17 Marzo, 1918

Fiducia tedesca

Soldi, soldi a palate. Al Congresso statunitense continuano ad arrivare richieste per aumentare i budget; dopo l’aviazione, oggi tocca alla marina. Le navi non bastano mai, bisogna difendersi dai sottomarini e trasportare sempre più approvvigionamenti e uomini in Europa.
Il 17 marzo è l’Italia a subire una perdita: il piroscafo Postale Tripoli viene affondato da un siluro tedesco, con lui si inabissano tra le duecento e le trecento persone, molti soldati, parte della Brigata Sassari.

In Francia a sussultare è il fronte di Verdun. La Germania replica alle fresche incursioni francesi. Di tutta la situazione parlano i capi militari tedeschi: Hindenburg e Ludendorff rilasciano un’intervista a testa.
Iniziamo dal Generalissimo Hindenburg: «Abbiamo spezzato la catena nemica attorno alla Germania. Qualcuno ci accusa di aver agito con troppa violenza a oriente, ma la guerra non è impresa da deboli. Il nostro scopo era di assicurarci

confini sicuri. […] Ora possiamo volgere tutte le nostre forze a occidente. La Francia si scava la fossa, dovrà scontare la sua vanità e la sua ambizione. Conquisteremo anche lì una pace onorevole, ma non sarà una pace molle. Servirà al popolo tedesco per rifiorire».
Stesso copione per Ludendorff: «Con il Governo russo non era possibile accordarsi come con l’Ucraina e la Finlandia. Non avremmo voluto agire con violenza, ma vi fummo costretti dalla Russia stessa. […] La pace a oriente alleggerisce la nostra situazione a occidente. Finora la nostra superiorità era solo morale, ora è anche numerica. La nuova lotta sul fronte occidentale sarà la più grande e difficile di tutta la guerra».

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Comitato per la Marina ha presentato al Congresso degli Stati Uniti la relazione sulla legge navale, con la quale chiede un nuovo credito di 10 miliardi e 600 milioni.

Fronte occidentale

  • Grande azione tedesca a nord-est di Verdun.
  • Raid aereo diurno degli inglesi a Kaiserslautern (Pfalz).

Operazioni navali

  • Il Postale "Tripoli", diretto da Golfo Aranci a Civitavecchia, è affondato da un siluro. Delle 380 persone imbarcate ne muoiono più di 200, in gran parte soldati.

DAL FRONTE ITALIANO

Nuclei esploranti nemici vennero fugati in Valle di Concei (Giudicarie) e a sud di Asiago; pattuglie nostre furono molto attive nella regione di Monte Asolone e catturarono qualche prigioniero nella Valle del Torrente Ornic.
Nostre batterie colpirono truppe nemiche in movimento a sud di Cismon ed eseguirono vivaci raffiche di fuoco ad est di Zenson e sul delta del Piave.
Ad oriente del Montello un velivolo nemico venne abbattuto da aviatori britannici. Nella notte scorsa nostre aeronavi bombardarono con due tonnellate e mezzo di proiettili un campo di aviazione nemico ad occidente della Livenza.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori