26 Luglio, 1916

Conquistata Pozières

I proiettili rimbalzano sui muri, scheggiano i mattoni e i frammenti schizzano imprevedibili. A Pozières si combatte casa per casa, si snida il nemico stanza per stanza. E ogni tanto una granata va a colpire un edificio, sfonda il tetto, squarcia una parete, fracassa i mobili di una camera da letto, o butta in aria i tavolini e le credenze di un cafè, fra il rovinio di vetri e piatti infranti. Le orecchie dei soldati sulla Somme ronzano, intontiscono.
Il 26 luglio britannici e australiani completano la conquista di Pozières, villaggio fortificato e ormai demolito. L’avanzata Alleata prosegue lentissima.

Una velocità maggiore ce l’hanno i russi sul fronte orientale. E ad accorgersene sono anche i rumeni. Bucarest sembra in fibrillazione: ha osservato l’oscillare della guerra con minuta attenzione, aspettando un favorito; nell’aria c’è odore di decisioni importanti e l’eventualità preoccupa Vienna e Berlino.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Resi noti i nomi dei componenti delle Commissioni su Mesopotamia e Dardanelli. Lord G. Hamilton e Lord Cromer sono i rispettivi Presidenti.
  • Pubblicato sul Times il rapporto dell’Ammiraglio Bacon sulle attività della Dover Patrol.
  • La città di Bruxelles è condannata alla multa di un milione per la celebrazione della festa nazionale belga.

Fronte occidentale

  • Tutto il villaggio di Pozières è in mano ai britannici.
  • Continua l’avanzata britannica a nord della Hill 160.
  • I francesi catturano alcune case fortificate a sud di Estrées.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Raid terrestre anglo-italiano sulla strada da Sollum.

Parole d'epoca

Ebrezza di uccidere

di Efisio Atzori militare, 4° reggimento alpini, battaglione Aosta

Verso le 14,30 arriva il Signor maggiore e … “Si fa l’azione”. Benissimo! Un cannoncino da montagna fu portato sul mio tratto di trincea a 200 metri dal nemico. In meno di mezz’ora il cannoncino aveva messo fuori uso il trincerone di M… Z… (comunicato del 28 u.s.) una mitragliatrice l’abbiam vista volare e non pochi austriaci scapparono dai ricoveri seguiti dalle nostre fucilate. Mentre il cannone sparava un plotone della 42° avanzava all’ala sinistra mentre io col mio plotone per una scarpata ripidissima (è il mio forte passare dove i nemici credono che non si possa) mi avvicinai ai reticolati. C’eran più di 30 metri di profondità di reticati e non eran distrutti perché il cannoncino sui fili à avuto poco effetto. Con le mani strappai i primi fili e con delle fascine costruii una specie di ponte. Il cannone continuava a rombare. Al Savoia! Dato dalla 42^ come si poté superai l’ostacolo seguito dai miei uomini. M’incontrai con l’altro plotone e assieme abbiam preso 8 prigionieri una mitragliatrice, un lanciabombe con munizioni ecc.

Eran le 16,15 e allora incomicio la fucileria. Gli austriaci si eran ritirati sulla seconda linea a 30 metri dalla prima. Io sparai circa 80 caricatori e dovetti cambiare il fucile 3 volte perché non funzionava più. Ne ho visti diversi cadere dalle mie fucilate.
Questo mi ha inebriato e ho continuato a far fuoco sino a notte inoltrata. Intanto arrivarono i rinforzi austriaci ed allora continuarono i contrattacchi. Tentarono di agirarci dalla destra. Il mio plotone era già ridotto gli uomini non mi bastavano. Attraversai con la pancia a terra la linea dal mio posto sono a 30 metri indietro ove si trovava il maggiore. M’impressionò vederlo in piedi in mezzo a quell’inferno. L’avverti che gli austriaci tentavano di aggirarci. Avevo appena finito di parlare che una pallottola colpì il maggiore forandogli i due polmoni. L’ordine fu trasmesso lo stesso, un’altro plotone della mia compagnia veniva ad aiutarmi, appena giunto l’ufficiale e un caporal maggiore ch’erano in testa restarono freddi, dovetti disporre io anche per quest’altro plotone. Durante la notte gli austriaci vennero al contrattacco quattro volte tentando d’ingannarci con frasi dette in buon italiano. I miei due plotoni e le mitragliatrici fecero strage di quei testardi.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

In Valle Lagarina e nella zona della Borcola le nostre artiglierie sorpresero con tiri efficaci colonne nemiche in marcia. Sulla fronte del Posina-Astico la notte sul 25 respingemmo due violenti attacchi nemici contro la vetta del Cimone. Continuano le nostre operazioni dirette a scacciare l' avversario dall' intricato terreno boschivo che dal Cimone degrada verso Tonezza. Sull' Altipiano di Asiago le nostre truppe rafforzano le posizioni raggiunte.
In piccoli scontri furono ieri presi al nemico una trentina di prigionieri. In Valle Travignolo nostri velivoli bombardarono parchi e magazzini a Bellamonte.
In Carnia tiri della nostra artiglieria contro colonne di quadrupedi e di carreggi sulla strada di Monte Croce. L' avversaria lanciò alcune granate sugli abitati dell'Alto Degano facendo qualche vittima nella popolazione. Sull'Isonzo nessun importante avvenimento. È segnalato l' uso sempre più esteso di proiettili esplodenti per fucileria da parte del nemico.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori