11 Marzo, 1918

Il paziente zero

Napoli e Parigi, due città separate da circa 1.300 chilometri, ma unite dall’importanza storica, dalla vitalità, dal loro essere straordinarie. E sono unite anche nel destino la notte dell’11 marzo, quando entrambe vengono bombardate. Per Parigi, a un centinaio di chilometri dalla prima linea, purtroppo non è una novità; per Napoli sì, lei è ben oltre i cinquecento chilometri dal fronte. Un dirigibile tedesco sorvola la città, dovrebbe puntare il porto e gli stabilimenti industriali, ma la precisione non è caratteristica di quei tempi e le bombe cadono in centro e a Posillipo; una ventina scarsa le vittime, molti di più i feriti. Napoli è colta alla sprovvista, nessuno si aspetta un attacco e infatti, in un primo momento, le autorità pensano a una sommossa. La difesa antiaerea non si attiva.
A Napoli in quei giorni c’è un giovane medico, Giuseppe Moscati, di neanche trentotto anni. È bravo, ma bravo sul serio, è tanto bravo da vedersi rifiutato il servizio al fronte. “Dovesse capitargli qualcosa, dove lo troviamo un altro così? No, meglio mandare i feriti da lui”. Moscati morirà giovane, nel 1927 a quarantasei anni; verrà beatificato nel ’75 e canonizzato nell’87.


Dall’altra parte del mondo, in Kansas, a Fort Riley, lavora Loring Milner, anche lui medico, anche lui dentro la nostra storia. Verso ora di pranzo gli si presenta davanti Albert Gitchell, cuoco militare: i sintomi sono quelli di una banalissima influenza. Ancora non lo sa nessuno, ma quella “banalissima” influenza scalerà le classifiche delle peggiori tragedie della storia; farà più morti della guerra, farà più morti della “peste nera”, decine di milioni in tutto il mondo. Albert Gitchell è considerato il “paziente zero” della Spagnola, la più grave pandemia di tutti i tempi. Gitchell morirà in pochi giorni, infettando oltre 500 commilitoni. Curiosità: si chiama “Influenza Spagnola”, perché in Spagna, paese neutrale, la stampa non era soggetta alla censura e quindi poteva trattare l’argomento, cosa impensabile per i belligeranti.

Ignaro come chiunque sulla terra, da Washington il Presidente Wilson telegrafa a Mosca: «Esprimo la sincera simpatia nutrita dagli americani per il popolo russo. […] Il Governo degli Stati Uniti coglierà ogni occasione possibile per garantire ai russi l’assoluta sovranità e indipendenza nei propri affari e la completa restaurazione della sua importante funzione nella vita dell’Europa e del mondo moderno».

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Lloyd George interviene sui rapporti fra Governo e stampa.
  • Il Presidente Wilson telegrafa al Console americano a Mosca un messaggio di simpatia per il popolo russo.

Fronte occidentale

  • Importante raid aereo notturno tedesco su Parigi: quattro Gotha abbattuti.
  • Respinto grande raid tedesco vicino Ypres e Armentières.

Fronte orientale

  • Le truppe tedesche continuano a progredire nel settore Homel’-Novozybkov.

Fronte italiano

  • Durante la notte un dirigibile tedesco giunge su Napoli: una ventina di bombe sganciate, arrecando gravi danni a chiese e palazzi e facendo vittime.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Ulteriore progresso britannico lungo la strada per Nablus.

DAL FRONTE ITALIANO

Dallo Stelvio al Garda saltuarie azioni di artiglieria: nuclei nemici vennero dispersi nella valle del torrente Vermegliano (Val di Sole); ad oriente dell’Adamello e nella regione del Tonale.
Dal Garda al Piave tiri di molestia più frequenti sull’Altipiano di Asiago e sulla sinistra del Brenta; pattuglie nemiche vennero fugate a sud di Nago.
Lungo il Piave reciproca sensibile attività di fuoco; nostre mitragliatrici colpirono armati nemici nel greto del fiume di fronte a Zenson; nostre batterie, valendosi della efficace osservazione degli aeroplani, provocarono un incendio in una batteria nemica, batterono lavoratori ad est di Salecol, dispersero e affondarono galleggianti e imbarcazioni di fronte a Fagarè.
Nella giornata nostri aeroplani bombardarono campi di aviazione nemici; altri campi furono bombardati nella notte da cinque dirigibili. Vennero lanciate in complesso circa sette tonnellate di bombe e tutti i nostri aerei, malgrado il violento tiro nemico, rientrarono incolumi alle loro basi. Sulla sinistra del Piave aviatori britannici abbatterono due velivoli nemici.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori