Il paziente zero
Napoli e Parigi, due città separate da circa 1.300 chilometri, ma unite dall’importanza storica, dalla vitalità, dal loro essere straordinarie. E sono unite anche nel destino la notte dell’11 marzo, quando entrambe vengono bombardate. Per Parigi, a un centinaio di chilometri dalla prima linea, purtroppo non è una novità; per Napoli sì, lei è ben oltre i cinquecento chilometri dal fronte. Un dirigibile tedesco sorvola la città, dovrebbe puntare il porto e gli stabilimenti industriali, ma la precisione non è caratteristica di quei tempi e le bombe cadono in centro e a Posillipo; una ventina scarsa le vittime, molti di più i feriti. Napoli è colta alla sprovvista, nessuno si aspetta un attacco e infatti, in un primo momento, le autorità pensano a una sommossa. La difesa antiaerea non si attiva.
A Napoli in quei giorni c’è un giovane medico, Giuseppe Moscati, di neanche trentotto anni. È bravo, ma bravo sul serio, è tanto bravo da vedersi rifiutato il servizio al fronte. “Dovesse capitargli qualcosa, dove lo troviamo un altro così? No, meglio mandare i feriti da lui”. Moscati morirà giovane, nel 1927 a quarantasei anni; verrà beatificato nel ’75 e canonizzato nell’87.
Dall’altra parte del mondo, in Kansas, a Fort Riley, lavora Loring Milner, anche lui medico, anche lui dentro la nostra storia. Verso ora di pranzo gli si presenta davanti Albert Gitchell, cuoco militare: i sintomi sono quelli di una banalissima influenza. Ancora non lo sa nessuno, ma quella “banalissima” influenza scalerà le classifiche delle peggiori tragedie della storia; farà più morti della guerra, farà più morti della “peste nera”, decine di milioni in tutto il mondo. Albert Gitchell è considerato il “paziente zero” della Spagnola, la più grave pandemia di tutti i tempi. Gitchell morirà in pochi giorni, infettando oltre 500 commilitoni. Curiosità: si chiama “Influenza Spagnola”, perché in Spagna, paese neutrale, la stampa non era soggetta alla censura e quindi poteva trattare l’argomento, cosa impensabile per i belligeranti.
Ignaro come chiunque sulla terra, da Washington il Presidente Wilson telegrafa a Mosca: «Esprimo la sincera simpatia nutrita dagli americani per il popolo russo. […] Il Governo degli Stati Uniti coglierà ogni occasione possibile per garantire ai russi l’assoluta sovranità e indipendenza nei propri affari e la completa restaurazione della sua importante funzione nella vita dell’Europa e del mondo moderno».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Lloyd George interviene sui rapporti fra Governo e stampa.
- Il Presidente Wilson telegrafa al Console americano a Mosca un messaggio di simpatia per il popolo russo.
Fronte occidentale
- Importante raid aereo notturno tedesco su Parigi: quattro Gotha abbattuti.
- Respinto grande raid tedesco vicino Ypres e Armentières.
Fronte orientale
- Le truppe tedesche continuano a progredire nel settore Homel’-Novozybkov.
Fronte italiano
- Durante la notte un dirigibile tedesco giunge su Napoli: una ventina di bombe sganciate, arrecando gravi danni a chiese e palazzi e facendo vittime.
Fronte asiatico ed egiziano
- Ulteriore progresso britannico lungo la strada per Nablus.
DAL FRONTE ITALIANO
Dallo Stelvio al Garda saltuarie azioni di artiglieria: nuclei nemici vennero dispersi nella valle del torrente Vermegliano (Val di Sole); ad oriente dell’Adamello e nella regione del Tonale.
Dal Garda al Piave tiri di molestia più frequenti sull’Altipiano di Asiago e sulla sinistra del Brenta; pattuglie nemiche vennero fugate a sud di Nago.
Lungo il Piave reciproca sensibile attività di fuoco; nostre mitragliatrici colpirono armati nemici nel greto del fiume di fronte a Zenson; nostre batterie, valendosi della efficace osservazione degli aeroplani, provocarono un incendio in una batteria nemica, batterono lavoratori ad est di Salecol, dispersero e affondarono galleggianti e imbarcazioni di fronte a Fagarè.
Nella giornata nostri aeroplani bombardarono campi di aviazione nemici; altri campi furono bombardati nella notte da cinque dirigibili. Vennero lanciate in complesso circa sette tonnellate di bombe e tutti i nostri aerei, malgrado il violento tiro nemico, rientrarono incolumi alle loro basi. Sulla sinistra del Piave aviatori britannici abbatterono due velivoli nemici.
Firmato: DIAZ





