Cicatrice sul Pasubio
Le Alpi e le Dolomiti: luoghi quieti, sereni, contemplativi, accarezzati dal cielo e disturbati dalla guerra. Le montagne hanno mutato fisionomia, recano tutte i segni più strazianti dei bombardamenti, delle mine; sono sgretolate, screpolate, slabbrate. Il 13 marzo, in piena notte, gli austro-ungarici innescano cinquanta tonnellate di tritolo sotto il Dente italiano del Pasubio: un pezzo di monte vien giù e seppellisce 52 italiani. La guerra di mine in questo teatro si chiude così.
Sul fronte orientale termina la battaglia di Bachmač: la Legione cecoslovacca è riuscita a disimpegnarsi dall’abbraccio austro-tedesco e a evacuare la città. Vienna e Berlino entrano però a Odessa, il Mar Nero basta e avanza a consolarsi.
Ma è anche una giornata di dimissioni pesanti: il Generale Averescu, Premier rumeno, lascia il timone durante i negoziati di pace, al suo posto è probabile la nomina di un germanofilo; più roboanti quelle di Trockij da Ministro degli esteri sovietico, il secondo leader della rivoluzione bolscevica assume l’incarico di Commissario degli affari militari e navali, il Ministero della guerra e della marina.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Generale Averescu, Premier rumeno e Ministro degli esteri, si dimette.
- Il Governo tedesco, per evitare la minacciata rappresaglia, scarcera i due ufficiali aviatori inglesi condannati a dieci anni di reclusione.
Fronte occidentale
- Gli inglesi effettuano un raid diurno a Friburgo.
- Raid degli zeppelin sulla contea di Durham: Hartlepool bombardata; 8 morti e 39 feriti.
Fronte orientale
- Le truppe austro-tedesche occupano Odessa.
- Si annunciano successi delle Guardie Bianche in Finlandia contro le Guardie Rosse.
DAL FRONTE ITALIANO
Nella giornata direi vennero colpiti dal nostro fuoco riparti nemici al bivacco nel versante nord del Col della Berretta e furono fugati nuclei esploranti ad est del Monte Cristallo (sud dello Stelvio) in regione Tonale e ad oriente del Garda. In Val d’Astico pattuglie nostre scontratesi con pattuglie avversarie, le obbligarono a ritirarsi.
Presso Fener esploratori francesi inflissero perdite ad un posto avanzato nemico. Le opposte artiglierie, che in complesso spiegarono su tutta la fronte azione moderata, furono più attive lungo il Piave; nostre raffiche raggiunsero truppe e carreggi avversari in movimento a sud di Noventa e danneggiarono lavori nella zona litoranea.
L’attività aerea nella pianura fu più notevole sulle prime linee e sulle immediate retrovie. Di giorno magazzini nemici vennero colpiti da idrovolanti della R. Marina, e di notte campi di aviazione avversari furono bombardati da nostre aeronavi.
Un velivolo nemico abbattuto da nostro aviatore precipitò sulla sinistra del Piave.
Firmato: DIAZ




