Germania smentita
“Abbiamo deliberatamente annientato ogni possibilità di risolvere pacificamente il conflitto”. Sulla Germania grandina ed è tutto “fuoco amico”. Il 15 marzo un memorandum privato del Principe von Lichnowsky, Ambasciatore tedesco a Londra fino allo scoppio della guerra, diventa di pubblico dominio; in qualche modo è finito nelle “mani sbagliate”. Sulla politica estera di Berlino piovono bordate come non se ne sono mai viste. Per prima cosa il diplomatico tedesco spiega come fu tutta colpa della Germania; una colpa antica, antecedente alla crisi del luglio 1914. Si parte con gli screzi con la Francia per il Marocco, fino all’errore di sposare il punto di vista viennese nelle guerre balcaniche. “Abbiamo sempre scelto di montare cavalli perdenti. […] Fu la nostra politica a riavvicinare la Russia a Giappone e Inghilterra. Davanti al pericolo tedesco ogni altro dissenso passò in secondo piano”.
Lichnowsky conferma la versione britannica: Londra ha fatto di tutto per evitare il conflitto; Berlino sembrava cercasse un pretesto per scatenarlo, ha ignorato ogni avvertimento e rifiutato ogni consiglio.
Con il solito tempismo “sfortunato” la Germania proclama il protettorato sulla Curlandia.
Dalle vecchie questioni diplomatiche passiamo all’attualità. Amsterdam non ha ancora risposto alla “richiesta” anglo-americana di noleggiare le navi olandesi. Londra e Washington inviano una nuova nota per ribadire il concetto: se non dovessimo ricevere una risposta entro il 18 requisiremmo lo stesso le imbarcazioni. Insomma, “chi tace acconsente”. Gli anglo-americani spiegano la decisione unilaterale con le pressioni tedesche su Amsterdam: l’Olanda non è libera di scegliere.
La giornata è brutta a Berlino, indigesta ad Amsterdam, ma tragica a Parigi. È passata da poco l’ora di pranzo quando “due formidabili esplosioni furono sentite in tutta Parigi. La capitale tremò, i tetti volavano e le mura si sbriciolavano come case di bambole. In molti quartieri i vetri delle finestre furono infranti, mentre una spessa nube di polvere e fumo si alzava e le tenebre incombevano improvvise”. A La Courneuve è esploso un deposito di munizioni: una trentina i morti, ben oltre mille i feriti, una sessantina le fabbriche costrette a fermarsi per i danni.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Proclamato il protettorato tedesco sulla Curlandia.
- Pubblicazione del memorandum del Principe Lichnowsky.
- A La Courneuve, presso Parigi, salta in aria un deposito di munizioni con più di un milione di granate. Vi sono numerosi morti e 1200 feriti. Anche a Parigi si hanno danni gravissimi e 60 officine devono sospendere il lavoro.
- I Governi inglese e americano hanno presentato all'Olanda una nota con la quale annunciano che, se Amsterdam non avrà accettato entro il 18 corrente gli accordi proposti per fare uso delle navi olandesi da parte degli Alleati, le navi saranno requisite e utilizzate egualmente da questi.
- Scioperi in Austria-Ungheria.
- Si annuncia che una missione militare tedesca sarebbe giunta a Kiev per organizzare l'esercito nazionale ucraino.
Fronte occidentale
- L'esercito belga ha esteso la sua linea dal Mare del Nord fino ai dintorni di Bixschoote, occupando così una parte di fronte sinora tenuta dai francesi.
- Le truppe americane del settore di Lunéville hanno occupato un tratto di trincee nemiche. È la prima avanzata delle truppe americane in Francia.
Fronte orientale
- I tedeschi occupano Mykolaïv (Odessa).
DAL FRONTE ITALIANO
Lungo tutta la fronte attività combattiva assai moderata. La lotta delle artiglierie fu ad intervalli più intensa in Val Canonica, nella zona sud-orientale del Montello e a cavallo del Basso Piave.
Firmato: DIAZ





