22 Febbraio, 1918

Turchi al di là del Giordano

C’è ben poco di certo in questa guerra per i suoi contemporanei, una guerra nuova, rivoluzionaria. Ed è ancora più indefinita nella sua “periferia”, dove l’attenzione passa una volta ogni tanto, spesso distratta.
I britannici restano combattuti, in bilico tra Mesopotamia e Palestina. Non sanno decidere dove puntare, non sanno decidere se puntare. Nel dubbio vanno avanti su entrambi i fronti, quasi per inerzia, vivendo alla giornata, senza aver ben chiari gli obiettivi finali. In fondo sono solo teatri secondari, di provincia.
«In Palestina la situazione si sviluppa in modo interessante, ma le operazioni sono state ritardate per la stagione delle piogge». Tutto il territorio a nord e a est di Gerusalemme è stato messo in sicurezza e ora l’esercito di Allenby si è garantito un secondo punto fermo: Gerico. Coi i suoi oltre duecento metri sotto il livello del mare, la città “più bassa” del mondo è caduta senza troppe difficoltà.
C’è un motivo se a Gerico è dedicato un importante scorcio biblico: la città è una delle più antiche conosciute, dovrebbe avere a occhio e croce 10.000 anni e i primi insediamenti risalirebbero a quasi il doppio; è nata lì perché lì il Giordano sfocia nel Mar Morto; Gerico è da sempre un crocevia fondamentale della regione.
Il 22 febbraio i turchi si ritirano al di là del fiume, lasciando in sostanza campo libero ai britannici e permettendogli di minacciare la ferrovia dell’Hejaz.

Davide Sartori

DAL FRONTE ITALIANO

Lotta d’artiglieria poco intensa dallo Stelvio all’astici e più vivace su qualche tratto della rimanente fronte; batterie nostre eseguirono concentramenti di fuoco su truppe avversarie nei pressi di Foza e sulle pendici nord-occidentali del Monte Grappa e controbatterono energicamente artiglierie nemiche nel settore Val Frenzela, Val Brenta.
L’avversario batté con maggior frequenza le pendici sud-orientali del Montello.
Esploratori nemici vennero respinti alle Grave; una pattuglia britannica impegnò combattimento con un grosso nucleo avversario sulla sinistra del Piave; pattuglie nostre, spintesi nell’isolotto di Folina riportarono due mitragliatrici nemiche.
Nelle prime due ore del mattino di ieri, squadriglie aeree britanniche bombardarono i campi di aviazione nemici a nord e a sud della ferrovia Oderzo-Portogruaro.
Nella giornata tre velivoli nemici colpiti in combattimento aereo precipitarono presso Gallio, a nord di Asiago e a Motta di Livenza; quest’ultimo per opera di un aviatore britannico.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori