28 Giugno, 1916

Fallimento asburgico, Italia in festa

È una di quelle giornate d’estate, calde, sonnolente, quelle che intorpidiscono gli uomini e forse anche la terra; non sembra una giornata di guerra. Il 28 giugno, mentre al fronte si registrano gli ultimi sussulti della “morente” battaglia degli altipiani, i giornali italiani raccontano una grande gioia. Le notizie della nostra controffensiva si sono diffuse: Roma, Vicenza, Milano, in ogni città una festa, una fioritura di bandiere tricolori. «Evviva l’Italia, evviva il Re, evviva l’esercito!»
La stampa celebra l’uomo della provvidenza: «Gloria al veggente e intrepido duce Luigi Cadorna. E al suo genio». La riconquista di Asiago è presa come una svolta, esagerazioni passabili dopo oltre un mese di sofferenze.

Grandi sviolinate anche per i russi: «Hanno acquistato una saldezza incrollabile». Pietrogrado sconfigge gli austro-ungarici tra il Prut e il Dnestr, una quarantina di chilometri a est di Kolomyja; vengono annunciati oltre 10.000 prigionieri e tre linee di trincee conquistate. Il problema russo sono sempre i rinforzi tedeschi, arrivati a rompere le uova nel paniere verso Lutsk e il Pripyat


A Berlino viene condannato a due anni e mezzo di reclusione Karl Liebknecht, l’ispiratore dei tumulti del primo maggio. Il leader socialista è accusato di tentato tradimento durante lo stato di guerra, disobbedienza grave e resistenza ai poteri dello Stato. La pena è mite per queste imputazioni, un indizio dell’insicurezza generale di fronte alle possibili conseguenze. La “coda di paglia” è subito giustificata: le manifestazioni in favore di Liebknecht spuntano come funghi. E intanto le correnti interne al partito socialista tedesco sono ai ferri corti.

Rapporti tesi anche oltreoceano. Washington ha inviato un ultimatum al Messico: liberazione dei prigionieri americani catturati a Carrizal; ammissione di colpa e dichiarazioni chiare sulla futura condotta messicana. Gli Stati Uniti si preparano alla guerra, studiano l’eventuale embargo e rifiutano le proposte di mediazione, giunte dell’America latina: «Non è ancora il momento, aspettiamo prima la risposta di Carranza».

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Alla Camera dei Comuni il Governo britannico annuncia l'accordo anglo-francese per non osservare più la dichiarazione di Londra sul diritto di preda in mare e auspicano la stessa condotta per Italia e Russia.
  • Si riapre la Camera italiana con entusiastiche dimostrazioni all'esercito. Boselli espone il programma del nuovo Governo, ispirato alla concordia nazionale per la vittoria.
  • Gli Stati Uniti rifiutano la mediazione delle repubbliche sud-americane nel conflitto col Messico.
  • Il Tribunale di guerra di Berlino condanna a 2 anni, 6 mesi e 3 giorni di reclusione il deputato socialista Karl Liebknecht per avere provocate e capitanate le dimostrazioni del 1° maggio, per tentato tradimento, per grave disobbedienza e resistenza alla forza pubblica e per la distribuzione di manifesti inneggianti all'Internazionale.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: duri scontri a Fleury e sulla Hill 321. I tedeschi vengono respinti a nord-ovest di Thiaumont.

 Fronte italiano

  • La cavalleria italiana raggiunge Pedescala (nord-est di Arsiero).
  • Sul Carso le truppe italiane espugnano forti trinceramenti nemici, facendo 636 prigionieri e impadronendosi di molto bottino.

Fronte orientale

  • Duri scontri a Lutsk; gli austro-ungarici sconfitti a 40 km. sul fronte est di Kolomyja; riportati 10,000 prigionieri.
  • Le truppe del Generale russo Lescitzki ottengono un importante successo fra il Dnestr e Prut, occupando tre linee di trincee.
  • I tedeschi respinti nel distretto di Riga.

