Consolidare le posizioni
La grandezza dell’Impero britannico sta soprattutto negli uomini. Londra ha un pregio unico nel mondo di cent’anni fa: è la sola ad aver fiducia nei suoi cittadini, a considerarli abbastanza grandi da sopportare un certo grado di verità. Non racconta frottole, non inventa successi fantasiosi, magari non dice tutto, ma un’idea della realtà la concede.
I bollettini ufficiali del 5 luglio parlano chiaro: «Nel pomeriggio la lotta si è svolta con alterne vicende. […] I contrattacchi nemici ci hanno tolto parte delle posizioni guadagnate». Anche la stampa è anni luce avanti. Per esempio il Times scrive tranquillamente: «Purtroppo le nostre perdite sono gravi, ma era previsto».
I francesi no. Parigi, pur di indorare la pillola, arriva persino a smentire i comunicati inglesi sulla situazione britannica. «Si avanza ovunque, perdite nemiche incalcolabili». E poi ci si chiede perché l’opinione pubblica accolga male gli insuccessi, come mai le delusioni sembrino sempre più deludenti.
Nella battaglia della Somme il Generale Haig ha deciso di riprender fiato e intanto consolidare le posizioni, caricare a testa bassa non è sufficiente, soprattutto se consente ai contrattacchi tedeschi di rioccupare il terreno perso. I francesi occupano Hem e difendono i progressi attorno a Belloy-en-Santerre.
Il fronte orientale si mantiene attivo un po’ ovunque, da Riga al Dnestr i russi impegnano gli austro-tedeschi.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Fronte occidentale
- Battaglia della Somme: i britannici migliorano le loro posizioni fra la Somme e l’Ancre, avanzando in alcuni settori.
- I francesi vincono a Hem (a nord della Somme) e respingono il contrattacco a Belloy-en-Santerre.
- Battaglia di Verdun: falliscono gli attacchi tedeschi ad Avocourt e sulla Hill 304.
Fronte orientale
- In Galizia i russi continuano i loro attacchi a sud del Dnestr.
- Austro-tedeschi sconfitti a Kościuchnówka (ovest dello Styr).
- Continuano combattimenti sui fronti di Riga e Baranavičy.
Fronte meridionale
- Rivolte e guerriglia in Serbia e Montenegro, volte a indebolire le guarnigioni austro-ungariche.
Parole d'epoca
Penso al colpo di rivoltella alla testa
di Alfredo Zapponi, 43° reggimento fanteria, brigata Forlì
(...) giunto alla testa della colonna mi avvedo di avere con me solo una quarantina di soldati. E il comandante di battaglione? È andato avanti e non lo si trova. Siamo adesso in fondo al torrente Assa a pochi metri dal nemico. Fucilate tremende, tremendi singhiozzi gracidanti di mitragliatrici. Prendo il comando di quegli uomini e ancora avanti, ma io penso che, senza informazioni come siamo, potremmo anche cadere in bocca al nemico. Freddamente già penso al primo colpo di rivoltella alla testa. Ma poi la situazione si rischiara. Giunge un resto di una colonna, giunge un comandante. Si prosegue nel fondo del torrente. A un certo punto due soldati dormono distesi alla mia destra. Dò loro un calcio nei piedi: avanti, avanti! non rispondono, sono due morti. E finalmente si arriva al 3° fanteria cui fummo destinati. Sono le 4. Albeggia. Niente tubi, quindi niente più azione. Cadiamo di schianto a terra vinti dal sonno. Ma c'è una sorpresa, prevedibile del resto.
Si è perso il collegamento e con noi c'è soltanto la 9°. Via un circoscritto a raccozzare le altre. Verso le sei e mezzo siamo svegliati di soprassalto. Il maggiore con il battaglione del 3° ci ordina di andare subito in trincea prima che il nemico ci investa con l'artiglieria. Vagolando percorriamo a fatica il torrente cercando assegnare un compito alle nostre compagnie. Le quali sono due e mezzo (9°. 10°. 11°) quest'ultima avendo smarriti due plotoni e la 12° rimasta con tutto il 2° battaglione in un valloncello sboccante nell'Assa, impossibilitata a proseguire di giorno sotto il fuoco di una mitragliatrice nemica che la prenderebbe di infilata. E intanto apprendiamo che si deve fare lo stesso l'azione, che il 3° ha aperto alcuni varchi nei reticolati e che noi dobbiamo affrettarci.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Tra Adige e Brenta il nemico fa ogni sforzo per contrastare la nostra avanzata mediante tenace resistenza e anche con parziali atti controffensivi. Nella zona di Valle Adige, nella notte sul 4, respingemmo un attacco contro il trincerone di Malga Zugna. Nella giornata di ieri, dopo insistenti attacchi, i nostri alpini riuscirono a raggiungere la sommità di Monte Corno a nord-ovest del Pasubio. Nel bacino dell' Alto Astico, superando gravi difficoltà di terreno e l' accanita difesa nemica, le nostre fanterie conquistarono la vetta di Monte Seluggio e proseguirono l' avanzata lungo le direttrici del Rio Freddo e dell' Astico. Sull' Altipiano dei Sette Comuni, nulla da segnalare.
In Valle Campelle (torrente Maso Brenta), dopo intensa preparazione delle artiglierie, l' avversario contrattaccò le posizioni di Prima Lunetta.
Fu respinto con gravi perdite e lasciò nelle nostre mani alcuni prigionieri e tre mitragliatrici. Lungo la fronte dell' Isonzo maggiore attività delle artiglierie.
Continuarono ieri pur con minore vivacità i combattimenti di Monfalcone. Prendemmo al nemico alcune diecine di prigionieri, due mitragliatrici ed un lanciabombe.
Firmato: CADORNA





