con la controffensiva, lanciata alla metà del mese, abbiamo costretto gli austro-ungarici a rinculare di qualche chilometro, a restituire circa metà dei territori occupati. La Strafexpedition è fallita. Ci ha fatto un male cane, ha inferto un colpo durissimo, ma è fallita. Vienna non ha raggiunto la pianura veneta, né ha spezzato in due il fronte. Scaduto lo slancio iniziale, sfumata l’inerzia, l’esercito asburgico non ha avuto abbastanza energia per uno sforzo ulteriore. Le linee di approvvigionamento allungate, distanti, il terreno montuoso e l’impossibilità di ricollocare in fretta la grossa artiglieria hanno fatto il resto. È stata la logistica a impallare il piano di Conrad; e il mancato aiuto tedesco ha sballato i calcoli.
Vienna ha tirato il primo pugno, ma non ci ha messo k.o. Dopo 43 giorni e quasi 230.000 perdite complessive, si torna alla guerra di posizione. Quasi due terzi delle vittime sono italiani: tra i 10.000 e i 15.000 i morti; tra i 75.000 e gli 80.000 i feriti; tra i 50.000 e i 55.000 i dispersi o prigionieri.
Da una battaglia conclusa a una in procinto di nascere: per confondere le idee ai tedeschi, i britannici intensificano i bombardamenti preliminari su oltre cento chilometri del loro fronte. Ancora più violenta l’atmosfera a Verdun, dove le fanterie continuano a gettarsi nella mischia: i francesi contrattaccano e riguadagnano terreno a Thiaumont.
Nessuna novità rilevante dal fronte orientale: i russi continuano a premere sul Dnestr, mentre Hindenburg cerca di impegnarli in diversivi a nord. Pietrogrado non si scompone e registra progressi anche in Persia.
Una nota di “colore” arriva da Livorno. Il Sindaco Orlando ha proposto l’istituzione di una taglia sui sommergibili nemici: premio di 10.000 lire a chiunque ne catturi o distrugga uno in acque toscane.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- I tedeschi minacciano di fermare i rifornimenti di carbone svizzeri se non verrà consegnato il cotone acquistato.
- Inizia la smobilitazione generale in Grecia.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: i francesi guadagnano terreno vicino Thiaumont.
- Sul fronte britannico, per oltre 100 km. le posizioni tedesche sono sottoposte a un bombardamento infernale e all'attività di pattuglie inglesi.
Fronte italiano
- Gli italiani prendono Posina e Arsiero; continua l’avanzata dal Brenta fino all’Adige.
- Gli italiani hanno riguadagnato circa metà del terreno perso durante l’offensiva austro-ungarica.
Fronte asiatico ed egiziano
- I turchi cacciati dal Lago Urmia (Persia).
- I russi avanzano verso ovest nel nord della Persia, i turchi si preparano a lasciare Mosul.
Parole d'epoca
Paura
di Alfredo Zapponi, militare, 43° reggimento fanteria, brigata Forlì
A Granezza. Attendiamo di ripartire. Ce ne hanno dato l'ordine perentorio. La truppa è stanca ma non fa nulla. La marcia notturna di stanotte è durata fino alle 4 1/2 , ora in cui siamo giunti in questo pianoro fatto di abeti come i giocattoli svizzeri. L'acqua manca del tutto. La ritirata del nemico continua senza riposo e noi abbiamo rioccupato Asiago.
Ore 12 1/2
La strada da Granezza a Boscova è discretamente grande e incassata fra una pezzata selva di abeti. Nella selva, cimiteri infiorati di crocette di legno. Ho una paura invincibile e barcollo. Affretto col desiderio la trincea dove potrò almeno per qualche momento chiudere gli occhi. Da stamane si odono cannonate: superato l'angolo morto, le batterie di Granezza fanno sentire i loro boati da 49. Adesso il rombo continua alternato con alcune granate in arrivo. Ho paura ho paura.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Alla intensa, efficace azione delle nostre artiglierie nella giornata del 24, seguì ieri l' energica avanzata delle fanterie da Vallarsa all' Altipiano dei Sette Comuni. Di fronte al risoluto nostro contegno aggressivo l' avversario ripiegò rapidamente, pur opponendo nei punti più favorevoli successive resistenze, ovunque superate dall' incalzante impeto dei nostri. In Vallarsa conquistammo Raossi e le pendici sud-ovest del Monte Menerle saldamente rafforzate dall' avversario. Il nemico fece saltare il ponte di Foxi e incendiò Aste, Sant' Anna e Staineri. Sulla fronte del Posina-Astico, respinti piccoli attacchi nemici alla testata dei valloni di Monte Pruche, nostri riparti iniziarono l' avanzata verso il fondo di Valle Posina. I maggiori progressi si ebbero all' ala destra ove i nostri occuparono le posizioni di Monte Prià Forà e spinsero nuclei verso le prime case di Arsiero. Sull' Altipiano dei Sette Comuni a sud-ovest della linea Monte Longara-Gallio-Asiago-Cesuna, ormai in nostro saldo possesso, occupammo le pendici settentrionali dei monti Busibollo, Belmonte, Panoccio, Barco e Cengio; a nord-est conquistammo Monte Cimon, Monte Castellaro e Monte delle Contese (ad est, di Cima della Caldiera).
Lungo tutta la fronte trovammo trinceramenti pieni di cadaveri nemici e gran copia di armi, viveri e munizioni e materiali abbandonati dall' avversario in rotta. L' azione continua con vigore. In Carnia e sull' Isonzo attività di artiglierie particolarmente intense nell' Alto But, ove sconvolgemmo le linee nemiche provocando scoppi e incendi. Velivoli nemici lasciarono cadere qualche bomba nei pressi di Ala e su Padova, Fonzaso, Primolano e Grigno: nè vittime, nè danni. Nostri velivoli bombardarono parchi nemici a Monte Rover (sud-est di Caldonazzo), la stazione di Oberdranburg ed i magazzini di Dellach (Valle Drava), provocando ovunque vasti incendi. Ritornarono incolumi.
Firmato: CADORNA