Parole d'epoca

Eravamo 262. Siamo rimasti in 45

di Antonio Santo Quintino Preite, 47° reggimento fanteria, brigata Ferrara

Il 27 il 1° Battaglione ebbe il cambio da noi, e la mia Compagnia occupò un posto avanzato sul San Martino. Questo posto avanzato lo chiamavano “Vicinanza”, causa che a quel posto era morto un bravo Capitano, in un momento che incitava i suoi soldati all’assalto, e per una ricordanza del suo nome fu chiamato “Vicinanza”, così era il suo cognome.  Il 27 e il 28 giugno 1916, l’artiglieria nostra, di tutti i calibri, incominciò a bombardare le linee nemiche senza un momento di tregua. Alla sera del 28 giunse l’ordine che la VI e la VII Compagnia del 47° Reggimento dovevano fare una dimostrazione, e se era possibile di conquistare la prima linea nemica, che da noi era lontana appena 15 metri. Questa dimostrazione doveva servire per il sol scopo di far comprendere al nemico che noi vogliamo avanzare da questo punto, e per ammassare le forze nemiche su questo punto; invece, alla notte, i nostri dovevano avanzare dalla parte di Monfalcone e di Duino.


Il giorno 28 giugno fu un giorno molto ventoloso, e l’acqua cadeva senza tregua, che noi eravamo tutti bagnati da capo a piedi. Verso le ore 6 di sera venne dato l’ordine di andare all’assalto. Innestammo tutti la baionetta e, pronti, aspettavamo il comando del nostro Capitano.
Finalmente sentiamo gridare: “Avanti Savoia!”. Ufficiali, graduati e soldati, tutti un’anime, uscimmo dalla trincea nostra; arrivammo senza nessuna perdita alla trincea nemica, ma la trincea nemica era stata costruita di cemento, e non si poteva entrare da nessuna parte. Con vanghette, piccozzini, a colpi di baionette, potemmo fare qualche buca ed entrare dentro; intanto il nemico, che ci aveva visto il nostro movimento, incominciava a tirare con le loro mitragliatrici, che erano state bene piazzate sopra il San Michele, e ci pigliavano ai fianchi, e seminavano strage.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Dall' Adige al Brenta la resistenza nemica alla incalzante nostra avanzata si fa più viva e tenace, appoggiata a posizioni dominanti fortemente organizzate a difesa. Tuttavia, anche nella giornata di ieri le nostre truppe compirono sensibili progressi. In Valle Lagarina ed in Vallarsa azioni intense delle artiglierie. Le nostre bersagliarono posizioni nemiche di Monte Trappola, Monte Testo, e Col Santo. Ci impadronimmo di un trincerone nei pressi di Malga Zugna.
Lungo la fronte Posina-Astico le nostre truppe conquistarono le posizioni nemiche di Monte Gainonda, a nord di Fusine, e di Monte Caviojo, che domina da nord Arsiero. Arditi nuclei di cavalleria si spinsero sulla rotabile di Valle Astico fino a Pedescala. Sull' Altipiano di Asiago occupammo il margine meridionale della Valle d' Assa e raggiungemmo le pendici dei Monti Rasta, Interrotto e Mosciagh, tenuti da forti retroguardie nemiche. Più a nord, espugnata la posizione di Monte Colombara, le nostre truppe si vennero avvicinando al Vallone di Galmarara. Sulla rimanente fronte del Brenta situazione immutata.
In Carnia, all' intensa azione delle artiglierie seguirono ieri brillanti attacchi delle nostre fanterie che espugnarono ridotte e trinceramenti nemici nella zona del Freikofel (Alto But). Sull' Isonzo attività di artiglieria ed irruzioni di nostri riparti. Prendemmo al nemico 353 prigionieri, nei quali 7 ufficiali e due mitragliatrici.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori