Czernin: “Parigi vuole la pace”
Vienna ha fame e chiede risposte al Conte Czernin. “Ci stiamo lavorando, ma è vero, gli approvvigionamenti arrivati dall’Ucraina sono insoddisfacenti”. Il Ministro degli esteri parla di tutto, dell’indissolubile legame con Berlino, delle “vergognose” agitazioni slave, della condivisione dei quattro principi enunciati da Wilson e della predisposizione austro-ungarica alla pace, predisposizione “dimostrata” con giudizi opinabili e analisi contraddittorie sui trattati con Russia, Ucraina e Romania.
Ma sul tema della pace sgancia la bomba: «Clemenceau, poco prima della nostra offensiva, mi chiese se fossi pronto e entrare in negoziati e su quali basi. Risposi di sì, d’accordo con Berlino, individuando un solo ostacolo nell’Alsazia-Lorena. Parigi rispose di non essere disposta a trattare su questo argomento, quindi non ci fu altra scelta se non la poderosa lotta sul fronte occidentale».
Dunque Parigi avrebbe contattato Vienna per la pace. In realtà è stata Vienna, un anno fa, a contattare Parigi. E alle spalle della Germania, nonostante le smentite di Czernin.
Il Ministro degli esteri si lancia anche in una previsione utile per introdurre il prossimo argomento e giusto un filo smentita dal ventesimo secolo: «Gli Stati Uniti, in futuro, non potranno sostenere le spesi militari. Per questo è importante il disarmo».
Già, gli Stati Uniti, Washington sta per entrare in gioco. C’è voluto un po’ per convincere il Generale Pershing, una buona dose di lavoro su entrambe le sponde dell’Atlantico, ma il 2 aprile si è giunti al traguardo: reparti americani saranno al più presto inquadrati nei ranghi anglo-francesi. Pershing, un cowboy, un “so tutto io”, avrebbe voluto gestire in proprio l’intero corpo di spedizione statunitense. Piccolo dettaglio: Pershing riteneva la guerra di trincea un falso problema; con il suo piglio, il coraggio e un’attitudine offensiva, credeva di poterla risolvere in un lampo. Ecco la ricetta di un disastro: confondere l’esercito tedesco con le bande messicane; scambiare il fronte occidentale con le guerre indiane.
Mentre in Francia si registrano solo lievi alterazioni, lembi di terreno passati di mano, progressi frammentari e spesso compensati, a Londra entrano in vigore le disposizioni per il coprifuoco. È la politica del risparmio.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Czernin, Ministro degli esteri asburgico, riafferma le disposizioni di pace austro-ungariche, dichiara di condividere i quattro principi di Wilson, riconferma l’indissolubile alleanza con la Germania, attacca le agitazioni slave e accenna a passi per la pace fatti dai francesi prima dell’offensiva.
- La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti autorizza un nuovo prestito di guerra di 46 miliardi, dei quali 8,5 saranno posti a disposizione degli Alleati.
- Gran Bretagna: entrano in vigore le disposizioni per il coprifuoco.
- Canada: Il Primo Ministro intende rafforzare il Military act sui rivoltosi del Québec.
- Formato il nuovo Gabinetto polacco da Steczkowski.
Fronte occidentale
- I combattimenti generali si spengono.
- Scontri locali fra Moreuil e Lassigny.
- Sul fiume Scarpe i britannici respingono un attacco vicino Fampoux e a sud catturano Ayette.
- Gli Stati Uniti acconsentono a mischiare truppe di brigata con inglesi e francesi.
Fronte orientale
- Da Kiev si annuncia che i combattimenti nell’Ucraina assumono carattere più violento con il proseguire dell’avanzata tedesca verso est. Parecchi capi massimalisti hanno organizzato la resistenza.
- La Siberia è dominata dai bolscevichi.
DAL FRONTE ITALIANO
REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
BOLLETTINO DEL 2 APRILE 1918
Attività di nostre pattuglie con cattura di qualche prigioniero in regione Tonale ed in Vallarsa.
Nelle Giudicarie e ad est del Ponte della Priula nuclei nemici vennero fugati a fucilate.
Su tutta la fronte l'azione delle opposte artiglierie fu assai moderata ed il maltempo non consentì agli aviatori di compiere alcuna operazione.
Firmato: DIAZ





