Fiducia tedesca
Soldi, soldi a palate. Al Congresso statunitense continuano ad arrivare richieste per aumentare i budget; dopo l’aviazione, oggi tocca alla marina. Le navi non bastano mai, bisogna difendersi dai sottomarini e trasportare sempre più approvvigionamenti e uomini in Europa.
Il 17 marzo è l’Italia a subire una perdita: il piroscafo Postale Tripoli viene affondato da un siluro tedesco, con lui si inabissano tra le duecento e le trecento persone, molti soldati, parte della Brigata Sassari.
In Francia a sussultare è il fronte di Verdun. La Germania replica alle fresche incursioni francesi. Di tutta la situazione parlano i capi militari tedeschi: Hindenburg e Ludendorff rilasciano un’intervista a testa.
Iniziamo dal Generalissimo Hindenburg: “«Abbiamo spezzato la catena nemica attorno alla Germania. Qualcuno ci accusa di aver agito con troppa violenza a oriente, ma la guerra non è impresa da deboli. Il nostro scopo era di assicurarci
confini sicuri. […] Ora possiamo volgere tutte le nostre forze a occidente. La Francia si scava la fossa, dovrà scontare la sua vanità e la sua ambizione. Conquisteremo anche lì una pace onorevole, ma non sarà una pace molle. Servirà al popolo tedesco per rifiorire».
Stesso copione per Ludendorff: «Con il Governo russo non era possibile accordarsi come con l’Ucraina e la Finlandia. Non avremmo voluto agire con violenza, ma vi fummo costretti dalla Russia stessa. […] La pace a oriente alleggerisce la nostra situazione a occidente. Finora la nostra superiorità era solo morale, ora è anche numerica. La nuova lotta sul fronte occidentale sarà la più grande e difficile di tutta la guerra».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Comitato per la Marina ha presentato al Congresso degli Stati Uniti la relazione sulla legge navale, con la quale chiede un nuovo credito di 10 miliardi e 600 milioni.
Fronte occidentale
- Grande azione tedesca a nord-est di Verdun.
- Raid aereo diurno degli inglesi a Kaiserslautern (Pfalz).
Operazioni navali
- Il Postale "Tripoli", diretto da Golfo Aranci a Civitavecchia, è affondato da un siluro. Delle 380 persone imbarcate ne muoiono più di 200, in gran parte soldati.
DAL FRONTE ITALIANO
Nuclei esploranti nemici vennero fugati in Valle di Concei (Giudicarie) e a sud di Asiago; pattuglie nostre furono molto attive nella regione di Monte Asolone e catturarono qualche prigioniero nella Valle del Torrente Ornic.
Nostre batterie colpirono truppe nemiche in movimento a sud di Cismon ed eseguirono vivaci raffiche di fuoco ad est di Zenson e sul delta del Piave.
Ad oriente del Montello un velivolo nemico venne abbattuto da aviatori britannici. Nella notte scorsa nostre aeronavi bombardarono con due tonnellate e mezzo di proiettili un campo di aviazione nemico ad occidente della Livenza.
Firmato: DIAZ





