3 Febbraio, 1918

Più forte ragazzi

I giornali devono accontentarsi del comunicato ufficiale del Consiglio supremo di guerra interalleato, uscito da Versailles senza troppe spiegazioni. Accoglienza positiva quasi ovunque. A Parigi il Temps si compiace della risposta «all’implacabile volontà di guerra manifestata dal nemico». A Londra il Times commenta con un appagato: «Il comunicato ufficiale dissiperà la nebulosa di pace formatasi questo inverno e artificialmente addensata». In realtà il Times dice anche altro: «La dichiarazione rafforzerà e incoraggerà il movimento revisionista in Italia». Sarà, eppure i giornali italiani interpretano quelle parole in senso opposto: tutto chiarito, non abbiamo nulla da temere; questo il succo.
Missione compiuta, l’annuncio altisonante della vigoria Alleata ha coperto la vaghezza del comunicato.
Io però trovo più interessanti le critiche, giuste o sbagliate che siano, perché sono le critiche a innescare un ragionamento.

 Per il Daily News si sarebbe potuto fare meglio: troppa retorica e assenza di reali spunti costruttivi. A lasciarlo stupito è l’equiparazione dei discorsi di Czernin ed Hertling; la mancata mano tesa ai russi per aver «smascherato il gioco tedesco»; il rifiuto di una dichiarazione collettiva sui precisi scopi di guerra; l’abdicazione della strategia politica per quella militare. Punti di vista, via al dibattito.

I protagonisti, però, hanno vinto tutti. Ai Generali è stato affidato il compito di vincere la guerra con ogni mezzo, mentre i politici hanno tutti ottenuto qualcosa. Clemenceau può ritenersi soddisfatto, l’Intesa sta adottando la sua linea dura. A Orlando va bene così, non una parola sugli scopi di guerra e libera interpretazione del concetto di concordia totale. Ed è felice anche Lloyd George, perché, come accenna una nota del Governo britannico il 3 febbraio: «I poteri del Consiglio supremo di guerra verranno ampliati». Con buona pace del Generale Haig e del Capo di Stato maggiore Robertson.

Ma le coincidenze hanno spesso un’ironia tutta particolare. Mentre il Comando del Corpo di spedizione britannico in Francia vede vacillare la sua autorità, un giornale svizzero pubblica un’intervista al Generale Hindenburg, domandandogli se il fronte balcanico sarà ravvivato: «Fossi matto! A Salonicco ho 200.000 prigionieri a cui non devo distribuire alimenti».
I dubbi sull’autenticità dell’intervista rimangono, ma non sulla sostanza della risposta. Sul fronte occidentale si affollano già oltre 180 divisioni tedesche, in aumento. Presto Berlino godrà dei migliori numeri dall’inizio della guerra, questa volta con buona pace di Lloyd George e delle sue speranze di risolvere il conflitto altrove.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Governo britannico annuncia l'allargamento dei poteri del Consiglio supremo di guerra a Versailles.
  • In seguito ai grandi scioperi scoppiati in Germania vengono arrestati numerosi socialisti indipendenti, fra i quali lo scrittore e giornalista Kurt Eisner. Il deputato Dittmann, arrestato durante gli scioperi e processato per alto tradimento e contravvenzione alla legge dello stato d'assedio, è condannato a 5 anni.

Fronte occidentale

  • Circa 185 divisioni tedesche sono sul fronte occidentale.

Fronte italiano

  • L’aviazione austro-ungarica bombarda Venezia, Padova e altre città nella pianura veneta.

Fronte d’oltremare

  • Mtarika (Africa orientale) occupata dalle truppe britanniche.

DAL FRONTE ITALIANO

Azioni di artiglieria moderate dallo Stelvio al Piave e più notevoli sul basso del fiume; brillamento di mine da parte del nemico, ma senza risultato, nella regione del Pasubio; episodi di pattuglie sulle alture a nord-est di monte Grappa.
Favorita dal bel tempo, la nostra attività aerea sugli obbiettivi militari nemici si è mantenuta notevole: idrovolanti della Regia Marina vi contribuirono efficacemente nella zona ad oriente del vecchio Piave; squadriglie di aeroplani bersagliarono ieri i centri di raccolta e i nodi stradali delle retrovie avversarie sull’Altipiano di Asiago, apparecchi da bombardamento danneggiarono la scorsa notte gli impianti della teleferica austriaca Caldonazzo – Monte Rovere.
Nella giornata furono abbattuti otto velivoli nemici; uno, colpito dai canoni antiaerei presso Marano (Valle Lagarina), uno precipitato presso Primolano, sei tra Vittorio Veneto e Nervosa, abbattuti dagli aviatori britannici, che incendiarono anche un pallone frenato nemico lungo il Piave.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori