2 Febbraio, 1918

Chiuso il summit di Versailles

«Il Consiglio superiore di guerra ha esaminato con cura le recenti dichiarazioni del Cancelliere tedesco e del Ministro degli esteri asburgico. Gli è stato impossibile trovarvi qualcosa di simile alle condizioni moderate formulate da tutti i Governi Alleati. Questa convinzione è rafforzata dai piani di conquista rivelati nei negoziati di Brest-Litovsk. Il Consiglio superiore di guerra ha ritenuto suo dovere assicurare la continuazione dello sforzo militare con estrema energia e la più stretta cooperazione. […] Su tutte le questioni si è ottenuta una comune intesa. C’è completo accordo sia tra i Governi, sia tra i capi militari».
Sarà questo il comunicato ufficiale prodotto a Versailles.
Ma il Consiglio supremo ha certificato quanto Lloyd George e i vertici militari britannici siano ai ferri corti. Il pomo della discordia è semplice: per i Generali la guerra si può risolvere solo sul fronte occidentale, ma Lloyd George è stanco di dover spiegare la morte di tanti inglesi e spinge per soluzioni alternative.

Il Generale Haig, molto “simpatico” ai conservatori, non è ancora stato silurato solo per paura di una crisi politica. Ma ci sono altri modi per mettergli i bastoni tra le ruote: per prima cosa Londra ha già accettato di estendere il fronte di sua competenza, ma non ha aumentato gli effettivi, “suggerendo” una riorganizzazione; ora sta cercando di approfittare dell’eventuale Comando unico per subordinare il suo Stato Maggiore a qualche altra autorità.
Il 2 febbraio le riunioni terminano con l’affermazione della massima fiducia nella vittoria: «Le decisioni prese eserciteranno una grande influenza sulla condotta futura della guerra».  Per ora l’Intesa non comporrà il famigerato documento unico sugli obiettivi da raggiungere.

Il primo a parlare è il Premier francese Clemenceau«Senza Lenin avremmo già vinto la guerra». Azzardato. E poco probabile. La Francia ha superato gli ammutinamenti del 1917 riducendo all’osso le sue operazioni militari e scaricando il peso del fronte occidentale sui britannici; l’Italia forse non avrebbe avuto Caporetto, per altro la rivoluzione d’ottobre è successiva, ma di certo non avrebbe potuto eliminare l’Austria-Ungheria; e la Russia aveva già fallito la controffensiva quando i bolscevichi non sembravano un problema. Senza Lenin l’Intesa sarebbe stata meglio, non ci piove, ma da lì alla vittoria ne sarebbe dovuta passare di acqua sotto i ponti.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Da Londra si annuncia che due ufficiali aviatori inglesi sono stati condannati da un tribunale di guerra tedesco a 10 anni di prigione per avere lanciato “appelli nemici”.
  • La nota del Governo argentino al Brasile, circa la dichiarazione di guerra fatta da questo alla Germania, riconosce che tale dichiarazione è pienamente giustificata. L'Argentina approva anche le decisioni del Perù e dell'Uruguay verso la Germania.
  • Fine degli incontri del Consiglio supremo di guerra interalleato; si decide di continuare vigorosamente la guerra.

Fronte occidentale

  • Truppe statunitensi in prima linea.

DAL FRONTE ITALIANO

L’attività combattiva della giornata di ieri si manifestò essenzialmente con azioni di artiglieria lungo tutto il fronte, più notevoli nel settore orientale dell’Altipiano di Asiago e con un più vivace cambio di fucileria fra gli avamposti.
I voli di crociera dei nostri aviatori diedero luogo a combattimenti, nei quali furono abbattuti due avversari, precipitati presso Turco (sud di Asiago) e nella valle del Brenta.
Ieri all’imbrunire aerei nemici attaccarono Treviso e vari centri abitati nella zona pedemontana fra Brenta e piave, lanciando numerose bombe, che causarono qualche ferito e danni di lieve entità ad alcuni fabbricati.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori