Turco-tedeschi sconfitti a Romani
Essere stata esautorata da ogni Comando sul fronte russo crea più di un imbarazzo a Vienna. I giornali fanno buon viso a cattivo gioco e si sforzano di attenuare l’impressione nell’opinione pubblica. Compito arduo: quello è uno specchio difficile da scalare. Si parla di “semplificazione”, di tempo risparmiato, di guadagni nell’organizzazione, nella rapidità e nell’efficacia; la si butta sul terreno della coesione tra i due Imperi. Diversa la soddisfazione in Germania, dove comunque non si nascondono le difficoltà: «La situazione al fronte orientale non è facile, ma il grande Generale saprà sciogliere il poderoso compito affidatogli».
Sui campi di battaglia galiziani i russi pensano a rinforzare le posizioni. A molestarli un po’ ovunque sono le singole azioni austro-tedesche, soprattutto lungo il Seret. A sud di Brody le armate zariste si avvicinano alla ferrovia di Tarnopol e minacciano un accerchiamento. Più a nord Berlino e Vienna sembrano sempre più decise a difendere Kovel con ogni mezzo.
Pietrogrado resta impegnata anche in Turchia: le manovre nella regione di Erzincan proseguono bene, ma l’esercito ottomano lancia una violenta controffensiva a Muş e Bitlis.
Costantinopoli vede però precipitare le sue chances nella battaglia di Romani. Nonostante i quasi quaranta gradi, il 5 agosto i britannici contrattaccano su un fronte di circa tredici chilometri, dal mare a Qatia: i turchi sono sconfitti e inseguiti in profondità; tra morti, feriti e dispersi hanno lasciato sul campo più o meno metà dei 18.000 effettivi.
A Londra il Premier Asquith parla dell’anniversario bellico: «Con la vittoria degli Alleati il regno del diritto in Europa passerà da un dominio ideale alla realtà concreta» – poi una visione – «una grande associazione delle nazioni federate, per trovare una via più bella e più libera per milioni di cittadini che, di generazione in generazione, arricchiscano l’eredità dell’umanità».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Fronte orientale
- L’offensiva russa a sud di Brody si sviluppa con successo. Il fronte russo dista 20 km. dalla ferrovia di Tarnopol (Ternopil'): le truppe austro-ungariche della regione sono minacciate di accerchiamento.
Fronte asiatico ed egiziano
- I britannici contrattaccano i turchi vicino Romani (Sinai) e li inseguono per quasi 30 km.
- Continua con successo l’offensiva russa a una cinquantina di km. a nord di Erzincan.
- Iniziativa ottomana nella regione di Muş e Bitlis (Caucaso).
Fronte d’oltremare
- Le truppe britanniche in Africa orientale cominciano a muoversi simultaneamente dalle montagne Nguru verso Morongoro.
Parole d'epoca
Le scarpe al sole
di Paolo Monelli, alpino
Poiché è già sera la compagnia dorme da un pezzo nel baraccone, del suo sonno duro e convinto di truppa a riposo. Noi, signori ufficiali, siamo ancora a mensa, con un po' di vino ed i gnocchi, ma non tanto più sibariti però. I soldati non se l'hanno a male che noi s'abbia il vino, perché sanno che se portano un ordine o finiscono la rigore un bicchiere c'è sempre anche per loro. E poi il capitano che beve vino si ricorda al lunedì di far venir su duecento litri dalla sussistenza per la compagnia, il che sarebbe proibito dalle peregrine regole che dominano laggiù dove ni cannone non arriva. (Ma in che mondo vivono quei signori ? La capì il generale Ferrari, che l'anno scorso, dopo quindici giorni di Cauriòl e di gelo e di rancio freddo e di granate e di bestemmie ci mandò su — il cambio ? — questo no, lo sapete bene, ma un litro di vino a testa ed una tazza di cognac. Gli alpini capirono che quello voleva dire il cambio alla fine d'ella guerra, ma dissero: — Ben, che i ghe diga al general che se l’ ne manda drento do litri de vin par settimana, femo la firma de star sul Cauriòl. E allora ci vuole l'inganno, anche qui: l'ufficiale alle salmerie preleva ogni lunedì 200 litri alla sussistenza per la mensa ufficiali della compagnia. — Va bene che sono ufficiali alpini — brontola il magazziniere laggiù. — Ma questo si chiama bere !
DAL FRONTE
Sulla fronte Tridentina sono segnalate insistenti azioni delle artiglierie nemiche specialmente nel tratto fra Adige e Pasubio. Fu constatato l' uso da parte dell' avversario di granate producenti gas lacrimogeni. Sul Monte Cimone continua la nostra pressione diretta ad allargare la occupazione a nord della vetta. Il nemico oppone tenace resistenza. Nella giornata di ieri lanciò anche due violenti contrattacchi che furono nettamente respinti.
In piccoli combattimenti sulle falde del Zellonkofel, nell' Alto But, prendemmo una ventina di prigionieri. Nell' Alto Dogna (Fella) il tiro di batterie nemiche danneggiò alcune case facendo qualche vittima nella popolazione. Sul Carso le nostre truppe iniziarono un vigoroso attacco nella zona ad est di Monfalcone. Presero al nemico 145 prigionieri, dei quali quattro ufficiali. Un velivolo nemico bombardò la stazione di Bassano, colpendo alcuni veicoli ferroviari: un morto e due feriti. Una squadriglia di nostri «Voisin» lanciò 35 bombe sulla stazione di Nabresina, con risultati visibilmente efficacissimi.
Firmato: CADORNA





