Tedeschi via da Pietrogrado, brutto segno
Saremmo alla vigilia dei negoziati di pace tra Romania e Imperi centrali, o almeno è questo l’annuncio dato dalla stampa viennese. In area Intesa però le informazioni non coincidono.
Di sicuro c’è odore di ripresa sul fronte orientale. L’armistizio con i russi è scaduto e, con le trattative rotte dai bolscevichi, Berlino ha richiamato i suoi uomini da Pietrogrado. I tedeschi starebbero preparando una nuova offensiva per prendersi con la forza quanto negatogli dai russi.
Dell’ex Impero zarista si parla anche nella tumultuosa seduta del 15 febbraio alla Camera dei deputati italiana. A far rumore è il discorso di Labriola, socialista sui generis, indipendente non allineato, in teoria collocato all’estrema sinistra, ma favorevole all’entrata in guerra e con un battibecco proprio con Lenin nel suo vecchio curriculum.
«L’errore più clamoroso dell’Intesa fu il supporre che Pietrogrado potesse intensificare la guerra dopo la rivoluzione. Invece di renderci conto della realtà russa cercammo di interferire, stimolandone la combattività. L’Intesa non tenne conto delle condizioni psicologiche delle masse, come se non fosse cambiato nulla. […] Kerenskij confidava nella Conferenza di Stoccolma, ma l’Intesa non lo seppe aiutare e le maggiori difficoltà vennero dal Governo italiano. […] Voi avete voluto umiliare un avversario politico, quando avreste dovuto aiutare un Governo alleato. Così l’Intesa aprì la strada a Lenin. […] Dobbiamo riprendere le relazioni diplomatiche con Pietrogrado». Giù polemiche.
A Londra scricchiola il largo sostegno al Governo di Lloyd George: Asquith e i suoi seguaci sembrerebbero passati all’opposizione, ma nessuna eventuale crisi ha fatto ancora capolino all’orizzonte.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Le missioni degli Imperi centrali lasciano Pietrogrado in conseguenza della rottura delle trattative di pace.
- Secondo notizie da Vienna il Presidente dell'Unione parlamentare ceca, Stanek, ha conferito con i capigruppo polacchi, jugoslavi e ucraini, per un'azione comune contro il Governo.
- I rappresentanti dei Governi Alleati nominano il “Concilio dei trasporti marittimi Alleati”.
- Il Governo degli Stati Uniti prende il completo controllo degli scambi esteri.
Fronte orientale
- Battaglia di Rarańcza: i reparti polacchi dell'esercito austro-ungarico di stanza in Bucovina si ribellano e forzano la linea del fronte per unirsi ai loro compatrioti dell'esercito russo, appena insorti contro il regime bolscevico.
Fronte d’oltremare
- Lungo la costa del Mozambico la colonna britannica da Port Amelia (oggi Pembe) approccia Meza.
- Maloktera (sul Lúrio superiore) rioccupata dalle truppe portoghesi.
Operazioni navali
- Affondati nello stretto di Dover alcuni pescherecci britannici.
- Sottomarino bombarda Dover, un morto, sette feriti.
DAL FRONTE ITALIANO
Moderata attività combattiva lungo tutta la fronte, con efficace azione di molestia delle nostre artiglierie contro lavoratori nemici in Val Giudicarie e scambio di fucilate fra pattuglie in Val Lagarina.
Firmato: DIAZ





