Dietro le sbarre
Da Primo Ministro alla prigione di Arsenio Lupen e Manuel Noriega. Il 14 gennaio Joseph Caillaux, radicale molto vicino al socialismo pacifista, viene arrestato e condotto nelle carceri parigine de la Santé. L’accusa è la più grave: cospirazione e intelligenza col nemico.
Contro Caillaux è schierata da tempo tutta la destra nazionalista. Antipatie iniziate nel 1911, quando da Premier aveva preferito una soluzione diplomatica alla crisi di Agadir, evitando un precoce scontro con la Germania. Tra chi se l’era legata al dito c’era anche Clemenceau, l’attuale Primo Ministro francese.
Nel 1920 Caillaux verrà scarcerato e assolto dalle accuse più gravi, quelle di cospirazione e intelligenza col nemico; logico, con tutta probabilità quelle erano esagerazioni, o comunque non furono mai trovate prove degne di questo nome. Il processo lo riterrà colpevole solo di aver intrattenuto rapporti con loschi personaggi legati a Berlino, qualcuno condannato a morte. Un brutto giro.
A Roma non si placa l’agitazione per l’eventuale revisione degli scopi di guerra. Imperiali, Ambasciatore a Londra, ha suggerito a Sonnino di trattare direttamente con serbi e jugoslavi e di farlo ora, quando sono più deboli: se trovassimo un accordo con loro nessuno potrebbe più accusarci di imperialismo; e se anche la cosa non andasse in porto avremmo comunque ottenuto un’ottima pubblicità.
Sonnino non è convito e rifiuta: «Non ritengo raggiungibile un accordo con serbi e jugoslavi e non ci sono certezze di vederli mantenere gli impegni. Reputo inoltre molto pericoloso prendere, in questo momento, una qualsiasi iniziativa di tal genere».
Da una trattativa mancata a una in corso. A Brest-Litovsk il Ministro degli esteri tedesco von Kühlmann crede sia ora di quagliare ed è deciso a mettere un punto: le concessioni tedesche hanno raggiunto il massimo, non ci saranno altri rilanci.
Dopo settimane di sosta torna attivo il fronte italiano. Diaz ha ordinato una serie di piccole azioni di consolidamento, le più importanti sull’Asolone e presso Caposile. Entrambe vanno bene, respinti i contrattacchi austro-ungarici.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Tentato assassinio di Lenin a Pietrogrado.
- Il Ministro degli esteri tedesco von Kühlmann avvisa i russi che l’offerta della Germania ha raggiunto il limite massimo.
- Il Corpo diplomatico a Pietrogrado protesta energicamente contro la violazione delle immunità diplomatiche: i rappresentanti dei Paesi Alleati e neutrali minacciano di abbandonare Pietrogrado se i rappresentanti rumeni non saranno liberati immediatamente.
- A Parigi è arrestato l'ex Presidente del Consiglio Caillaux, accusato di cospirazione contro la sicurezza dello Stato.
- Sonnino, in un telegramma all'Ambasciatore a Londra, Imperiali, risponde negativamente alla sua proposta di avviare trattative per un accordo con serbi e jugoslavi.
- Gli Alleati siglano con l’Argentina una convenzione sul grano.
- Si riunisce la Camera dei Comuni inglese. Sir Geddes illustra il Man-Power Bill, dimostrando l’urgente necessità di aumentare gli effettivi militari, anche a costo di colpire molte industrie non indispensabili.
Fronte occidentale
- Gli inglesi bombardano con successo, di giorno, Karlsruhe, Thionville e l’area di Metz.
- Raid britannico a nord di Lens.
- I francesi respingono gli attacchi a Chaume Wood ed effettuano con successo un raid in Lorena.
Fronte italiano
- Sostenute da intenso fuoco delle artiglierie della Regia Marina, le truppe italiane strappano al nemico trincee a est di Caposile e respingono ripetuti contrattacchi.
- Gli italiani avanzano a est della valle del Brenta nel distretto dell’Asolone e in maniera minore sul delta del Piave.
Fronte asiatico ed egiziano
- At-Tafilah, sud est del Mar Morto, catturata dalle truppe dell’Hejaz.
Operazioni navali
- Yarmouth (Norfolk) bombardata da cacciatorpediniere tedeschi: sei morti e sei feriti.
Dal fronte italiano
REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
14 GENNAIO 1918
Lungo tutta la fronte azioni d’artiglieria sparse e poco intense e discreta attività di nuclei in esplorazione.
Ad est di Capo Sile e a nord di Cortellazzo nostre pattuglie fugarono piccoli posti nemici, distruggendo le difese e catturando materiali.
GENERALE DIAZ





