29 Luglio, 1916

Dottrina Monroe in salsa wasabi

«L’America agli americani». Questa è la banale sintesi della dottrina Monroe, datata 1823, quasi un secolo prima della nostra storia. In poche parole, il quinto Presidente degli Stati Uniti rivendicava la supremazia sul continente e lanciava un monito all’Europa: “Nessuna ingerenza nel nostro giardino di casa”. Da qui partiranno non solo i grandi fautori dell’isolazionismo, ma in generale una larga fetta della politica d’oltreoceano. Per esempio nel 1904 il “corollario” di Roosevelt stabiliva il ruolo di “polizia internazionale” da cucire su Washington.
Il 29 luglio 1916 La Stampa pubblica un articolo di Virginio Gayda sull’evolversi della rivoluzione cinese. Il pezzo arriva a Torino in netto ritardo, è già stato superato dagli eventi, ma le considerazioni sono di chi è riuscito a sbirciare nel futuro: «Il sorgere della potenza espansionistica e conquistatrice del Giappone sarà un problema di incalcolabile portata per l’avvenire».
Tokyo sta, neanche troppo silenziosamente, approfittando della guerra per estromettere le grandi potenze europee dall’estremo oriente.

 «Si prepara un nuovo mondo in Asia e questo non potrà non riflettersi sull’Europa del futuro». In sostanza la teoria Monroe applicata al Giappone. E guardando come andranno le cose qualche decennio più in là, mi sembra che Gayda abbia colto la profezia.

A Parigi il Governo francese denuncia i crimini tedeschi contro le popolazioni dei territori occupati. La notizia delle deportazioni pasquali di Lille è giunta al grande pubblico: «La Germania è tornata ai tempi antichi, quando il vinto diveniva schiavo del vincitore, una proprietà, una cosa».
Sulla Somme i britannici ingaggiano i tedeschi in furibondi corpo a corpo a nord-est di Pozières e nel bosco di Foureaux; le armate del Kaiser tentano due volte di riprendere Delville Wood, ma falliscono.
Nel Mediterraneo incrocia il piroscafo italiano Letimbro, partito da Bengasi e diretto a Siracusa. Un sommergibile asburgico lo intercetta e lo affonda: un centinaio le vittime.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Nota tedesca all’Ambasciatore U.S.A. a Berlino: rifiutata l’offerta inglese di permettere il passaggio di riserve di cibo alla Polonia provenienti dagli Stati Uniti.
  • Nota ufficiale del Governo francese di protesta contro le crudeltà perpetrate dai tedeschi sulle popolazioni civili dei dipartimenti francesi invasi.
  • Il Duca di Devonshire nominato Governatore Generale del Canada.

Fronte occidentale

  • Lotta corpo a corpo a nord e nord-est di Pozières e High Wood.
  • Due tentativi tedeschi per ricatturare Delville Wood falliscono.
  • Combattimenti a sud di Ypres e a Loos.

Fronte d’oltremare

  • Dodoma (Africa orientale tedesca) occupata dai britannici.

Operazioni navali

  • Un sottomarino asburgico silura il piroscafo italiano Letimbro, in viaggio da Bengasi a Siracusa: oltre 100 le vittime.

Parole d'epoca

Sopra ai cadaveri di casa Carlini

di Alfonso Onofrii Militare, 18° reggimento fanteria, brigata Acqui,

Il capitano mi disse che il mio plotone e quello comandato dal sergente maggiore dovevano attestarsi sulla trincea di prima linea, uno a sinistra e uno a destra di casa Carlini, unica costruzione alla base di Monte Interrotto. Mi consigliò di avanzare nella direzione che mi indicava e con i bagliori dei razzi cercare di scorgere dove si trovava la casa, per raggiungere la posizione indicata. Benché i razzi lanciati dagli austriaci illuminassero a giorno la zona, non riuscii a scorgere la casa; circostanza questa che mi convinse della difficoltà di orientamento nella notte e del pericolo di esporre il mio reparto, prima di conoscere la posizione da occupare. D’altra parte gli austriaci riuscivano a prendere d’infilata la nostra trincea di prima linea con pezzi di artiglieria da montagna. Anche le mitragliatrici nemiche erano continuamente in azione contro i punti di transito obbligato e contro le nostre linee improvvisate e provvisorie. Per tutte queste considerazioni, informai il capitano che sarei andato in ricognizione per individuare la casa Carlini, prima di spostare il plotone.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

In Valle Astico la notte sul 28 il nemico rinnovò il tentativo di sorprendere la nostra occupazione sul Monte Cimone; fu prontamente respinto. Nella giornata d' ieri attività delle artiglierie nemiche contro gli abitati della Conca di Asiago e contro la linea Spera-Strigno in Valle Sugana; qualche incendio. In Valle Travignolo, nonostante il maltempo, le nostre truppe compirono nuovi progressi sulle pendici del Colbricon verso la valletta di Ceremana respingendo due contrattacchi dell' avversario. Sull' Isonzo duelli di artiglierie; quella nemica lanciò alcune granate sugli abitati ad ovest di Gorizia. Sul Carso una nostra squadriglia di aerei bombardò accampamenti e parchi nella zona di Oppacchiasella. Velivoli nemici intervenuti nell' azione furono assaliti e fugati: uno di essi precipitò al suolo incendiandosi. È segnalato l' uso sempre più esteso di proiettili esplodenti.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori