Giustiziato Nazario Sauro
Entusiasmo, fiducia e gratitudine. Re Vittorio Emanuele III incita i suoi soldati: «Grazie a voi la Patria accoglie al suo seno Gorizia; grazie a voi un nuovo e grande passo è stato fato sull’arduo e glorioso cammino per il compimento delle nostre sante aspirazioni. La vittoria già si mostra all’orizzonte. Vi sia di incitamento la memoria dei fratelli caduti. […] Vi ringrazio in nome della Patria, che vi guarda con ammirazione, con amore, con riconoscenza».
La presa di Gorizia è un importante successo, morale e strategico, ma per gli italiani il difficile viene ora, quando lo slancio iniziale cozza sulle nuove linee di difesa austro-ungariche; non riuscire a spezzarle significherebbe una vittoria monca, una vittoria di Pirro.
Centoventi chilometri a sud di Gorizia c’è Pola, altra città rivendicata dagli italiani. Qui il 10 agosto viene impiccato Nazario Sauro, l’audace irredentista istriano. L’accusa è la solita: alto tradimento. Era stato catturato all’inizio del mese, la sua imbarcazione si era incagliata nello scoglio della Gaiola, vicino Fiume.
Per Vienna non è un bel momento. Con il fronte del Dnestr spezzato, i russi sbrigano le ultime formalità e riconquistano Stanislau: vengono catturati 8.500 prigionieri austro-tedeschi. Danni limitati nel resto della Galizia, dalle linee a est di Kovel a quelle di Halych, passando lungo il Seret.
Le brutte notizie per gli Imperi centrali non finiscono qui, perché gli Alleati hanno riattivato anche l’ultimo fronte inerte, quello meridionale, dove si è messa in moto l’offensiva in Macedonia.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- A Pola è impiccato l'irredentista istriano Nazario Sauro, ufficiale di rotta di un sommergibile, catturato nel Golfo del Quarnaro.
- Il Re d’Italia dirige un proclama all'esercito, ringraziandolo, in nome della Patria, per avere respinto la poderosa offensiva nemica e restituito Gorizia all'Italia.
- Si annuncia ufficialmente il completo accordo fra Stati Uniti e Messico sulle basi di massima dei negoziati. Ciò costituisce un grave scacco per la Germania, che cercava di provocare un conflitto fra i due Stati.
- Pubblicata la protesta inglese per la fucilazione del capitano Fryatt.
- Mckenna, Cancelliere dello Scacchiere, tiene un discorso alla Camera dei Comuni sulla situazione finanziaria inglese.
Fronte occidentale
- I britannici avanzano a nord ovest di Pozières.
Fronte orientale
- I russi attraversano lo Zolota Lypa e avanzano a Halych.
- I russi attraversano il Seret e respingono ripetuti contrattacchi nemici.
- I russi prendono Stanislau (Ivano-Frankivs'k) e 8.500 prigionieri.
Fronte italiano
- Gli austro-ungarici sul Carso si ritirano oltre il Vallone; a est di Gorizia, le truppe italiane urtano la nuova linea di difesa asburgica.
Fronte meridionale
- Comincia l’offensiva Alleata in Macedonia.
- I francesi bombardano Dojran e, più a sud, occupano la Hill 227.
Fronte asiatico ed egiziano
- Hamadan (ovest della Persia) presa dalle truppe turche.
Parole d'epoca
Nazario Sauro
Lettere al figlio e alla moglie
Caro Nino, tu forse comprendi od altrimenti comprenderai fra qualche anno quale era il mio dovere d'italiano. Diedi a te, a Libero ad Anita a Italo ad Albania nomi di libertà, ma non solo sulla carta; questi nomi avevano bisogno del suggello ed il mio giuramento l'ho mantenuto. Io muoio col solo dispiacere di privare i miei carissimi e buonissimi figli del loro amato padre, ma vi viene in aiuto la Patria che è il plurale di padre, e su questa patria, giura o Nino, e farai giurare ai tuoi fratelli quando avranno l'età per ben comprendere, che sarete sempre, ovunque e prima di tutto italiani! I miei baci e la mia benedizione. Papà. Dà un bacio a mia mamma che è quella che più di tutti soffrirà per me, amate vostra madre! e porta il mio saluto a mio padre».
(Venezia, 20 maggio 1915 - Lettera testamento ai figli)
Cara Nina, non posso che chiederti perdono per averti lasciato con i nostri cinque bimbi ancora col latte sulle labbra; e so quanto dovrai lottare e patire per portarli e lasciarli sulla buona strada, che li farà proseguire su quella di suo padre: ma non mi resta a dir altro, che io muoio contento di aver fatto soltanto il mio dovere d’italiano. Siate pur felici, che la mia felicità è soltanto quella che gli italiani hanno saputo e voluto fare il loro dovere. Cara consorte, insegna ai nostri figli che suo padre fu prima italiano, poi padre e poi uomo. Nazario».
(Venezia, 20 maggio 1915 - Lettera testamento alla moglie Nina)
DAL FRONTE
Le operazioni nella zona di Gorizia procedono felicemente. Riattivati i ponti proseguì ieri il passaggio delle nostre truppe sulla sinistra dell' Isonzo. Cavalleria e ciclisti si lanciarono ad oriente della città accolti da vivo fuoco proveniente dalle alture circostanti e dalla linea della Vertojbizza. I nostri arditi squadroni caricarono in più punti brillantemente il nemico infliggendogli gravi perdite e prendendogli qualche centinaio di prigionieri.
Sul Carso con violenta ed aspra lotta le nostre valorose truppe sfondarono poderose linee di trinceramenti nemici a nord-est di San Michele e presso San Martino, ed occuparono Boschini. Nelle stazioni di concentramento dei prigionieri abbiamo accertato sinora 278 ufficiali e 12.072 militari di truppa. Sono segnalate altre affluenze.
L' avversario, nel vano intento di distrarre la nostra attenzione o rallentare la nostra attività sul Basso Isonzo, tentò nella giornata di ieri improvvisi violenti attacchi ed esegui intensi bombardamenti su vari punti della rimanente fronte. Azioni siffatte si ebbero sul Tonale, nelle Valli Giudicarie e Lagarina, sul Pasubio, sul Monte Cimone, in Valle Travignolo, sul Mrzli (Monte Nero).
Mantenemmo ovunque saldamente le nostre posizioni.
Una squadriglia di 18 Caproni, scortata da aeroplani da caccia Nieuport, compiva ieri una brillante incursione sulle stazioni di rifornimento di Prevacina e Dornberg. Sugli impianti ferroviari e magazzini militari furono gettate oltre tre tonnellate di alto esplosivo con risultati visibilmente efficaci. Nonostante i tiri intensi da batterie antiaeree e ripetuti attacchi di velivoli nemici, dei quali uno fu abbattuto, la forte e valorosa squadriglia ritornò incolume ai suoi campi. Velivoli nemici lanciarono ieri numerose bombe su Venezia: due morti nella popolazione e qualche danno.
Firmato: CADORNA





