Resistere e crederci
«Sarà vincitore chi saprà resistere di più, chi crederà alla vittoria anche un solo un quarto d’ora in più. Gli sforzi del nemico verranno a infrangersi davanti al fronte. […] È inutile chiedere ancora ai tedeschi quali siano i loro scopi di guerra. Sono i fatti sul fronte orientale a parlare abbastanza chiaro. […] Nulla ci arresterà, nulla ci farà piegare».
L’8 marzo il patriottico e retorico discorso di Clemenceau è sottolineato dagli applausi e dal voto di fiducia al Governo francese.
Da Londra gli fa eco Bonar Law: «Avremo vinto quando la Germania capirà che una guerra non porta benefici». Berlino, come fosse una risposta, bombarda Parigi in serata.
In Russia il Comitato esecutivo dei Soviet invita il prossimo Congresso a ratificare la pace per «salvare la rivoluzione». La politica bolscevica è raccomandata come l’unica possibile, nonostante le condizioni imposte dalla Germania.
Ma sul fronte orientale c’è chi non si è arreso: è la Legione cecoslovacca. Combattono ancora, anche perché se finissero nelle mani degli austro-tedeschi verrebbero tutti fucilati come traditori. L’avanzata degli Imperi centrali in Ucraina è arrivata a Bachmač, snodo ferroviario a 180 km a nord-est di Kiev e qui minaccia di accerchiare la Legione. I cecoslovacchi si attestano a difesa e impegnano battaglia per coprire l’evacuazione verso Vladivostok. Sarà un’epopea.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Discorso patriottico di Clemenceau: voto sulla fiducia al Governo francese.
Fronte occidentale
- Grande raid aereo notturno a Parigi: 13 morti e 50 feriti; un Gotha abbattuto.
- Falliscono gli attacchi locali ai britannici vicino Ypres.
Fronte orientale
- Si considerano le ostilità russo-tedesche completamente terminate.
- Inizia la battaglia di Bachmač tra Legione cecoslovacche e tedeschi.
Fronte asiatico ed egiziano
- Inizia la battaglia di Tell ’Asur (o Turmus Aya).
DAL FRONTE ITALIANO
In Conca Laghi (Posina) nostre pattuglie molestarono efficacemente l’avversario, provocando viva reazione di fuoco.
In Val Rio Freddo (Altipiano di Asiago) nuclei nemici che tentavano raggiungere le nostre linee vennero accolti da raffiche di mitragliatrici e fugati.
Nel settore orientale dell’Altipiano di Asiago e nella regione del Ponte della Priula le opposte artiglierie furono ad intervalli più attive.
Batterie e aviatori britannici abbatterono un velivolo e incendiarono due palloni frenati nemici.
Idrovolanti della Regia Marina rovesciarono 2 tonnellate di bombe su baraccamenti e accampamenti nemici a valle di Grisolara (Basso Piave).
Firmato: DIAZ





