11 Agosto, 1916

Non è uno stop, ma quasi

La buona propaganda bisogna saperla fare. E va usata con cautela. I giornali viennesi consumano litri d’inchiostro per snobbare i risultati parziali della sesta battaglia dell’Isonzo. Attenzione però, perché sminuire fino all’eccesso l’importanza dei luoghi, della lotta, può sollevare domande scomode: “E allora perché abbiamo versato tanto sangue su posizioni inutili?”
Tra i primi a far la morale agli austriaci c’è la nostra Agenzia Stefani, più o meno il bue che dice cornuto all’asino. L’euforia ci pervade: «La presa di Gorizia suona come un rintocco funebre per l’Austria». Ecco, lo smodato entusiasmo dei commentatori genererà imbarazzanti topiche.
Al fronte la nostra inerzia positiva è bloccata dalle nuove posizioni difensive asburgiche. Speravamo di dilagare verso Lubiana e Trieste, ma, con l’artiglieria pesante ancora da spostare, i nostri attacchi non riescono a far breccia. L’11 agosto la terza armata avanza di poco, tra il Vipacco e il Monte Cosich e sul pianoro di Doberdò


Il fronte macedone è tornato nel vivo dell’azione e l’Italia ha deciso di contribuire: a rinforzare l’armata del Generale Sarrail è sbarcato a Salonicco un nostro contingente di 44.000 uomini; speriamo possa essere un credito in più da spendere sul tavolo della pace riguardo ai nostri interessi orientali.
Gli Alleati bombardano le linee nemiche, poi conquistano la stazione di Dojran e alcune colline adiacenti.
Il maltempo placa gli animi sul fronte occidentale, mentre in Galizia i russi sfruttano la solita superiorità numerica per farsi largo sul Dnestr e sullo Zolota Lypa.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Annuncio ufficiale della soluzione dell’incidente tedesco-americano per l’affondamento del Lusitania.

Fronte occidentale

  • I francesi conquistano trincee tedesche a sud di Maurepas.
  • Raid aerei a lunga distanza degli inglesi in Belgio.

Fronte orientale

  • I russi occupano la forte città di Monastyrys’ka.
  • Il Generale russo Sakharov avanza vittoriosamente sul Dnestr.

Fronte italiano

  • Gli italiani attraversano il Vallone e fanno progressi all’estremità nord del Carso.
  • Aeroplani austro-ungarici bombardano ancora Venezia.

Fronte meridionale

  • Truppe italiane, comandate dal Generale Petitti di Roreto, sbarcano a Salonicco.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I turchi attaccano a Bir el-‘Bayud (Sinai).

Fronte d’oltremare

  • Spezzata la resistenza tedesca a Matamondo (est delle montagne Nguru, Africa orientale); i tedeschi si ritirano a sud.

Parole d'epoca

Viva Gorizia

di Renzo Re militare, 59° fanteria, brigata Calabria

9/8 Stamane verso le 9 giunge a noi il grido di Viva l’Italia e Viva Gorizia e un nutrito fuoco a salve della nostra fucileria; giunge qualche eco della presa del Sabotino del M.S. Michele del Podgora e di Gorizia, colla cattura di tanti prigionieri; si dice che cavalleria e automobili blindate inseguano il nemico; sarà vero? Speriamo bene; giornata tranquilla; un po’ di bombardamento verso mezzodì. Tutta la nostra 5 Comp. È a 7 m. dal nemico; come hanno fatto a giungere sin là? Mistero: sono arrivati sino ai reticolati nemici e lì si sono trincerati; c’è uno scambio di bombe attivo tra una trincea e l’altra; abbiamo dei veri specialisti per questa arma.

10/8 Nulla d’importante; viene confermata la notizia delle nostre vittorie e anche russe; debole contrattacco, respinto dal 60°; mi sono intrattenuto coll’amico Bordoni e ho scritto a casa e alla Sig. Ausonia.

11/8 Giornata quieta; leggo sui giornali di Gorizia.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

La giornata di ieri segna una nuova brillante vittoria per le nostre armi. Perseverando con crescente vigore nel violento attacco iniziato il giorno 9 nel settore di Monte San Michele e di San Martino, le valorose truppe della terza Armata conquistarono tutte le fortificatissime linee nemiche sul Carso, fra il Vippacco e Monte Cosich. L' avversario in rotta completa si ritirò ad est del Vallone, mantenendo soltanto forti retroguardie sul Debeli e sulla altura di Quota 121 ad est di Monfalcone. I nostri occuparono Rubbia, San Martino del Carso e tutto il pianoro di Doberdò e raggiunsero la linea del Vallone fino a Crui Hrib.
Nella zona ad est di Gorizia il nemico resiste fortemente trincerato sulla linea di Monte San Gabriele e di Monte San Marco. Le nostre truppe hanno raggiunto le pendici occidentali di tali posizioni e la linea del Torrente Vertojbizza.
Lungo la rimanente fronte consuete azioni dimostrative dell' avversario dovunque respinte. I prigionieri e il bottino preso al nemico sono in continuo aumento.
Velivoli nemici lanciarono bombe sulla laguna di Grado e su Venezia senza fare alcuna vittima; qualche danno ai fabbricati. Una squadriglia di nostri «Voisin» rinnovò ieri il bombardamento della stazione di Prebacina, dove il nemico sgombra i materiali dalle posizioni perdute, sfuggendo al tiro delle artiglierie antiaeree gli arditi aviatori lanciarono sul bersaglio una quarantina di bombe, devastandolo. Indi ritornarono nelle linee incolumi.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori