13 Gennaio, 1918

La Russia perde pezzi

Occupate militarmente dai tedeschi, le regioni lettoni si sono dichiarate indipendenti dalla Russia; la Germania continua a giocare le sue carte. Il 13 gennaio anche il Giappone fa la sua mossa e invia le sue navi da guerra verso Vladivostok, il più importante porto russo sul Pacifico. Tokyo afferma di voler «proteggere gli interessi esteri» e in effetti l’Intesa ne è ben contenta. A Vladivostok arrivano, o arrivavano, una buona fetta di aiuti e commerci, da lì passa la Transiberiana ed è quella la porta d’accesso orientale alla Russia. Tutto il Pacifico ha interesse a non far precipitare la città.

In Europa è ancora la pace l’argomento principe. Da noi La Stampa sta pubblicando in questi giorni una serie di analisi di puro buonsenso. Iniziamo dall’invocato boicottaggio commerciale: «I migliori clienti di Italia e Inghilterra erano i tedeschi. E il cliente migliore è sempre il più ricco. Con il progresso della civiltà i vincoli economici si fanno sempre più intensi»

Mancano svariati decenni alla parola “globalizzazione”, ma il concetto è quello e la strada già intrapresa.
C’è poi la questione aperta con Pietrogrado: «Ora i russi possono piacere o non piacere, ma in politica bisogna scegliere il male minore. E in questo caso consisteva nell’evitare che la Russia si staccasse troppo dall’Intesa, certo non nel fare di tutto per gettarla in braccio alla Germania».
E parlando di Germania: «A nessun popolo ancora in piedi si può imporre un mutamento dinastico o costituzionale senza destare la più violenta reazione».
Già, il modo migliore per unire una Nazione di settanta milioni di anime è quello di metterla con le spalle al muro, di prospettargli l’annientamento. È semplice istinto di sopravvivenza. «Siamo stati noi, con le nostre intemperanze verbali, a cementare l’unità del popolo tedesco. Difficilmente si potrà calcolare quali danni fecero all’Intesa i discorsi violenti di molti giornali».
Frase interessante quest’ultima, perché ci rimanda a un problema tutto italiano: gli Alleati non si fidano di Roma al 100%, temono di vederci fare la fine della Russia. Ma a darci la zappa sui piedi è stata la nostra propaganda, quella dei grandi giornali nazionalisti e interventisti. Sarebbe bastato porsi una domanda: le Presidenze Alleate si formano un’idea leggendo volantini clandestini, o i continui e spesso esagerati allarmismi dei grandi quotidiani?

Davide Sartori

Dal fronte italiano

REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
13 GENNAIO 1918

Ieri le nostre batterie hanno abbattuto reparti skiatori e nuclei esploranti nemici a nord del Tonale sull’Adamello e truppe in marcia sull’altopiano di Asiago ed in Val Stizzon e distrutte case sistemate difesa del Piave vecchio. Batterie britanniche hanno preso in pieno ripetutamente appostamenti di artiglierie nemici sulla sinistra del Piave. Artiglieria avversaria fu più insistente nella zona dell’Asolone, sul saliente del Solarolo, dove venne energicamente contro battuta dalla nostra, con valido concorso di batterie francesi, che sul medio Piave. Nostre pattuglie furono molto attive nella depressione di Loppio: nuclei nemici vennero fugati a nord di Monte Melago.
Magazzini e accampamenti a Promolano furono efficacemente colpiti dei nostri apparecchi da bombardamento con kg. 1600 di proiettili. Ardite le condizioni vennero eseguite sulla Livenza da idrovolanti. Nostri aviatori fecero precipitare tue velivoli nemici a Campo San Piero e a sud-est di Asiago. Aviatori britannici che abbatterono un terzo in Val di Seren.

GENERALE DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori