27 Giugno, 1916

Arrangiarsi e sperare, priorità al fronte

Dopo due anni di guerra a sconvolgere società e commerci, tutta Europa aspetta e incrocia le dita. Si attende il raccolto del 1916, quello in grado di far la differenza tra un’orrenda carestia e una promessa di sopravvivenza. Ci sarebbe poi il problema delle braccia sottratte all’agricoltura. Per i neutrali, come la Romania, basterebbe smobilitare parte dell’esercito; ecco, per Germania e Austro-Ungheria la questione è un po’ più complessa: di ritirare uomini dal fronte non se ne parla, a casa bisogna arrangiarsi. Anche perché l’attività sui campi di battaglia tende ad aumentare. Per minacciare Verdun i tedeschi devono prendere il forte di Souville, dominante le colline a nord-est. Ma per prendere il forte di Souville sarebbe consigliabile avere il controllo di Fleury: il 27 giugno un nuovo attacco viene respinto dai francesi.
Berlino ha anche subodorato l’imminente offensiva britannica: tutto quello spreco d’artiglieria e l’insolita, abbondante, attività di pattuglie vorranno pur significare qualcosa. Non c’è molto da poter fare, si può al massimo infastidire il nemico con un’azione nel settore di Ypres


La stessa cosa vale per il fronte orientale: Hindenburg continua a molestare i russi a nord, nelle regioni baltiche, mentre Berlino continua a rinforzare le posizioni di Kovel. Se le armate zariste prendessero la città avrebbero piazzato un cuneo tra gli eserciti tedeschi e quelli austro-ungarici. Il pericolo è reale e a Kovel continua l’evacuazione. Tra i profughi c’è probabilmente la famiglia Zapruder, di origini ebraiche. Il piccolo Abraham è nato nel 1905 proprio a Kovel e nel 1920 si trasferirà in America con i genitori, risparmiandosi un discreto numero di guai. Quarantatré anni dopo sarà lui a filmare, per caso, uno dei più famosi omicidi della Storia: era a Dallas il 22 novembre del 1963, quando Lee Harvey Oswald sparò a John Fitzgerald Kennedy.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • La marina cinese minaccia la rivolta.
  • Le raccomandazioni della Conferenza economica di Parigi vengono ratificate.
  • La Neue Freie Presse annuncia che, dopo lo scioglimento della Dieta provinciale dell'Istria, la Commissione governativa nominata per amministrare la regione ha stabilito che la provincia debba essere considerata quadrilingue: tedesca, slovena, croata e italiana.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: i tedeschi vengono respinti a Fleury.
  • Attacco tedesco respinto a Ypres.

Fronte orientale

  • I russi avanzano verso Kolomyja.
  • I tedeschi vengono respinti nelle regioni di Riga e Dvinsk (Daugavpils).

Parole d'epoca

Corpo a corpo con il nemico

di Giuseppe Cordano, 160° reggimento fanteria, brigata Milano

Tempo bello. Sono le ore quattro del mattino, le nostre artiglierie iniziano un bombardamento sulle linee avanzate nemiche. Il cannoneggiamento è continuo, serrato, un tambureggiamento infernale. Le trincee nemiche vengono martellate palmo per palmo con una precisione millimetrica.
Verso le otto del mattino il comando di settore, visto l'effetto positivo eseguito dalla nostra artiglieria, dà l'ordine di attaccare e avanzare. La 10.a Compagnia è ora in prima linea. Approfittando della esperienza dei giorni passati e della conoscenza del terreno, a sbalzi, carponi, strisciando sul terreno, si esegue una manovra alquanto fortunata, anche in collegamento con gli altri reparti in azione. Si riesce così, sempre con l'aiuto delle nostre artiglierie (sono un ausilio prezioso), a portasi sotto il pendio roccioso del Monte Zebio. Una prima buona manovra è stata eseguito malgrado parecchie perdite di soldati in morti e feriti. A mezzogiorno la nostra artiglieria leggera, piazzatasi su posizioni avvicinate alle linee nemiche, inizia un micidiale tiro serrato e preciso sulle loro trincee. I proiettili passano sibilando appena sopra le nostre teste. Ora ci spostiamo un poco a destra, dove esistono più massi di pietra per appigliarsi meglio.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Tra Adige e Brenta prosegue incalzante la nostra avanzata che il nemico tenta di rallentare con concentramenti di fuoco di lontane artiglierie e con tenaci resistenze di retroguardie annidate nei punti più difficili dell' intricato terreno e provviste di numerose mitragliatrici.
In Vallarsa le nostre truppe superarono ieri i forti trinceramenti del Mattassone e di Anghebeni e completarono la conquista del Menerle. Lungo la fronte del Posina, spazzati gli ultimi nuclei nemici dalle alture del versante meridionale e dal Monte Aralta, i nostri valicarono il torrente ed occuparono Posina ed Arsiero, iniziando l' avanzata sulle pendici del versante settentrionale della valle. Sull' Altipiano dei Sette Comuni le nostre fanterie, precedute da ardite punte di cavalleria, raggiunsero la linea di Punta Corbin, Treschè; Conca, Fondi, Cesuna a sud-ovest di Asiago; a nord-est oltrepassarono la Valle di Nos ed occuparono Monte Fiara, Monte Taverle, Spitz Keserle e Cima delle Saette. All' ala destra i valorosi alpini espugnarono dopo accanito combattimento Cima della Caldiera e quella della Campanella, a mezzodì della precedente.

Lungo tutta la fronte occupata accertammo prove numerose della innata barbarie del nemico: Arsiero devastata dagli incendi, Asiago ed altre ridenti località ridotte a fumanti rovine.
Nei pressi del Monte Magnaboschi rinvenimmo in pozzanghere un centinaio di cadaveri di nostri soldati denudati. In Valle Sugana situazione immutata. Nell' Alto Vanoi occupammo il massiccio della Tognola. Sulla rimanente fronte nessun importante avvenimento. Una nostra squadriglia di 10 velivoli ha lanciato ieri 50 bombe di grosso calibro, sulla stazione di Calliano, in Valle Lagarina, con risultati visibilmente efficacissimi, ritornando poi incolumi.
In combattimento aereo un velivolo austriaco fu stamane abbattuto nel cielo di Verona.

Firmato: CADORNA

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori