7 Marzo, 1918

Il "triello"

C’è un bel “triangolo” in mare, o un “triello”, per dirla alla Sergio Leone. I protagonisti sono l’Intesa, l’Olanda e la Germania. Breve riassunto delle puntate precedenti: a gennaio gli Alleati avevano trovato un mezzo accordo con Amsterdam, diciamo un modus vivendi, per rianimare il commercio marittimo con il noleggio delle imbarcazioni ferme in porto; le minacce tedesche all’Olanda avevano fatto saltare tutto.
Il 7 marzo la palla torna all’Intesa: viene chiesto lo sfruttamento incondizionato delle navi olandesi inutilizzate e no, non ci saranno garanzie di tenerle lontano dalla “danger zone”; viene promesso però di rimpiazzare ogni perdita a guerra conclusa.
Amsterdam è in difficoltà, non può accettare così e quindi farà una controproposta: va bene, ma solo se le nostre imbarcazioni non trasporteranno nessun tipo di materiale considerato di “contrabbando bellico”. È una limitazione assurda abbastanza da rendere un “sì” praticamente un “no”.

 A questo punto gli Alleati spiegheranno come andranno le cose: il naviglio verrà requisito alle condizioni esposte, in più aggiungiamo 100.000 tonnellate di grano. Sarà l’ultima offerta, ma non è un “prendere o lasciare”, perché l’opzione “lasciare” non è contemplata.

Berlino si mantiene concentrata sullo stabilizzare a suo piacimento l’oriente e firma un trattato di pace con la Finlandia, accoppiandolo con una convenzione commerciale e con un protocollo per il destino delle Isole Åland.
Metabolizzati i nuovi eventi, si fanno sentire i socialisti svedesi, in particolare l’estrema sinistra: è un attacco diretto ai correligionari tedeschi, “venduti all’Imperialismo” e senza spina dorsale.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • A Berlino è firmato il trattato di pace tra la Germania e la Finlandia, la convenzione di commercio e navigazione e un protocollo addizionale per le isole Åland, le cui fortificazioni saranno abbattute.
  • Nota dell’Intesa all’Olanda che chiede l’uso incondizionato delle imbarcazioni olandesi nei porti Alleati.

Fronte occidentale

  • Raid aereo su Kent, Essex, Hertfordshire, Bedforshire e Londra: 23 morti e 39 feriti; abbattuto un Gotha.
  • L’artiglieria tedesca bombarda gli americani a Rouge Bouquet.

Fronte orientale

  • È stabilita la linea di demarcazione fra le truppe tedesche e russe.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Le truppe turche occupano tutta l’Armenia.
  • I britannici avanzano in Palestina, pressati continuamente per alcuni giorni, raggiungendo una profondità massima di circa 5 km su un fronte di 29.

DAL FRONTE ITALIANO

Ieri lungo tutta la fronte il maltempo impedì qualsiasi azione di fanteria e ridusse grandemente l’attività delle artiglierie.
Nostre batterie tirarono con qualche insistenza su truppe nemiche avvistate in movimento infondo Val Brenta e nella regione di Col della Berretta.
Raffiche di fuoco vennero scambiate in Val Lagarina e nella pianura a sud di Ponte Piave.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori